Economia

Fisco, il Patent Box per riattirare i marchi dall'estero. Mef: dal rientro dei capitali 3,8 miliardi

Le Entrate hanno pubblicato la circolare applicativa che permette di abbattere fino al 50% l'imponibile tassato per i redditi derivanti da marchi e prevetti. Il Mef anticipa il gettito preliminare dalla voluntary disclosure: il 30 novembre è scaduta la finestra per aderire

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MILANO - L'Italia prova a evitare che i marchi e i brevetti vengano domiciliati fuori dai confini nazionali per sfuggire alle maglie del Fisco. Arriva infatti ufficialmente il Patent Box, che ha l'obiettivo proprio di far rientrare i marchi e i prodotti dell'innovazione sotto il regime italiano. L'Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare applicativa per regolare le domande di richiesta di questa agevolazione che consente di abbattere tra il 30-50% l'imponibile tassato per sfruttamento brevetti, marchi, design. Un passaggio procedurale apre anche alla procedura per stipulare gli accordi di ruling, cioè un accordo con l'Autorità fiscale per chiarire preventivamente a che condizioni saranno tassate le attività. Si tratta di chiarimenti molto attesi che potrebbero portare alla soluzione e al rientro in Italia di alcuni marchi (ad esempio Dolce e Gabbana) ma anche frenare la "fuga" verso l'estero che ha caratterizzato importanti società (ad esempio Ferrari).

"Il governo crede che la chiave della crescita economia stia negli investimenti e nell'innovazione": con il patent box si dà impulso a innovazione e si punta "ad attrarre quegli investimenti che finora hanno scelto regimi fiscali più convenienti", ha affermato all'Ansa il ministro dello Sviluppo Federica Guidi. Una innovazione che arriva mentre volge al termine l'operazione di rientro dei capitali accumulati all'estero con la cosiddetta 'voluntary disclosure', che ne ha incentivato l'emersione grazie a sconti sulle sanzioni. Il Mef ha spiegato in una nota che il gettito provvisorio dall'operazione è di 3,8 miliardi (sopra le stime per 3,4 miliardi) al netto degli interessi: il 30 novembre è scaduto il termine per presentare la domanda, che fino a fine anno può esser integrata con la documentazione relativa.

Patent Box. Come spiega la nota delle Entrate, "il Patent box è un'agevolazione fiscale che prevede l'esclusione dalla tassazione di una quota del reddito derivante dall'utilizzo di opere dell'ingegno, da brevetti industriali, da marchi d'impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Sono escluse dalla formazione del reddito anche le plusvalenze derivanti cessione degli stessi beni a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla loro cessione sia reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali. I redditi agevolabili sono quelli derivanti dall'utilizzo di software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi di impresa, disegni e modelli giuridicamente tutelabili, informazioni aziendali ed esperienze tecnico industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete giuridicamente tutelabili".

Ruling. Per quanto riguarda il ruling, invece, "i soggetti titolari di reddito di impresa" devono inviare alle Entrate una richiesta via raccomandata e su supporto elettronico. "Gli uffici dell'Agenzia delle Entrate inviteranno in seguito l'impresa a comparire per mezzo del suo legale rappresentante per verificare la completezza delle informazioni fornite, formulare eventuale richiesta di ulteriore documentazione ritenuta necessaria e definire i termini di svolgimento del procedimento in contraddittorio. La procedura sarà, infine, perfezionata tramite la sottoscrizione di un accordo da parte del responsabile dell'ufficio competente dell'Agenzia e di un responsabile dell'impresa".