Economia

La tassa sulle case popolari affama gli inglesi più poveri

Nel 2013 il governo consevatori ha imposto la bedroom tax, l'imposta per chi vive in case popolari con una stanza in eccesso: oggi il 76% delle famiglie colpite per arrivare a fine mese taglia su riscaldamento e spese alimentari

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LONDRA - Se non sono stati ridotti alla fame, poco ci manca. Il 76 per cento delle famiglie colpite da quella bedroom tax che quando nel 2013 fu varata dal governo conservatore di David Cameron venne definita dai laburisti "una legge dannosa", non sa come arrivare a fine mese. E tagliano dove possono: tempo libero, riscaldamento e soprattutto spese alimentari.

La "tassa sulle camere da letto", lo ricordiamo, è quella tassa che nel 2013 venne imposta a chi vive in case popolari (persone poco abbienti, dunque) con stanze in eccesso. Ovvero che abitano in case dove non tutte le camere da letto sono occupate. Per intenderci, se in una famiglia a cui è stata assegnata una casa popolare in base al numero di figli o di parenti a carico, la figlia si sposa e va a vivere con il marito o muore il vecchio nonno, questo significa che la stanza rimane "libera", e su quella stanza "in eccesso" si paga una tassa.

Balzello odioso, a detta dei suoi critici, perché appunto va a colpire chi già ha poco. Ma solo ora si scopre quanto in 2 anni ha davvero influito sulla vita delle persone colpite, grazie ad un documento pubblicato dal Dipartimento del lavoro e delle pensioni britannico: uno dei 424 messi online dal governo a consuntivare il lavoro dell'anno nell'ultimo giorno di attività parlamentari prima delle vacanze di Natale. I numeri contenuti nel documento in questione - un report commissionato proprio per valutare l'impatto della tassa sulla popolazione  -  sono impressionanti. Così devastanti da far equiparare la gabella a quelle del cattivissimo sceriffo di Nottingham contro cui si ribellava Robin Hood. Si scopre infatti che il 42 per cento degli intervistati ha tagliato le spese per il tempo libero (cinema etc.), il 46 per cento risparmia sul riscaldamento e ben il 76 per cento ha dovuto risparmiare sulla spesa alimentare, puntando su marche minori e cibi più economici, ed evitando di portare a casa tutto ciò che può essere considerato un "lusso" a partire da carne e vino.

Eppure il proposito dei legislatori non era tanto di fare cassa quanto di liberare immobili diventati troppo grandi per chi li occupa. Peccato che lasciare una casa popolare senza la garanzia di averne un'altra e senza molti soldi in tasca non abbia di fatto redistribuito granché. Almeno non nei numeri previsti dal governo: visto che gli occupanti di appartamenti con camere da letto in più sono diminuti, certo, ma passati solo da 547 mila a 465 mila.

Ad amplificare i numeri del report ci pensa un altro documento governativo: questa volta frutto dei lavori della commissione alla mobilità sociale presieduta dall'ex ministro laburista Alan Milburn, che dimostra come la Gran Bretagna sia un Paese sempre più economicamente diviso. "C'è un abisso - sintetizza il Guardian - sempre più profondo tra la retorica di Cameron sulla politica governativa che migliora la vita delle famiglie e l'effettivo impatto delle politiche di austerity sulla gente". La situazione è così grave da avere ricadute anche sulle spese legate alla salute pubblica: con sempre più gente che si ammala a causa dello stress e delle preoccupazioni determinate dal portafogli sempre più vuoto.

"Questa politica è brutale verso i suoi cittadini più sfortunati" ha detto il laburista Owen Smith, ministro ombra del lavoro, usando toni tutt'altro che teneri: "Fin dall'inizio abbiamo detto che la legge sulle camere da letto è un atto governativo sleale che deliberatamente sprofonda sempre più gente nella povertà". Per poi concludere: "Non so come il ministro del lavoro Iain Duncan Smith possa proseguire in un percorso politico così vile". Parole dure a cui ha fatto eco Alison Garnham, capo dell'ong Child Poverty Action Group che si occupa di bambini poveri. "La valutazione contenuta in un documento dello stesso governo, non solo dimostra come la bedroom tax stia mettendo in gravissima difficoltà le famiglie più povere. Ma soprattutto che ha fallito nel suo intento di liberare case per altre famiglie povere. Questo non sta accadendo: e la tassa di dimostra gratuita e crudele".

Ciò nonostante il governo fa quadrato e la difende: "La legge ha solo bisogno di un periodo di assestamento. Il numero di persone colpite sta diminuendo, gli immobili cominciano a liberarsi". Ma intanto fra una settimana è Natale. E molte famiglie povere lo festeggeranno portando a tavola quel che costa meno, maledicendo quella stanza in più, rimasta vuota.