Economia

Province, 2mila dipendenti pubblici da ricollocare

La parziale abolizione dell'istituzione metterà in mobilità i dipendenti: 1.800, invece, andranno in pensione, mentre molti saranno assunti dalla Regioni a cui passeranno anche le funzioni

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MILANO - Con la parziale abolizione della province sarebbero circa 2 mila i dipendenti da ricollocare attraverso il ministero della Pubblica amministrazione, o meglio la piattaforma mobilità.gov.it. E' questo l'esito, fa sapere l'Ansa citando fonti vicine al dossier, di un primo monitoraggio. Una parte dei lavoratori sarebbe infatti riassunta direttamente dalla Regioni, mentre 1.800 andrebbero in pensione.

La platea dei soprannumerari, dei cosiddetti esuberi, sarebbe quindi scesa a una quota che secondo il ministero della Pubblica Amministrazione può essere facilmente assorbita, soprattutto attraverso il canale degli uffici giudiziari (dove ci sarebbero circa 3-4mila posti vacanti).

All'inizio, quando si è aperta la questione della mobilità, a seguito della riforma Delrio, si parlava di una platea di potenziali interessati pari a 20 mila persone. Alle Province restano infatti solo le funzioni fondamentali (ambiente, edilizia scolastica, viabilità), mentre le altre passano, insieme ai dipendenti, alle Regioni. Dal passaggio vanno però esclusi i pensionamenti (1.800 quelli che lasciano entro dine 2016) e il personale destinato ai centri per l'impiego, che confluiranno nella nuova Agenzia per il lavoro. Vanno poi tolti dal conteggio coloro che saranno direttamente assunti dalla Regioni, che nel frattempo hanno emanato le leggi con cui prendono in carico funzioni e, circa la metà, anche direttamente il personale delle Province.

Si tratta tuttavia di un primo check, a cui seguiranno aggiornamenti. Comunque le amministrazioni che hanno assolto agli obblighi di comunicazione (le Province per gli esuberi e le Regioni per i posti liberi) sono pressoché tutte (mancherebbero solo due Province per motivi tecnici).