Inflazione e prezzi alla produzione spingono la Bce ad agire
L'aumento dei prezzi all'interno dell'Eurozona a novembre è stabile a 0,1%, rispetto al mese di ottobre, mentre la dinamica della produzione resta negativa con una discesa dello 0,3%
MILANO - Inflazione ferma e prezzi alla produzione industriale in calo spingono la Bce di Mario Draghi verso un nuovo intervento che ormai i mercati danno per scontato: i listini scommettono su un taglio dei tassi sui depositi e probabilmente anche su un potenziamento del Quantitative easing, il programma di acquisto di titoli sul mercato secondario.
I dati comunicati da Eurostat sulla situazione economica del Vecchio continente, infatti, sono tutt'altro che incoraggianti. Il tasso d'inflazione
dell'Eurozona a novembre è stabile a 0,1%, rispetto al mese di ottobre, lontano dalla soglia obiettivo "poco sotto il 2%" indicata dallo statuto della Bce. Analizzando le componenti principali che determinano il tasso inflazione nella zona euro, cibo, alcol e tabacco dovrebbero conoscere il tasso annuale più elevato a novembre (1,5% a confronto dell'1,6% di ottobre). Seguono i servizi (1,1% contro l'1,3% di ottobre), i beni industriali non ener…
I dati comunicati da Eurostat sulla situazione economica del Vecchio continente, infatti, sono tutt'altro che incoraggianti. Il tasso d'inflazione
dell'Eurozona a novembre è stabile a 0,1%, rispetto al mese di ottobre, lontano dalla soglia obiettivo "poco sotto il 2%" indicata dallo statuto della Bce. Analizzando le componenti principali che determinano il tasso inflazione nella zona euro, cibo, alcol e tabacco dovrebbero conoscere il tasso annuale più elevato a novembre (1,5% a confronto dell'1,6% di ottobre). Seguono i servizi (1,1% contro l'1,3% di ottobre), i beni industriali non ener…
MILANO - Inflazione ferma e prezzi alla produzione industriale in calo spingono la Bce di Mario Draghi verso un nuovo intervento che ormai i mercati danno per scontato: i listini scommettono su un taglio dei tassi sui depositi e probabilmente anche su un potenziamento del Quantitative easing, il programma di acquisto di titoli sul mercato secondario.
I dati comunicati da Eurostat sulla situazione economica del Vecchio continente, infatti, sono tutt'altro che incoraggianti. Il tasso d'inflazione
dell'Eurozona a novembre è stabile a 0,1%, rispetto al mese di ottobre, lontano dalla soglia obiettivo "poco sotto il 2%" indicata dallo statuto della Bce. Analizzando le componenti principali che determinano il tasso inflazione nella zona euro, cibo, alcol e tabacco dovrebbero conoscere il tasso annuale più elevato a novembre (1,5% a confronto dell'1,6% di ottobre). Seguono i servizi (1,1% contro l'1,3% di ottobre), i beni industriali non energetici (0,5%, rispetto a 0,6% in ottobre) e l'energia (-7,3% , rispetto a -8,5% ad agosto).
Resta negativo l'andamento dei prezzi alla produzione industriale: come certifica Eurostat, in ottobre sono scesi dello 0,3% nell'Eurozona e dello 0,2% in Ue a 28 paesi. Rispetto a un anno prima, i ribassi sono pari rispettivamente al 3,1% e al 3,5%. Il calo dei prezzi è dovuto soprattutto all'andamento del settore dei beni intermedi e dell'energia. I ribassi più marcati si sono registrati in Irlanda (-1,1%), Spagna e Ungheria (-0,7% ciascuna) mentre sono aumentati in Svezia (+0,7% e anche in Francia (+0,1%). In Italia sono scesi dello 0,1%.
I dati comunicati da Eurostat sulla situazione economica del Vecchio continente, infatti, sono tutt'altro che incoraggianti. Il tasso d'inflazione
dell'Eurozona a novembre è stabile a 0,1%, rispetto al mese di ottobre, lontano dalla soglia obiettivo "poco sotto il 2%" indicata dallo statuto della Bce. Analizzando le componenti principali che determinano il tasso inflazione nella zona euro, cibo, alcol e tabacco dovrebbero conoscere il tasso annuale più elevato a novembre (1,5% a confronto dell'1,6% di ottobre). Seguono i servizi (1,1% contro l'1,3% di ottobre), i beni industriali non energetici (0,5%, rispetto a 0,6% in ottobre) e l'energia (-7,3% , rispetto a -8,5% ad agosto).
Resta negativo l'andamento dei prezzi alla produzione industriale: come certifica Eurostat, in ottobre sono scesi dello 0,3% nell'Eurozona e dello 0,2% in Ue a 28 paesi. Rispetto a un anno prima, i ribassi sono pari rispettivamente al 3,1% e al 3,5%. Il calo dei prezzi è dovuto soprattutto all'andamento del settore dei beni intermedi e dell'energia. I ribassi più marcati si sono registrati in Irlanda (-1,1%), Spagna e Ungheria (-0,7% ciascuna) mentre sono aumentati in Svezia (+0,7% e anche in Francia (+0,1%). In Italia sono scesi dello 0,1%.