MILANO - Tempo agli sgoccioli per chi deve saldare il conto di Imu e Tasi: si avvicina la scadenza del 16 dicembre, quando i proprietari di prima casa pagheranno per l'ultima volta il balzello sui servizi dei Comuni. In cassa andranno 19,7 milioni proprietari di prima casa per la Tasi, ai quali si aggiungono 25 milioni di proprietari di altri immobili chiamati a versare l'Imu e la Tasi insieme. Il conto del saldo sarà di 12,8 miliardi di euro, 10,1 per l'Imu e 2,7 per la Tasi, che insieme agli acconti di giugno fanno un totalone da quasi 25 miliardi di euro.
Scheda: ecco chi deve pagare, e come di ANTONELLA DONATI
Quello di mercoledì prossim è il "funerale" della Tassa sui servizi annunciato dal premier Renzi; sarà però un addio "costoso", secondo quanto riferisce la Uil per bocca del segretario confederale Guglielmo Loy. Uno studio del Servizio Politiche Territoriali del sindacato dettaglia infatti che il costo medio sarà di 191 euro per famiglia (di cui 101 euro da pagare con il saldo di dicembre), a fronte dei 175 euro medi pagati lo scorso anno, con un aumento medio del 9,1%. Nelle sole città capoluogo il costo medio sarà di 203 euro (di cui 106 euro da pagarsi con il saldo di dicembre), a fronte dei 194 euro pagati nel 2014, con un aumento medio del 4,6%.
Cifre decisamente più alte, commenta Loy, per quanto riguarda il saldo Imu sulle seconde case: il costo medio in questo caso è di 887 euro di cui 448 euro da pagare con il saldo di dicembre, con punte di 2.028 euro a Roma (1.014 euro il saldo); 1.828 euro a Milano (914 euro il saldo); 1.792 euro a Torino (896 il saldo); 1.748 euro a Bologna (874 euro il saldo).
Al netto degli 844 Comuni "ritardatari", che hanno generato un vero e proprio caso (sono gli Enti che hanno approvato dopo il 30 luglio le delibere), la tendenza è stata quella di confermare le aliquote dello scorso anno, spiega Loy, ma ben 958 Comuni (il 12,4% del totale), hanno rivisto al rialzo le aliquote oppure agito diminuendo le detrazioni, tra cui 12 Città capoluogo di provincia; soltanto 143 Municipi hanno, invece, diminuito le aliquote o alzato le detrazioni, tra cui 6 Città capoluogo.
Ragusa perde il ruolo di città a "Tasi zero", passando ad un'aliquota del 2,5 per mille seppur addolcita da detrazioni per rendite catastali; ad Enna l'aliquota passa dall'1 per mille dello scorso anno (non aveva pubblicato), al 2,5 per mille di quest'anno, così come a Crotone; a Sondrio dal 2 per mille al 2,5 per mille; a Catanzaro dall'1,2 per mille si passa al 2,4 per mille; a L'Aquila dal 2 per mille si passa al 2,5 per mille; a Matera (città ritardataria), si passa dall'1 per mille all'1,8 per mille; a Siracusa dal 2,3 per mille al 3 per mille; a Viterbo dal 2,2 per mille al 2,5 per mille. Tra le Città dove la Tasi ASI diminuisce troviamo Bari, Campobasso, Isernia, Oristano, Trapani.
Commentando i dati, Loy ricorda che "ogni riduzione del carico fiscale è benvenuta, compresa la Tasi, dal momento che l'81% dei proprietari di un'abitazione principale sono lavoratori e lavoratrici dipendenti e pensionate e pensionati anche se è sempre opportuno mantenere un principio di equità agevolando, il più possibile, le persone meno fortunate. Tuttavia, diventa fondamentale assicurare nel tempo e strutturalmente la totale e completa copertura delle risorse ai Comuni, per evitare ciò che è già accaduto in passato: si toglie una tassa e si aumentano altre tasse, oppure si riducono i servizi essenziali. È bene ricordare che il sistema di tassazione e tariffazione locale non è composto solo da Tasi, Imu e Addizionale Comunale Irpef (tributi questi che per il 2016 non potranno aumentare), ma offre un ampio ventaglio di balzelli che colpiscono, più o meno, la stragrande maggioranza delle famiglie come le tariffe sugli asili nido, le residenze per anziani, i trasporti e la tassa rifiuti (Tari), per i quali, per il prossimo anno, si potrebbero verificare ulteriori aumenti rispetto a quelli già registrati nel corso di quest'anno".
