Ultima seduta dell'anno con pochi scambi, il petrolio crolla
Giuliano Balestreri , di GIULIANO BALESTRERII mercati Ue chiudono in positivo il 2015, nonostante la debolezza odierna: Piazza Affari guadagna il 13% nei dodici mesi, sotto la parità Londra e Wall Street. Il greggio torna in calo con la crescita delle scorte Usa. L'euro cambia rotta e s'indebolisce sul dollaro, mentre lo spread si stabilizza in area 100 punti base. I Btp rendono l'1,62%, meno della media degli ultimi 12 mesi
MILANO - Ultima seduta dell'anno a ritmo lento con scambi ridotti e pochi spunti dal fronte macroeconomico. A incuriosire gli addetti ai lavori sono piuttosto i bilanci di fine anno: tutti i listini europei chiudono il 2015 con un saldo positivo, ad eccezione di Madrid e di Londra. Negli Stati Uniti l'unico dubbio riguarda il Dow Jones, a cui a inizio giornata mancano circa 100 punti per archiviare l'anno con il segno più.
A Milano Piazza Affari cede l'1,12% per un bilancio positivo - da inizio anno - di oltre 13 punti percentuali. Francoforte ha terminato gli scambi per prima, per la giornata ridotta, a -1,08%: il bilancio da inizio anno è positivo del 9,56%. Nel resto d'Europa, Parigi chiude in arretramento dello 0,52% e Londra lima lo 0,64%. Lo spread è stazionario a un passo da 100 punti base, mentre i Btp decennali sul mercato secondario rendono l'1,59% sugli stessi valori della vigilia, ma sotto la media degli ultimi 12 mesi ferma al…
A Milano Piazza Affari cede l'1,12% per un bilancio positivo - da inizio anno - di oltre 13 punti percentuali. Francoforte ha terminato gli scambi per prima, per la giornata ridotta, a -1,08%: il bilancio da inizio anno è positivo del 9,56%. Nel resto d'Europa, Parigi chiude in arretramento dello 0,52% e Londra lima lo 0,64%. Lo spread è stazionario a un passo da 100 punti base, mentre i Btp decennali sul mercato secondario rendono l'1,59% sugli stessi valori della vigilia, ma sotto la media degli ultimi 12 mesi ferma al…
MILANO - Ultima seduta dell'anno a ritmo lento con scambi ridotti e pochi spunti dal fronte macroeconomico. A incuriosire gli addetti ai lavori sono piuttosto i bilanci di fine anno: tutti i listini europei chiudono il 2015 con un saldo positivo, ad eccezione di Madrid e di Londra. Negli Stati Uniti l'unico dubbio riguarda il Dow Jones, a cui a inizio giornata mancano circa 100 punti per archiviare l'anno con il segno più.
A Milano Piazza Affari cede l'1,12% per un bilancio positivo - da inizio anno - di oltre 13 punti percentuali. Francoforte ha terminato gli scambi per prima, per la giornata ridotta, a -1,08%: il bilancio da inizio anno è positivo del 9,56%. Nel resto d'Europa, Parigi chiude in arretramento dello 0,52% e Londra lima lo 0,64%. Lo spread è stazionario a un passo da 100 punti base, mentre i Btp decennali sul mercato secondario rendono l'1,59% sugli stessi valori della vigilia, ma sotto la media degli ultimi 12 mesi ferma all'1,7%. Proprio sul fronte del debito pubblico, il Tesoro ha assegnato in asta Btp a 5 e 10 anni per un importo massimo complessivo di 4,5 miliardi di euro con tassi in lieve rialzo. Sulla scadenza quinquennale il rendimento è salito dal minimo storico dello 0,37% allo 0,57% mentre su quella decennale il tasso è cresciuto dall'1,36% all'1,59%. Venduti anche 1,5 miliardi di Ccteu dicembre 2022.
MILANO REGINA D'EUROPA NEL 2015
Wall Street, reduce da una seduta in rally al traino degli energetici e dei tecnologici, chiude in calo col Dow Jones che perde lo 0,66%, il Nasdaq che cede lo 0,82% e l'indice S&P500 che lascia sul terreno lo 0,72%. A condizionare la seduta è l'andamento del petrolio, che torna a segnare pesanti ribassi con il dato sulle scorte Usa. Queste sono cresciute infatti di 2,63 milioni di barili, arrivando 487,41 milioni: il dato è superiore alle attese degli analisti che prevedevano un calo di 2,5 milioni. Il Wti tratta in forte ribasso a New York dove le quotazioni si riportano sotto 37 dollari al barile. Dopo un avvio in rialzo, l'euro cambia marcia e perde terreno nei confronti della valuta statunitense. La moneta unica tocca i minimi di sessione a 1,09070 dollari, per poi recuperare a 1,0933 dollari. Stabile l'euro/yen a 131,77.
