In Svizzera i rifugiati vanno a caccia di lupi per aiutare i pastori
Franco Zantonelli , di FRANCO ZANTONELLILo ha deciso il Canton Vallese: gli immigrati e i disoccupati saranno mandati sugli alpeggi per difendere capre e pecore dagli attacchi di animali feroci. Polemico il sindacato
LUGANO - Che i rifugiati e i disoccupati di lunga durata se ne vadano sugli alpeggi, a dare una mano agli allevatori, i quali fanno fatica a difendere pecore e capre dall'attacco dei lupi. Vanno per le spicce, nel Canton Vallese, per risolvere il problema dell'afflusso dei profughi e per trovare un impiego a coloro che hanno esaurito l'indennità di disoccupazione. La decisione di spedirli sulle Alpi, non senza offrire loro una sia pure veloce formazione, è stata decisa dal Parlamento locale, che ha accolto una proposta del Partito Liberale.
"Abbiamo pensato - ha dichiarato il deputato Oliver Delaloye al quotidiano 20Minutes - che in tal modo copriremo, in parte, la mancanza di manodopera, di cui soffrono gli allevatori di montagna". "In realtà finiranno per creare loro un problema in più", l'opinione della parlamentare democristiana, Chantal Voeffray Barras. Nonostante gli aspiranti pastori siano tenuti a frequentare un …
"Abbiamo pensato - ha dichiarato il deputato Oliver Delaloye al quotidiano 20Minutes - che in tal modo copriremo, in parte, la mancanza di manodopera, di cui soffrono gli allevatori di montagna". "In realtà finiranno per creare loro un problema in più", l'opinione della parlamentare democristiana, Chantal Voeffray Barras. Nonostante gli aspiranti pastori siano tenuti a frequentare un …
LUGANO - Che i rifugiati e i disoccupati di lunga durata se ne vadano sugli alpeggi, a dare una mano agli allevatori, i quali fanno fatica a difendere pecore e capre dall'attacco dei lupi. Vanno per le spicce, nel Canton Vallese, per risolvere il problema dell'afflusso dei profughi e per trovare un impiego a coloro che hanno esaurito l'indennità di disoccupazione. La decisione di spedirli sulle Alpi, non senza offrire loro una sia pure veloce formazione, è stata decisa dal Parlamento locale, che ha accolto una proposta del Partito Liberale.
"Abbiamo pensato - ha dichiarato il deputato Oliver Delaloye al quotidiano 20Minutes - che in tal modo copriremo, in parte, la mancanza di manodopera, di cui soffrono gli allevatori di montagna". "In realtà finiranno per creare loro un problema in più", l'opinione della parlamentare democristiana, Chantal Voeffray Barras. Nonostante gli aspiranti pastori siano tenuti a frequentare un corso di formazione, presso un istituto agricolo, la deputata teme che non si troveranno a proprio agio, in un ambiente, come quello degli alpeggi, che è pieno di insidie. "Il rischio - ha ironizzato la deputata - è che prima delle greggi gli allevatori si ritrovino a dover radunare quei pastori improvvisati".
La destinazione in alta quota, almeno per rifugiati e richiedenti l'asilo, non è una novità in Svizzera. Di recente, infatti, è stato aperto un centro per ospitarli, in cima al passo del Lucomagno, al confine tra Canton Ticino e Canton Grigioni. "Mi chiedo quale sia lo spirito con cui un Parlamento prenda decisioni del genere", commenta a Repubblica il sindacalista e deputato federale socialista, Corrado Pardini. In Svizzera, come altrove, c'è tuttavia una richiesta dell'opinione pubblica perché i rifugiati abbiano un'occupazione. Questa non è, tutto sommato, una risposta? "Condivido il principio secondo cui si faccia il possibile perché queste persone lavorino, però ritengo che, anche per loro, debba valere il principio della libera scelta della professione, che è il minimo che una società moderna ha il dovere di garantire".
Il Canton Vallese, ha deciso di mandare in montagna anche i disoccupati. "E questo è ancora più scandaloso, poiché li si degrada a lavoratori di infima serie. Spero, quindi, che questo voto insensato provochi una protesta".
"Abbiamo pensato - ha dichiarato il deputato Oliver Delaloye al quotidiano 20Minutes - che in tal modo copriremo, in parte, la mancanza di manodopera, di cui soffrono gli allevatori di montagna". "In realtà finiranno per creare loro un problema in più", l'opinione della parlamentare democristiana, Chantal Voeffray Barras. Nonostante gli aspiranti pastori siano tenuti a frequentare un corso di formazione, presso un istituto agricolo, la deputata teme che non si troveranno a proprio agio, in un ambiente, come quello degli alpeggi, che è pieno di insidie. "Il rischio - ha ironizzato la deputata - è che prima delle greggi gli allevatori si ritrovino a dover radunare quei pastori improvvisati".
La destinazione in alta quota, almeno per rifugiati e richiedenti l'asilo, non è una novità in Svizzera. Di recente, infatti, è stato aperto un centro per ospitarli, in cima al passo del Lucomagno, al confine tra Canton Ticino e Canton Grigioni. "Mi chiedo quale sia lo spirito con cui un Parlamento prenda decisioni del genere", commenta a Repubblica il sindacalista e deputato federale socialista, Corrado Pardini. In Svizzera, come altrove, c'è tuttavia una richiesta dell'opinione pubblica perché i rifugiati abbiano un'occupazione. Questa non è, tutto sommato, una risposta? "Condivido il principio secondo cui si faccia il possibile perché queste persone lavorino, però ritengo che, anche per loro, debba valere il principio della libera scelta della professione, che è il minimo che una società moderna ha il dovere di garantire".
Il Canton Vallese, ha deciso di mandare in montagna anche i disoccupati. "E questo è ancora più scandaloso, poiché li si degrada a lavoratori di infima serie. Spero, quindi, che questo voto insensato provochi una protesta".