Economia

Lodo Adidas, Christine Lagarde rinviata a giudizio

I giudici vogliono chiarire il ruolo del direttore generale del Fmi, all'epoca ministro dell'Economia, nell'arbitrato che nel 2008 portò il Credit Lyonnais a versare un indennizzo da 400 milioni di euro al finanziere Bernard Tapie per la cessione del marchio sportivo avvenuta nel 1993. L'imprenditore è vicino all'ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy

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MILANO - La Corte di giustizia francese ha deciso di rinviare a giudizio il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, per l'accusa di negligenza nel caso dell'arbitrato che ha chiuso il lungo contenzioso tra l'uomo d'affari Bernard Tapie e la banca Credit Lyonnais per l'acquisizione di Adidas. Lo rivela il sito Internet Mediapart. All'epoca dei fatti Lagarde - che annunciò di essere indagata ad agosto dello scorso anno - era ministro dell'Economi, ma escluse ogni ipotesi di dimissioni dal Fmi che ha rinnovato la piena fiducia al proprio direttore. Tra l'altro poche settimane fa il pubblico ministero aveva chiesto di prosciogliere Lagarde, ma i giudici hanno deciso diversamente.

La vicenda giudiziaria, riguarda l'arbitrato che nel 2008 chiuse la battaglia giudiziaria tra Tapie e l'istituto di credito per la consulenza nella cessione del marchio sportivo avvenuta nel 1993. Lagarde è sospettata di essere andata al di là del proprio ruolo di ministro nel decidere di affidare la questione a un arbitrato, invece che alla giustizia ordinaria. Anche perché l'arbitrato si chiuse con il riconoscimento a Tapie di un indennizzo da 400 milioni di euro per il comportamento scorretto della banca. Nel mirino dei giudici c'è anche la decisione del ministero - parte in causa in quanto proprietario della società che raggruppò i debiti del Credit Lyonnais dopo la sua nazionalizzazione - di non fare ricorso contro l'onerosa sentenza.

Di certo il ruolo di direttore generale del Fmi non porta fortuna ai francesi: dopo le vicende di Dominique Strauss-Kahn tocca adesso a Lagarde affrontare la giudici. Tra l'altro già nel 2013 la sua abitazione parigini era stata sottoposta a una perquisizione da parte della polizia, ma in quel caso i legali dell'economista dissero che "madame Lagarde non ha nulla da nascondere". I giudici, però, adesso vogliono capire se la vicinanza di Tapie all'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, abbia potuto influenzare le decisioni del ministro delle Finanze Lagarde.

Nel frattempo, come detto, il Fmi conferma la propria fiducia al direttore generale, ma il suo futuro al vertice del Fondo monetario internazionale è sempre più fosco. Il mandato quinquiennale di Lagarde, 59 anni, scade a luglio dell'anno prossimo, ma nell'ultimo meeting di Lima la francese si era detta disponibile a ricevere un nuovo incarico: una strada che oggi pare tutta in salita.