MILANO - La fattura energetica, vale a dire i costi sostenuti dall'Italia per approvvigionarsi all'estero, nel 2015 è scesa del 22% a 34,7 miliardi con un calo di quasi 10 miliardi sul 2014. Determinante il crollo del prezzo del greggio che ha portato la bolletta petrolifera a 16,2 miliardi con un calo del 35%. Lo stima l'Unione Petrolifera nel preconsuntivo 2015 che poi rileva come la dipendenza petrolifera dell'Italia dall'estero sia salita del 91% con l'Azerbaijan che è risultato il nostro primo fornitore prendendo il posto che fino al 2010 apparteneva alla Libia: nel complesso i paesi dell'ex blocco sovietico hanno coperto il 41% del fabbisogno. Il petrolio si conferma comunque la prima fonte di energia con un peso del 36% seguito dal gas con il 33,3% e quindi delle rinnovabili con il 17,5% in calo dopo dieci anni di costante crescita.
Con il calo delle quotazioni del petrolio è sceso anche il prezzo al consumo della benzina che è stato inferiore di oltre 17 centesimi al litro, mentre quello del gasolio di oltre 20 centesimi: nel complesso, quindi, gli italiani hanno risparmiato 6,7 miliardi di euro. Lo sconto, però, sarebbe potuto essere maggiore: a cambi costanti, infatti, le quotazioni medie del petrolio sono calate di oltre il 30%, ma il costo industriale della benzina (quello al netto delle tasse) è calato - da inizio anno - solo dell'8% .
Per quanto riguarda l'anno prossimo, la fattura energetica dovrebbe oscillare fra i 34 e i 37,4 miliardi di euro mentre quella petrolifera si attesterebbe in un delta fra i 15,3 e i 20,5 miliardi. Determinante sarà l'andamento del prezzo del greggio che l'Unione Petrolifera stima per il 2016 ancora sui minimi con quotazioni intorno ai 45-55 dollari con un euro che riesca a mantenere un cambio sopra la parità cioè fra 1,05 e 1,15 dollari. Sempre secondo le stime Up, per vedere i prezzi del petrolio risalire bisognerà aspettare 3 anni quando il barile potrebbe raggiungere 85 dollari. "Il 2015 - ha detto il presidente Up Claudio Spinaci - è stato caratterizzato da una forte riduzione del prezzo dei grezzi a livello internazionale con una conseguente leggera ripresa dei consumi. Sul calo del prezzo pesa la volontà dei paesi Opec di mantenere i livelli di produzione per non perdere quote di mercato".
In leggero aumento il consumo dei carburanti (+1,3%) in particolare il gasolio, ma i livelli restano ancora inferiori del 18% rispetto al 2005, cioè circa 10 miliardi di litri in meno. Nel 2015 la componente fiscale sui carburanti è mediamente salita, secondo le stime dell'Up, al 66% per la benzina e al 62% per il gasolio. Quanto al gettito fiscale, nel 2015 è stato pari a 40,3 miliardi di euro con un calo del 2%, in numeri assoluti 900 milioni, rispetto al 2014. Sul calo ha pesato soprattutto la componente Iva per effetto del calo dei prezzi dei carburanti. In aumento invece le accise, pari nel 2015 a 27,6 miliardi (+245 milioni di euro) grazie alla leggera ripresa dei consumi.
Con il calo delle quotazioni del petrolio è sceso anche il prezzo al consumo della benzina che è stato inferiore di oltre 17 centesimi al litro, mentre quello del gasolio di oltre 20 centesimi: nel complesso, quindi, gli italiani hanno risparmiato 6,7 miliardi di euro. Lo sconto, però, sarebbe potuto essere maggiore: a cambi costanti, infatti, le quotazioni medie del petrolio sono calate di oltre il 30%, ma il costo industriale della benzina (quello al netto delle tasse) è calato - da inizio anno - solo dell'8% .
Per quanto riguarda l'anno prossimo, la fattura energetica dovrebbe oscillare fra i 34 e i 37,4 miliardi di euro mentre quella petrolifera si attesterebbe in un delta fra i 15,3 e i 20,5 miliardi. Determinante sarà l'andamento del prezzo del greggio che l'Unione Petrolifera stima per il 2016 ancora sui minimi con quotazioni intorno ai 45-55 dollari con un euro che riesca a mantenere un cambio sopra la parità cioè fra 1,05 e 1,15 dollari. Sempre secondo le stime Up, per vedere i prezzi del petrolio risalire bisognerà aspettare 3 anni quando il barile potrebbe raggiungere 85 dollari. "Il 2015 - ha detto il presidente Up Claudio Spinaci - è stato caratterizzato da una forte riduzione del prezzo dei grezzi a livello internazionale con una conseguente leggera ripresa dei consumi. Sul calo del prezzo pesa la volontà dei paesi Opec di mantenere i livelli di produzione per non perdere quote di mercato".
In leggero aumento il consumo dei carburanti (+1,3%) in particolare il gasolio, ma i livelli restano ancora inferiori del 18% rispetto al 2005, cioè circa 10 miliardi di litri in meno. Nel 2015 la componente fiscale sui carburanti è mediamente salita, secondo le stime dell'Up, al 66% per la benzina e al 62% per il gasolio. Quanto al gettito fiscale, nel 2015 è stato pari a 40,3 miliardi di euro con un calo del 2%, in numeri assoluti 900 milioni, rispetto al 2014. Sul calo ha pesato soprattutto la componente Iva per effetto del calo dei prezzi dei carburanti. In aumento invece le accise, pari nel 2015 a 27,6 miliardi (+245 milioni di euro) grazie alla leggera ripresa dei consumi.