Giorno di rimessaggio al porto di Genova per la nave Saipem 10000
La nave gioiello dell'ingegneria italiana, capace di scavare pozzi in acque profonde fino a 10mila metri, si è fermata per uno dei rari giorni di pausa per una messa a punto nel porto di Genova. Le sue eliche governate da un sistema satellitare che si autoregola, per mantenere la posizione dello scafo immutata dutante le perforazioni, l'hanno resa protagonista delle maggiori scoperte di idrocarburi recenti, come quelle dell'Eni in Mozambico e in Egitto. L'imbarcazione è lunga 233 metri e larga 42, con altezza di 120 metri inclusa la torre di perforazione. Dispone di una piattaforma per l'atterraggio di elicotteri e di quattro gru della portata di 85 tonnellate. E' spinta da sei propulsori da 4.000 kw l'uno, e alimentata da sei generatori da 7.000 kw. Negli ultimi tre anni ha percorso 24mila miglia, nei mari di tutto il mondo. E' certificata come nave "zero pollution", perchè "tutti gli scarti prodotti a bordo non vengono mai sversati a mare, ma separati tra loro e immagazzinati in appositi contenitori", per essere poi smaltiti. Saipem 10000 è stata costruita 15 anni fa da Samsung Heavy Industries, come una delle prime navi per acque ultra profonde costruite per la ricerca di petrolio e gas. Dal 2000 è diventata uno strumento di riferimento per i progetti di esplorazione più ambiziosi, perforando 132 pozzi. Nel 2001, al largo del Gabon, ha stabilito il record mondiale di perforazione sottomarina a 2.791 metri. La nave può operare su fondali fino a 3mila metri, ma la profondità dei pozzi che può scavare da lì è di altri 7mila metri.