Risparmio, la crisi ha mortificato i desideri: ora si aspira a "mantenere il tenore di vita"
L'indagine UnipolSai sul risparmio sottolinea un miglioramento delle condizioni delle famigie, ma uno su tre afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno
MILANO - Migliora la percezione degli italiani nei confronti del risparmio, al quale UnipolSai ha dedicato l'ultimo Osservatorio del 2015 rintracciando le sensazioni che emergono dal vissuto della crisi economica, "la quale rimane impressa nella mente degli italiani anche alla luce dei primi segnali di ripresa". Non a caso, il massimo desiderio che emerge è estremamente conservativo: cercare di difendere lo status quo, il tenore di vita.
Lo scenario in ogni caso migliora: "Nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo segnale di miglioramento della spesa delle famiglie, (+0,4% di variazione, la più alta dal 2010) dovuta da un lato all'aumento del potere d'acquisto (+0,2%) e in parte anche attraverso un ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto all'8,7%", ricorda UnipolSai citando i dati Istat dell'autunno. Gli italiani restano però ancora cauti, d'altra parte l…
Lo scenario in ogni caso migliora: "Nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo segnale di miglioramento della spesa delle famiglie, (+0,4% di variazione, la più alta dal 2010) dovuta da un lato all'aumento del potere d'acquisto (+0,2%) e in parte anche attraverso un ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto all'8,7%", ricorda UnipolSai citando i dati Istat dell'autunno. Gli italiani restano però ancora cauti, d'altra parte l…
MILANO - Migliora la percezione degli italiani nei confronti del risparmio, al quale UnipolSai ha dedicato l'ultimo Osservatorio del 2015 rintracciando le sensazioni che emergono dal vissuto della crisi economica, "la quale rimane impressa nella mente degli italiani anche alla luce dei primi segnali di ripresa". Non a caso, il massimo desiderio che emerge è estremamente conservativo: cercare di difendere lo status quo, il tenore di vita.
Lo scenario in ogni caso migliora: "Nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo segnale di miglioramento della spesa delle famiglie, (+0,4% di variazione, la più alta dal 2010) dovuta da un lato all'aumento del potere d'acquisto (+0,2%) e in parte anche attraverso un ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto all'8,7%", ricorda UnipolSai citando i dati Istat dell'autunno. Gli italiani restano però ancora cauti, d'altra parte la crisi ha aperto ferite profonde: "Un 34% afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno, un altro 27% del campione è convinto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi e avremo meno soldi a disposizione. C'è poi chi non è del tutto d'accordo e vede un futuro più sereno e in discesa con un po' di attenzione al risparmio (21%). L'8% infine è convinto che oltre allo Stato bisognerà pensare in prima persona mettendo da parte capitale e utilizzando forme di risparmio private (10%)".
Anche i desideri si allineano a questa necessità di "tenere" botta alla recessione. Alla domanda di cosa si desideri per il futuro, gli italiani mostrano di avere le idee ben chiare: "Il desiderio più inseguito risulta essere il mantenimento del tenore di vita attuale (33%) o di un livello anche inferiore all'attuale ma sufficientemente adatto (20%). Il 19% del campione vorrebbe essere in grado di aiutare i propri figli in caso di necessità, mentre un altro 13% non vorrebbe gravare su di essi. Il 12% integra la propria pensione perché ritenuta troppo bassa", si legge nella nota di UnipolSai. Quanto alle forme di risparmio conosciute, si ha una risposta ampia: si va dalle polizze assicurative sulla vita (54%) ai fondi pensione (49%), passando per la classica pensione e i fondi di investimento, entrambi a 44%. Chiudono il quadro generale i piani pensionistici individuali (41%), acquisto di immobili 34% e conti deposito 36%.
Per quanto riguarda la fonte delle informazioni, "c'è la conferma che per avere le informazioni necessarie ci si rivolge a professionisti del settore. In particolare per quanto concerne piani di risparmio personali gli italiani si affidano principalmente alla propria banca (36%) e alla figura del proprio assicuratore (25%). Le alternative in secondo luogo più utilizzate risultano essere siti internet specializzati (16%) o il classico passaparola di conoscenti e amici (12%). Le altre forme di informazione consultate indicate dagli intervistati sono invece i siti web delle compagnie assicurative (4%), blog forum e social network (4%)".
Lo scenario in ogni caso migliora: "Nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo segnale di miglioramento della spesa delle famiglie, (+0,4% di variazione, la più alta dal 2010) dovuta da un lato all'aumento del potere d'acquisto (+0,2%) e in parte anche attraverso un ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto all'8,7%", ricorda UnipolSai citando i dati Istat dell'autunno. Gli italiani restano però ancora cauti, d'altra parte la crisi ha aperto ferite profonde: "Un 34% afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno, un altro 27% del campione è convinto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi e avremo meno soldi a disposizione. C'è poi chi non è del tutto d'accordo e vede un futuro più sereno e in discesa con un po' di attenzione al risparmio (21%). L'8% infine è convinto che oltre allo Stato bisognerà pensare in prima persona mettendo da parte capitale e utilizzando forme di risparmio private (10%)".
Anche i desideri si allineano a questa necessità di "tenere" botta alla recessione. Alla domanda di cosa si desideri per il futuro, gli italiani mostrano di avere le idee ben chiare: "Il desiderio più inseguito risulta essere il mantenimento del tenore di vita attuale (33%) o di un livello anche inferiore all'attuale ma sufficientemente adatto (20%). Il 19% del campione vorrebbe essere in grado di aiutare i propri figli in caso di necessità, mentre un altro 13% non vorrebbe gravare su di essi. Il 12% integra la propria pensione perché ritenuta troppo bassa", si legge nella nota di UnipolSai. Quanto alle forme di risparmio conosciute, si ha una risposta ampia: si va dalle polizze assicurative sulla vita (54%) ai fondi pensione (49%), passando per la classica pensione e i fondi di investimento, entrambi a 44%. Chiudono il quadro generale i piani pensionistici individuali (41%), acquisto di immobili 34% e conti deposito 36%.
Per quanto riguarda la fonte delle informazioni, "c'è la conferma che per avere le informazioni necessarie ci si rivolge a professionisti del settore. In particolare per quanto concerne piani di risparmio personali gli italiani si affidano principalmente alla propria banca (36%) e alla figura del proprio assicuratore (25%). Le alternative in secondo luogo più utilizzate risultano essere siti internet specializzati (16%) o il classico passaparola di conoscenti e amici (12%). Le altre forme di informazione consultate indicate dagli intervistati sono invece i siti web delle compagnie assicurative (4%), blog forum e social network (4%)".