Economia

Cordata cinese entra nel Manchester City e lo valorizza tre miliardi

China Media Capital, specializzata in diritti tv e marketing, e Citic Capital rilevano il 13 per cento della società che controlla la squadra in testa alla Premier League. Si tratta della stessa banca cinese che avrebbe dovuto rilevare il 49 per cento del Milan assieme a mister Bee

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MILANO - Aprire il capitale del club ai capitali cinesi, per conquistare il mercato dei nuovi ricchi nelle nazioni emergenti dell'Asia, sempre più affamati di sport ad alto livello. E' quanto sostengono - da un anno a questa parte - gli uomini di Silvio Berlusconi per giustificare la vendita del 49 per cento del Milan alla cordata guidata dal finanziare tailandese Bee Teachaubol. Peccato che dell'uomo d'affari di Bangkok si siano perse le tracce ormai da un paio di mesi, in attesa di una trattativa che - alla prova dei fatti - non si è mai sbloccata. Tutto il contrario di quanto annunciato da un altro grande club europeo, per una cifra nettamente superiori al miliardo di euro che avrebbe dovuto corrispondere - nelle intenzioni - alla valorizzazione complessiva del Milan.

Perché investitori cinesi sono effettivamente sbarcati nel calcio europeo che conta. Non in Italia, ma nella Premier League: il Manchester City ha annunciato l'ingresso di una cordata composta da China Media Capital e Citic Capital nel club attualmente in testa al campionato inglese insieme alla rivelazione Liecester guidato in panchina dall'italiano Claudio Ranieri. Mansur bin Zayd Al Nahyan figlio dello sceicco che controlla gli Emirati Arabi Uniti ha ceduto il 13 per cento della società che controlla sia il City sia altre tre squadre di prima serie negli Stati Uniti  (New York), Giappone (Yokohama) e Australia (Melbourne).  Una quota di minoranza pagata una cifra che viene considerata dagli esperti assai elevata: 400 milioni di dollari, pari a 376 milioni di euro.

Pur considerando che la cordata cinese ha rilevato la società che controlla il City, la società inglese in un comunicato ufficiale ha dichiarato che l'operazione valorizza i "citizens" per una cifra che si aggira sui 3 miliardi di dollari. Una somma stratosferica, soprattutto se si pensa che per il 49 per cento del Milan il famoso accordo preliminare firmato da Berlusconi e Mr Bee in Sardegna, nell'agosto scorso, prevedeva in versamento di 480 milioni di euro. La rivincita dell'ex Cavaliere sugli scettici e su chi aveva considerato la valutazione del Milan fuori mercato si ferma qui, perché lo sceicco di Abu Dhabi gli ha portato via uno dei soci che avrebbe dovuto essere in cordata proprio con mister Bee.

Citic capital era uno dei possibili partner che era stata presentato dal finanziere tailandese come socio interessato all'ingresso nel Milan. Una istituzione finanziaria controllata dal governo di Pechino che avrebbe dovuto aprire le porte al mercato cinese: sia del merchandising e dei diritti televisivi. Quest'ultimo è il campo di attività di China Media Capital, la società che gestisce tutte le immagini della Super League organizzata da Pechino nonché della nazionale cinese. Il suo amministratore delegato Ruigang Li - che entrerà a far parte del board del Manchester City - ha dichiarato che nel suo paese "il calcio sta vivendo un grande momento di crescita e ci sono ottime possibilità perché si sviluppi commercialmente visto che potrevbbe essere destinato a essere lo sport più seguito in televisione".

Alla luce dell'accordo appena annunciato, assume ben altro significato la visita del mese scorso del premier cinese Xi Jinping al club di Manchester assieme al premier inglese David Cameron, quando i due uomini politici si erano messi in posa per un selfie assieme all'attaccante argentino Sergio Aguero: una visita che si puà leggere come una sorta di "benedizione" per l'investimento milionario da parte di due gruppi di stato.

Non è il primo investimento cinese nel mondo dello sport europeo. Nel febbraio scorso, il gruppo Wanda (un conglomerato molto attivo nel settore dell'immobiliare) ha rilevato per 50 milioni di euro Infront, la società guidata da Philippe Blatter - nipote del detronizzato zar della Fifa - che è specializzata in diritti tv e nei diritti di immagine dei club (Milan, Inter, Werder Brema)  e delle nazionali (Italia e Germania). Un interesse da parte di Wamda per il calcio europeo che si è concretizzato anche con l'ingresso diretto in uno dei principali club spagnoli, con l'acquisizione del 20 per cento dell'Atletico Madrid. Berlusconi e gli uomini della Fininvest avevano visto giusto, ma ora non sarà facile rientrare in gioco.