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Nuova Banca Etruria in cerca di fiducia: "Andremo a fondo, anche con azioni di responsabilità"

Parla il neo amministratore delegato, Bertola: "Sono convinto che la rete abbia venduto le obbligazioni subordinate in buona fede".
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MILANO - Dice che ci vorrebbero tre Roberto Bertola per battere a dovere il territorio di Arezzo e dintorni, cercando di farsi rinnovare la fiducia da parte dei clienti e degli investitori della Nuova Banca Etruria. E' l'amministratore delegato dell'istituto salvato con l'ormai tristemente celebre decreto del governo, ripulito delle sofferenze e dotato di un capitale buono per operare e trovare un compratore. Lavora da poche settimane in tandem con Roberto Nicastro, il manager voluto alla presidenza di tutte e quattro le banche coinvolte. Il timore della nuova linea è che ora l'ondata di diffidenza verso l'istituto si scateni in una corsa agli sportelli, con i clienti impauriti di far la fine dei circa 4.700 obbligazionisti subordinati della vecchia Etruria, che si sono visti azzerare l'investimento. Anche perché, in filiale, si percepisce chiara la pressione.

Teme che arrivi una corsa al ritiro del denaro depositato?
C'è tensione,…
MILANO - Dice che ci vorrebbero tre Roberto Bertola per battere a dovere il territorio di Arezzo e dintorni, cercando di farsi rinnovare la fiducia da parte dei clienti e degli investitori della Nuova Banca Etruria. E' l'amministratore delegato dell'istituto salvato con l'ormai tristemente celebre decreto del governo, ripulito delle sofferenze e dotato di un capitale buono per operare e trovare un compratore. Lavora da poche settimane in tandem con Roberto Nicastro, il manager voluto alla presidenza di tutte e quattro le banche coinvolte. Il timore della nuova linea è che ora l'ondata di diffidenza verso l'istituto si scateni in una corsa agli sportelli, con i clienti impauriti di far la fine dei circa 4.700 obbligazionisti subordinati della vecchia Etruria, che si sono visti azzerare l'investimento. Anche perché, in filiale, si percepisce chiara la pressione.

Teme che arrivi una corsa al ritiro del denaro depositato?
C'è tensione, e c'è soprattutto chi fa sciacallaggio caldeggiando lo svuotamento dei conti corrente. Il ministro Padoan ha speso parole importanti (dicendo che le nuove banche sono "coi bilanci puliti e solidissime", ndr), ma per il resto c'è un silenzio assordante. Io giro proprio le associazioni degli imprenditori e i territori per fa capire che questa banca è un tesoro per il territorio e non si devono buttare insieme il bambino con l'acqua sporca.

Come non condividere il risentimento chi si è sentito tradito?
Lo capisco, ma dobbiamo ripartire. Il salvataggio è arrivato troppo vicino all'entrata in vigore delle norme sul bail-in (il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e depositanti sopra i 100mila euro che scatta dal 1° gennaio): difficile trovare alternative alla strada percorsa.

Una via indicata chiaramente da Bruxelles, secondo la difesa di Bankitalia.
L'Europa è unita, ma diversa nella cultura finanziaria: non siamo gli anglosassoni e purtroppo questo non è stato messo in conto. Il salvataggio dall'interno doveva esser preparato meglio, non siamo mai stati preparati all'idea che una banca potesse fallire.

Ora c'è chi teme che possa andare ancora peggio.
Oggi c'è confusione. Per esempio, abbiamo obbligazionisti senior, garantiti, che voglion vendere i loro prodotti. Ma se siamo ora una banca sana, che ragione ha un obbligazionista che ha un buon rendimento di disfarsi di un simile titolo per un Btp con cedola prossima allo zero?

Forse perché il passato ha presentato i conti su un duplice livello: la gestione manageriale ha affossato l'istituto, con responsabilità sulle quali s'indaga. E il successivo salvataggio ha fatto emergere che erano stati caldeggiati investimenti a persone che avrebbero fatto bene a starne alla larga. Come si rapporta con la sua rete, ora sotto accusa?
Dai primi riscontri, sono convinto di poter dire che la rete ha offerto quei prodotti in buona fede. Diverso il discorso per chi gestiva la banca in quel momento. Ora ci occupiamo del presente e del futuro, ma appena avrò esaminato tutte le carte non avrò timore di andare a fondo, anche valutando azioni di responsabilità.

Dice quindi che chi ha venduto quei prodotti l'ha fatto solo imbeccato dall'alto, per raccogliere gli incentivi offerti?
L'80% dei colleghi in banca sono soci e molti hanno obbligazioni subordinate. Questo non dimostra la fiducia che avevano verso la banca? Quanto agli incentivi, escludo che ce ne fossero e soprattutto che ce ne siano in futuro.

Venderete ancora bond subordinati? Bankitalia dice di fermare il collocamento al retail, è d'accordo?
Non ne venderemo, per un po'. Condivido l'idea di una moratoria temporanea. Bisogna prima diffondere la cultura su quegli strumenti, ma poi credo che debbano tornare agli sportelli. Ci sono investitori retail molto strutturati, che possono aver bisogno di quel tipo di investimenti.

E gli azionisti, che hanno sperato più volte di evitare questo passo con un'Opa annunciata dalla Vicenza e quindi con l'intervento ventilato del Fondo di tutela dei depositi?
I soci erano tali, ma anche clienti privilegiati e ben considerati. Per correttezza, manterremo quelle agevolazioni, che per gli obbligazionisti non c'erano. Ma sicuramente il profilo di rischio dei primi era diverso e maggiore.

La vostra missione è vendere la banca, per altro sgravata delle sofferenze con svalutazioni ben più pesanti della media di mercato. Ci sono interessi?
Sappiamo che svalutare 8,5 miliardi di crediti non performing al 17% del loro valore è stata una scelta di Bruxelles. Ma ora siamo un'eccellenza del sistema bancario, che deve tornare a fare il suo lavoro sul territorio e con le qualità nostre peculiari, come il settore dell'oro. Credo se anche ci sarà l'interesse di un soggetto grande e internazionale, il territorio sia la carta vincente.

Cosa pensa del Fondo di solidarietà da 100 milioni e degli arbitrati per decidere chi vi debba accedere?
Mi aspetto che vi prenda parte una pluralità di soggetti, nel ruolo di arbitri, con sensibilità diverse. Noi come banca forniremo supporto con tutta la documentazione del caso, ma non vorrei che fossimo coinvolti nell'attività di giudizio.