Gli stipendi crescono più dell'inflazione: +0,2% a novembre
I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia e petroli (4,4%); estrazioni minerali (4,2%); tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (3,2%).Sono 4,9 milioni gli italiani in attesa di rinnovo contrattuale
MILANO - Gli stipendi battono l'inflazione. Ancora una volta. Lo certifica l'Istat secondo cui le retribuzioni contrattuali orarie a novembre sono aumentate dell'1,3% rispetto allo scorso anno e dello 0,2% su ottobre. In particolare, la crescita tendenziale è dell'1,8% per i dipendenti del settore privato e nulla per il pubblico impiego.
Nel dettaglio, i settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia e petroli (4,4%); estrazioni minerali (4,2%); tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (3,2%). Si registrano variazioni nulle nei settori del credito e assicurazioni, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della P.a. Complessivamente, nei primi undici mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2014.
Alla fine di novembre erano ancora 4,9 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo di 36 contratti nazionali (15 appartenenti alla pubblica amministrazion…
Nel dettaglio, i settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia e petroli (4,4%); estrazioni minerali (4,2%); tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (3,2%). Si registrano variazioni nulle nei settori del credito e assicurazioni, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della P.a. Complessivamente, nei primi undici mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2014.
Alla fine di novembre erano ancora 4,9 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo di 36 contratti nazionali (15 appartenenti alla pubblica amministrazion…
MILANO - Gli stipendi battono l'inflazione. Ancora una volta. Lo certifica l'Istat secondo cui le retribuzioni contrattuali orarie a novembre sono aumentate dell'1,3% rispetto allo scorso anno e dello 0,2% su ottobre. In particolare, la crescita tendenziale è dell'1,8% per i dipendenti del settore privato e nulla per il pubblico impiego.
Nel dettaglio, i settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia e petroli (4,4%); estrazioni minerali (4,2%); tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (3,2%). Si registrano variazioni nulle nei settori del credito e assicurazioni, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della P.a. Complessivamente, nei primi undici mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2014.
Alla fine di novembre erano ancora 4,9 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo di 36 contratti nazionali (15 appartenenti alla pubblica amministrazione): in sostanza il 38% dei dipendenti è senza contratto, con un'attesa media di 59,3 mesi per l'insieme dei settori e di 42 mesi per quelli del settore privato. Alla fine di novembre 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 62% degli occupati dipendenti e corrispondono al 59% del monte retributivo osservato.
Nel dettaglio, i settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono energia e petroli (4,4%); estrazioni minerali (4,2%); tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (3,2%). Si registrano variazioni nulle nei settori del credito e assicurazioni, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della P.a. Complessivamente, nei primi undici mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2014.
Alla fine di novembre erano ancora 4,9 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo di 36 contratti nazionali (15 appartenenti alla pubblica amministrazione): in sostanza il 38% dei dipendenti è senza contratto, con un'attesa media di 59,3 mesi per l'insieme dei settori e di 42 mesi per quelli del settore privato. Alla fine di novembre 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 62% degli occupati dipendenti e corrispondono al 59% del monte retributivo osservato.