MILANO - Mercati con il fiato sospeso. Gli attentati di Parigi rischiano di condizionare le Borse, ma anche la crescita economica globale. L'allarme arriva direttamente dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che teme ricadute soprattutto sui listini asiatici e in particolare cinesi. Il governo, però, prova a rassicurare gli addetti ai lavori spiegando che le stime di crescita non saranno riviste, neppure dopo il rallentamento del Pil nel terzo trimestre dell'anno. L'attenzione è comunque rivolta anche una volta verso Mario Draghi.
Le Borse d'altra parte vengono già da una settimana difficile sul timore di un aumento dei tassi sul dollaro: le Borse europee in media hanno ceduto oltre il 3%, con Parigi debole (-3,5% da lunedì scorso) e anche i listini Usa pesanti con l'indice Dow Jones che ha ceduto il 3,7%. L'attesa per l'inizio della prossima settimana era ancora di tendenziale calo, con la speranza di un successivo rimbalzo trainato da materie prime e petrolio.
Prima degli attentati di Parigi gli operatori guardavano a venerdì, quando Draghi interverrà all"Euro finance week' di Francoforte, ma il presidente della Bce dovrebbe parlare anche nella mattinata di lunedì a Madrid: la speranza è che ribadisca ancora la volontà di voler rafforzare il quantitative easing.
Dal punto di visto macroeconomico la settimana è priva di dati capaci di far cambiare direzione a indici sui quali pesa il tracollo delle materie prime, con i prezzi di oro e il rame scesi in questi giorni ai minimi da sei anni. Non c'entra solo il rallentamento di Pechino ma anche la prospettiva di un rialzo dei tassi Usa a dicembre, che sta portando gli investitori in cerca di rendimenti a liberarsi dai beni difensivi come il metallo giallo. Che la stretta arrivi prima di Natale è però tutt'altro che scontato e la solita ricca agenda di interventi di membri del Fomc rischia di complicare ancora le idee.
Lunedì 16 novembre
Eurozona: inflazione di ottobre; intervento del presidente della Bce, Mario Draghi
Martedì 17 novembre
Italia: bilancia commerciale di settembre
Germania: indice Zew sulla fiducia dell'economia a novembre
Gb: inflazione e prezzi alla produzione di ottobre
Usa: inflazione e produzione industriale di ottobre; parlano Jerome Powell e Daniel Tarullo del board Fed
Mercoledì 18 novembre
Eurozona: andamento del settore delle costruzioni a settembre
Usa: licenze edilizie e nuovi cantieri di ottobre; scorte settimanali di greggio; minute della Fed; parlano William Dudley della Fed di New York, Dennis Lockhart della Fed di Atlanta e Robert Kaplan della Fed di Dallas
Giappone: bilancia commerciale di ottobre
Giovedì 19 novembre
Eurozona: bilancia dei pagamenti di settembre
Gb: vendite al dettaglio di ottobre
Usa: richieste settimanali di sussidi di disoccupazione; superindice del Conference Board; parla Dennis Lockhart della Fed di Atlanta
Giappone: la Boj decide sui tassi
Venerdì 20 novembre
Eurozona: fiducia dei consumatori di novembre, parla il presidente della Bce, Mario Draghi
Usa: parla James Bullard della Fed di St. Louis GIAPPONE: bollettino economico mensile della Boj
Le Borse d'altra parte vengono già da una settimana difficile sul timore di un aumento dei tassi sul dollaro: le Borse europee in media hanno ceduto oltre il 3%, con Parigi debole (-3,5% da lunedì scorso) e anche i listini Usa pesanti con l'indice Dow Jones che ha ceduto il 3,7%. L'attesa per l'inizio della prossima settimana era ancora di tendenziale calo, con la speranza di un successivo rimbalzo trainato da materie prime e petrolio.
Prima degli attentati di Parigi gli operatori guardavano a venerdì, quando Draghi interverrà all"Euro finance week' di Francoforte, ma il presidente della Bce dovrebbe parlare anche nella mattinata di lunedì a Madrid: la speranza è che ribadisca ancora la volontà di voler rafforzare il quantitative easing.
Dal punto di visto macroeconomico la settimana è priva di dati capaci di far cambiare direzione a indici sui quali pesa il tracollo delle materie prime, con i prezzi di oro e il rame scesi in questi giorni ai minimi da sei anni. Non c'entra solo il rallentamento di Pechino ma anche la prospettiva di un rialzo dei tassi Usa a dicembre, che sta portando gli investitori in cerca di rendimenti a liberarsi dai beni difensivi come il metallo giallo. Che la stretta arrivi prima di Natale è però tutt'altro che scontato e la solita ricca agenda di interventi di membri del Fomc rischia di complicare ancora le idee.
Lunedì 16 novembre
Eurozona: inflazione di ottobre; intervento del presidente della Bce, Mario Draghi
Martedì 17 novembre
Italia: bilancia commerciale di settembre
Germania: indice Zew sulla fiducia dell'economia a novembre
Gb: inflazione e prezzi alla produzione di ottobre
Usa: inflazione e produzione industriale di ottobre; parlano Jerome Powell e Daniel Tarullo del board Fed
Mercoledì 18 novembre
Eurozona: andamento del settore delle costruzioni a settembre
Usa: licenze edilizie e nuovi cantieri di ottobre; scorte settimanali di greggio; minute della Fed; parlano William Dudley della Fed di New York, Dennis Lockhart della Fed di Atlanta e Robert Kaplan della Fed di Dallas
Giappone: bilancia commerciale di ottobre
Giovedì 19 novembre
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Venerdì 20 novembre
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