Economia

Listini Ue deboli, tassi Bot negativi nell'asta del Tesoro

Le mosse degli investitori sono ancora improntate alla cautela, mentre è partito il conto alla rovescia per la decisione della Fed: mercoledì prossimo con ogni probabilità alzerà i tassi. Milano chiude in calo dello 0,4%. Lo yen si rafforza e deprime le azioni asiatiche, spread in calo a 95 punti base. Asta di Bot annuali: buona domanda, i tassi al -0,003%

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MILANO - I mercati europei vivono ancora una giornata all'insegna della debolezza, mentre il petrolio non riesce a confermare il recupero che sembrava innescato dal primo calo delle scorte americane in oltre due mesi. In Asia gli investitori hanno ancora fatto prevalere gli ordini di vendita, con il rialzo dello yen che penalizza i titoli delle aziende esportatrici. La volatilità la fa da padrona, insomma, mentre è partito il conto alla rovescia per arrivare al prossimo mercoledì, quando con ogni probabilità la Federal reserve annuncerà il rialzo dei tassi, che manca dal lontano 2006.

Milano si indebolisce fino a chiudere in calo dello 0,42%. Incerte anche le altre: Londra arretra dello 0,51%, Parigi lima lo 0,05% e Francoforte riesce a salire dello 0,13%. Wall Street gira in rialzo in attesa delle mosse della Fed di mercoledì prossimo. Quando in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones tratta in positivo dello 0,75%, lo S&P sale dello 0,5% come il Nasdaq. Gli investitori americani incassano richieste di sussidio di disoccupazione sopra le attese: hanno registrato un incremento di 13mila unità attestandosi a 282mila, livello più elevato dall'inizio di luglio. Gli analisti si aspettavano una lettura a 268mila. I prezzi dei prodotti importati sono rimasti in territorio negativo per il quinto mese consecutivo: sono diminuiti dello 0,4% rispetto a -0,3% del mese precedente (cifra rivista al rialzo). Lo spread tra Btp e Bund si stabilizza poco sopra 95 punti base, con il rendimento dei decennali italiani all'1,55%. Il Tesoro ha collocato Bot annuali per 5,5 miliardi, con una buona domanda che ha consentito di confermare i tassi in terreno negativo al -0,003%. L'euro chiude stabile sotto quota 1,1 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,0944 dollari, dopo aver toccato overnight il top da un mese a 1,1044 dollari.

La Banca centrale svizzera ha confermato la sua politica monetaria espansiva mantenendo il range di oscillazione del tasso di riferimento per il libor a tre mesi tra -1,25% e -0,25% e il tasso sui depositivi inviariato a -0,75%. Anche la Banca d'Inghilterra ha come previsto lasciato invariato il suo tasso di riferimento allo 0,50% dopo la riunione di dicembre sulla politica monetaria, una decisione adottata a 8 voti contro 1. I nove membri del comitato di politica monetaria sono invece stati unanimi nella decisione di lasciare invariato a 375 miliardi di sterline il volume totale dell'acquisto di titoli. Gli investitori europei registrano il rialzo a sorpresa della produzione industriale francese: a ottobre è salita dello 0,5% rispetto a settembre, contro le attese pessimiste del mercato (-0,3%). L'inflazione, a novembre, ha invece segnato una stagnazione annua e un -0,2% mensile.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo con l'indice Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, a -1,32%; segno negativo anche a Shanghai, che ha perso mezzo punto percentuale.

Come accennato, il prezzo del petrolio non riesce a concretizzare i rimbalzi della mattinata, arrivati dopo il primo calo da settembre delle scorte settimanali Usa. Sul trend generale pesano sempre i rifornimenti eccessivi sui mercati, aggravati dalla posizione dell'Opec che non ha intenzione di tagliare la sua produzione. Anche ieri, d'altra parte, il greggio aveva inizialmente recuperato terreno salvo poi tornare a indebolirsi al termine degli scambi Usa. Alla chiusura dei mercati europei, il Wti torna a scendere sotto 37 dollari al barile, il Brent ritraccia in area 40 dollari. L'oro si stabilizza poco sopra 1.070 dollari l'oncia (le materie prime).