Scheda: ecco chi deve pagare, e come di ANTONELLA DONATI
Quello di mercoledì prossim è il "funerale" della Tassa sui servizi annunciato dal premier Renzi; sarà però un addio "costoso", secondo quanto riferisce la Uil per bocca del segretario confederale Guglielmo Loy. Uno studio del Servizio Politiche Territoriali del sindacato dettaglia infatti che il costo medio sarà di 191 euro per famiglia (di cui 101 euro da pagare con il saldo di dicembre), a fronte dei 175 euro medi pagati lo scorso anno, con un aumento medio del 9,1%. Nelle sole città capoluogo il costo medio sarà di 203 euro (di cui 106 euro da pagarsi con il saldo di dicembre), a fronte dei 194 euro pagati nel 2014, con un aumento medio del 4,6%.
Cifre decisamente più alte, commenta Loy, per quanto riguarda il saldo Imu sulle seconde case: il costo medio in questo caso è di 887 euro di cui 448 euro da pagare con il saldo di dicembre, con punte di 2.028 euro a Roma (1.014 euro il saldo); 1.828 euro a Milano (914 euro il saldo); 1.792 euro a Torino (896 il saldo); 1.748 euro a Bologna (874 euro il saldo).
Al netto degli 844 Comuni "ritardatari", che hanno generato un vero e proprio caso (sono gli Enti che hanno approvato dopo il 30 luglio le delibere), la tendenza è stata quella di confermare le aliquote dello scorso anno, spiega Loy, ma ben 958 Comuni (il 12,4% del totale), hanno rivisto al rialzo le aliquote oppure agito diminuendo le detrazioni, tra cui 12 Città capoluogo di provincia; soltanto 143 Municipi hanno, invece, diminuito le aliquote o alzato le detrazioni, tra cui 6 Città capoluogo.
Ragusa perde il ruolo di città a "Tasi zero", passando ad un'aliquota del 2,5 per mille seppur addolcita da detrazioni per rendite catastali; ad Enna l'aliquota passa dall'1 per mille dello scorso anno (non aveva pubblicato), al 2,5 per mille di quest'anno, così come a Crotone; a Sondrio dal 2 per mille al 2,5 per mille; a Catanzaro dall'1,2 per mille si passa al 2,4 per mille; a L'Aquila dal 2 per mille si passa al 2,5 per mille; a Matera (città ritardataria), si passa dall'1 per mille all'1,8 per mille; a Siracusa dal 2,3 per mille al 3 per mille; a Viterbo dal 2,2 per mille al 2,5 per mille. Tra le Città dove la Tasi ASI diminuisce troviamo Bari, Campobasso, Isernia, Oristano, Trapani.
| Comune | Aliquote IMU+TASI seconda casa | Media costo annuo seconda casa | Media saldo 16 dicembre seconda casa |
|---|---|---|---|
| Roma | 11,4 | 2.028 | 1.014 |
| Milano | 11,4 | 1.828 | 914 |
| Bologna | 10,6 | 1.748 | 874 |
| Firenze | 10,6 | 1.526 | 763 |
| Torino | 10,6 | 1.792 | 896 |
| Genova | 10,6 | 1.092 | 546 |
| Napoli | 10,6 | 1.374 | 687 |
| Bari | 10,6 | 1.106 | 553 |
| Palermo | 10,6 | 818 | 409 |
| Media nazionale | 9,78 | 887 | 448 |
Uil, Servizio Politiche Territoriali
Commentando i dati, Loy ricorda che "ogni riduzione del carico fiscale è benvenuta, compresa la Tasi, dal momento che l'81% dei proprietari di un'abitazione principale sono lavoratori e lavoratrici dipendenti e pensionate e pensionati anche se è sempre opportuno mantenere un principio di equità agevolando, il più possibile, le persone meno fortunate. Tuttavia, diventa fondamentale assicurare nel tempo e strutturalmente la totale e completa copertura delle risorse ai Comuni, per evitare ciò che è già accaduto in passato: si toglie una tassa e si aumentano altre tasse, oppure si riducono i servizi essenziali. È bene ricordare che il sistema di tassazione e tariffazione locale non è composto solo da Tasi, Imu e Addizionale Comunale Irpef (tributi questi che per il 2016 non potranno aumentare), ma offre un ampio ventaglio di balzelli che colpiscono, più o meno, la stragrande maggioranza delle famiglie come le tariffe sugli asili nido, le residenze per anziani, i trasporti e la tassa rifiuti (Tari), per i quali, per il prossimo anno, si potrebbero verificare ulteriori aumenti rispetto a quelli già registrati nel corso di quest'anno".