Borse Ue in rialzo, ma preoccupano le scorte di petrolio
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERIIl timore degli addetti ai lavori è che l'eccesso di greggio sia destinato a durare ancora a lungo soprattutto alla luce dei segnali di rallentamento dell'economia globale. In frenata la produzione industriale giapponese, mentre preoccupa ancora la Cina. Stabile lo spread. Poco mosso l'euro contro il dollaro
MILANO - Per i mercati del Vecchio continente sono sedute pigre le ultime dell'anno. Senza appuntamenti macroeconomici di rilievo a condizionare l'atteggiamento degli investitori è ancora una volta il petrolio a muovere i corsi azionari. Tra i trader prevale il timore che le scorte mondiali in eccesso non siano destinate a calare presto. Una preoccupazione riaccesa ieri dal calo dell'1% della produzione industriale in Giappone a novembre che si è aggiunta al dato diffuso in Cina nel weekend e secondo cui nella seconda economia al mondo i profitti registrati da gruppi industriali a novembre sono scesi per il sesto mese di fila. In questo modo i prezzi del greggio restano sotto pressione per i timori di un rallentamento della domanda e la previsione di alti livelli di produzione: il Wti è in lieve recupero sopra quota 37 dollari barile; stabile a quota 37 anche il Brent.
A Milano Piazza Affari archivia la penultima seduta dell'anno in rialzo dell…
A Milano Piazza Affari archivia la penultima seduta dell'anno in rialzo dell…
MILANO - Per i mercati del Vecchio continente sono sedute pigre le ultime dell'anno. Senza appuntamenti macroeconomici di rilievo a condizionare l'atteggiamento degli investitori è ancora una volta il petrolio a muovere i corsi azionari. Tra i trader prevale il timore che le scorte mondiali in eccesso non siano destinate a calare presto. Una preoccupazione riaccesa ieri dal calo dell'1% della produzione industriale in Giappone a novembre che si è aggiunta al dato diffuso in Cina nel weekend e secondo cui nella seconda economia al mondo i profitti registrati da gruppi industriali a novembre sono scesi per il sesto mese di fila. In questo modo i prezzi del greggio restano sotto pressione per i timori di un rallentamento della domanda e la previsione di alti livelli di produzione: il Wti è in lieve recupero sopra quota 37 dollari barile; stabile a quota 37 anche il Brent.
A Milano Piazza Affari archivia la penultima seduta dell'anno in rialzo dell'1,37%, mentre Londra recupera lo 0,96%, Parigi l'1,81% e Francoforte l'1,94%. Chiusura in calo per l'euro ma sempre sopra quota 1,09 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,0907 dollari e arretra anche nei confronti dello yen a 131,40. Poco mosso in area 100 punti anche lo spread, mentre i Btp rendono l'1,62% dopo che il Tesoro ha venduto sei miliardi di Bot semestrali, con un rendimento in rialzo di 7 centesimi a -0,038%. Venduti anche 1,5 miliardi di Ctz agosto 2017 a un tasso pari a -0,109%, minimo record. Anche Wall Street chiude in territorio positivo: il Dow Jones sale dell'1,10% a 17.721,05 punti, il Nasdaq avanza dell'1,33% a 5.107,94 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,06% a 2.078,35 punti.
Sul fronte macroeconomico si registra il calo della fiducia di imprese e consumatori a dicembre, mentre negli Usa i prezzi delle case sono aumentati leggermente a ottobre. Lo rende noto l'indice S&P/Case Shiller, che comprende 20 aree metropolitane, che è salito del 5,5% su base tendenziale (5,4% a settembre). La stima degli economisti era 5,4%. In aumento anche la fiducia dei consumatori Usa che in dicembre è salita a 96,5 da 96,2 di novembre: gli analisti scommetteva su 93,5.
In mattinata, la Borsa di Tokyo, dopo un'apertura in rosso, inverte la rotta sul finale e riesce ad archiviare la seduta in terreno positivo in un mercato piuttosto volatile e in un clima ancora festivo. Al termine degli scambi l'indice Nikkei dei titoli guida chiude con un progresso dello 0,58% a 18.982,23 punti. Il più ampio indice Topix guadagna lo 0,93% a 1.543,39 punti. La seduta, come quella di ieri, è stata una delle meno attive dell'anno con solo 1,58 miliardi di titoli scambiati sul mercato primario.
A Milano Piazza Affari archivia la penultima seduta dell'anno in rialzo dell'1,37%, mentre Londra recupera lo 0,96%, Parigi l'1,81% e Francoforte l'1,94%. Chiusura in calo per l'euro ma sempre sopra quota 1,09 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,0907 dollari e arretra anche nei confronti dello yen a 131,40. Poco mosso in area 100 punti anche lo spread, mentre i Btp rendono l'1,62% dopo che il Tesoro ha venduto sei miliardi di Bot semestrali, con un rendimento in rialzo di 7 centesimi a -0,038%. Venduti anche 1,5 miliardi di Ctz agosto 2017 a un tasso pari a -0,109%, minimo record. Anche Wall Street chiude in territorio positivo: il Dow Jones sale dell'1,10% a 17.721,05 punti, il Nasdaq avanza dell'1,33% a 5.107,94 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,06% a 2.078,35 punti.
Sul fronte macroeconomico si registra il calo della fiducia di imprese e consumatori a dicembre, mentre negli Usa i prezzi delle case sono aumentati leggermente a ottobre. Lo rende noto l'indice S&P/Case Shiller, che comprende 20 aree metropolitane, che è salito del 5,5% su base tendenziale (5,4% a settembre). La stima degli economisti era 5,4%. In aumento anche la fiducia dei consumatori Usa che in dicembre è salita a 96,5 da 96,2 di novembre: gli analisti scommetteva su 93,5.
In mattinata, la Borsa di Tokyo, dopo un'apertura in rosso, inverte la rotta sul finale e riesce ad archiviare la seduta in terreno positivo in un mercato piuttosto volatile e in un clima ancora festivo. Al termine degli scambi l'indice Nikkei dei titoli guida chiude con un progresso dello 0,58% a 18.982,23 punti. Il più ampio indice Topix guadagna lo 0,93% a 1.543,39 punti. La seduta, come quella di ieri, è stata una delle meno attive dell'anno con solo 1,58 miliardi di titoli scambiati sul mercato primario.