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Yellen, la settimana della svolta: tutti aspettano il rialzo dei tassi Usa

Il mercato dà per scontato che la Fed procederà alla prima stretta monetaria: dal 2008 i tassi sono a un livello minimo. Anche i dati dalla Cina spingono per un'azione: la produzione industriale ha accelerato a novembre
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MILANO - Ancora pochi giorni e la Federal Reserve potrebbe invertire un corso che dura dal 2008, quando i tassi americani sono stati portati al minimo storico e non si sono più mossi. Janet Yellen e gli altri governatori centrali si ritrovano martedì e l'indomani daranno il loro responso: è dal 2006 che il costo del denaro Usa non viene mosso al rialzo e secondo i future sui Fed Funds, che prezzano le attese di una modifica della politica monetaria, c'è il 74% di possibilità che sia la volta buona. "Solo due mesi fa, la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed prima della fine dell'anno sembrava incomprensibile alla maggior parte degli operatori di mercato. Oggi, sembra invecelo scenario più probabile", annota Matteo Paganini, analista di Fxcm Italia.

Il fatto è che il mercato del lavoro Usa continua a dare segnali di rafforzamento, mentre la dinamica dell'inflazione core (al netto cio&egra…
MILANO - Ancora pochi giorni e la Federal Reserve potrebbe invertire un corso che dura dal 2008, quando i tassi americani sono stati portati al minimo storico e non si sono più mossi. Janet Yellen e gli altri governatori centrali si ritrovano martedì e l'indomani daranno il loro responso: è dal 2006 che il costo del denaro Usa non viene mosso al rialzo e secondo i future sui Fed Funds, che prezzano le attese di una modifica della politica monetaria, c'è il 74% di possibilità che sia la volta buona. "Solo due mesi fa, la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed prima della fine dell'anno sembrava incomprensibile alla maggior parte degli operatori di mercato. Oggi, sembra invecelo scenario più probabile", annota Matteo Paganini, analista di Fxcm Italia.

Il fatto è che il mercato del lavoro Usa continua a dare segnali di rafforzamento, mentre la dinamica dell'inflazione core (al netto cioè del ribasso dei prezzi energetici) è in ripresa. Gli ultimi segnali che spingono la Fed ad agire sono arrivati inaspettatamente dalla Cina: la produzione industriale di Pechino è cresciuta a novembre del 6,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, accelerando dal +5,6% registrato a ottobre. E' un piccolo conforto per Yellen e colleghi: gli stimoli messi in campo dai cinesi stanno dando i loro frutti e questo potrebbe alleggerire la scelta della Fed. Negli ultimi tempi, infatti, la Banca centrale Usa è stata frenata dal rialzare i tassi più che altro per la situazione di difficoltà dei mercati emergenti, Cina in testa, che per la fragilità dell'economia a stelle e strisce.

L'attenzione degli investitori si concentra dunque sulla Fed. Ecco in sintesi gli altri appuntamenti rilevanti della settimana.

Lunedì 14 dicembre. L'Istat diffonde i dati sui prezzi al consumo di novembre 2015.

Martedì 15 dicembre. L'Istat diffonde i dati su struttura e attività delle multinazionali estere in Italia, dell'anno 2013. Dagli Usa arrivano i dati su inflazione e inflazione core, relativi al mese di novembre.

Mercoledì 16 dicembre. L'Istat diffonde i dati sui prezzi all'import dei prodotti industriali, di ottobre 2015.

Giovedì 17 dicembre. Berlino, diffusione dati su Ifo fiducia imprenditori, relativi al mese di dicembre. Negli Usa, diffusione dei dati su nuove richieste sussidi per la disoccupazione.

Venerdì 18 dicembre. Giappone: conferenza stampa del governatore della Bank of Japan (BoJ), Haruhiko Kuroda. Il dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia diffonde i dati sul contenzioso tributario tra luglio e settembre 2015.