Dal punto di visto macroeconomico, secondo l'Istat a novembre l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di novembre 2014. Ancora l'Istituto di statistica ha diramato la nota mensile sull'economia, segnalando l'aspettativa per una "crescita moderata" anche nei prossimi mesi. Intanto i dati sulle compravendite immobiliari sono risultati positivi per l'Italia nel terzo trimestre, con una crescita del mercato abitativo dell'8,9%, mentre negli Usa gli accordi di compromesso hanno segnato un calo dello 0,9% in novembre: nettamente peggio delle attese che stimavano un progresso dello 0,5%. Novità sono arrivate anche dalla Bce, che ha portato a 129 il numero di banche sottoposte a vigilanza diretta in quanto "sistemiche" per l'Eurozona: sono sei in più, frutto di otto ingressi e due uscite rispetto al gruppo precedente. Quelle italiane diventano 15: entra il Credem.
In mattinata l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un guadagno dello 0,27% che porta il suo miglioramento al 9,07% nell'intero 2015, visto che si tratta dell'ultima giornata di scambi per quest'anno e il mercato giapponese riaprirà il 4 gennaio 2016. L'indice ha preso 51,48 punti attestandosi a 19.033,71. Sull'anno ha guadagnato in tutto 1.582,94 punti, con un periodo positivo e uno più movimentato dovuto al rallentamento cinese. Questa ultima seduta dell'anno è stata tra le meno attive con soli 1,49 miliardi di titoli scambiati sul primo mercato.
A Milano Piazza Affari cede l'1,12% per un bilancio positivo - da inizio anno - di oltre 13 punti percentuali. Francoforte ha terminato gli scambi per prima, per la giornata ridotta, a -1,08%: il bilancio da inizio anno è positivo del 9,56%. Nel resto d'Europa, Parigi chiude in arretramento dello 0,52% e Londra lima lo 0,64%. Lo spread è stazionario a un passo da 100 punti base, mentre i Btp decennali sul mercato secondario rendono l'1,59% sugli stessi valori della vigilia, ma sotto la media degli ultimi 12 mesi ferma all'1,7%. Proprio sul fronte del debito pubblico, il Tesoro ha assegnato in asta Btp a 5 e 10 anni per un importo massimo complessivo di 4,5 miliardi di euro con tassi in lieve rialzo. Sulla scadenza quinquennale il rendimento è salito dal minimo storico dello 0,37% allo 0,57% mentre su quella decennale il tasso è cresciuto dall'1,36% all'1,59%. Venduti anche 1,5 miliardi di Ccteu dicembre 2022.
MILANO REGINA D'EUROPA NEL 2015
Wall Street, reduce da una seduta in rally al traino degli energetici e dei tecnologici, chiude in calo col Dow Jones che perde lo 0,66%, il Nasdaq che cede lo 0,82% e l'indice S&P500 che lascia sul terreno lo 0,72%. A condizionare la seduta è l'andamento del petrolio, che torna a segnare pesanti ribassi con il dato sulle scorte Usa. Queste sono cresciute infatti di 2,63 milioni di barili, arrivando 487,41 milioni: il dato è superiore alle attese degli analisti che prevedevano un calo di 2,5 milioni. Il Wti tratta in forte ribasso a New York dove le quotazioni si riportano sotto 37 dollari al barile. Dopo un avvio in rialzo, l'euro cambia marcia e perde terreno nei confronti della valuta statunitense. La moneta unica tocca i minimi di sessione a 1,09070 dollari, per poi recuperare a 1,0933 dollari. Stabile l'euro/yen a 131,77.
Dal punto di visto macroeconomico, secondo l'Istat a novembre l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di novembre 2014. Ancora l'Istituto di statistica ha diramato la nota mensile sull'economia, segnalando l'aspettativa per una "crescita moderata" anche nei prossimi mesi. Intanto i dati sulle compravendite immobiliari sono risultati positivi per l'Italia nel terzo trimestre, con una crescita del mercato abitativo dell'8,9%, mentre negli Usa gli accordi di compromesso hanno segnato un calo dello 0,9% in novembre: nettamente peggio delle attese che stimavano un progresso dello 0,5%. Novità sono arrivate anche dalla Bce, che ha portato a 129 il numero di banche sottoposte a vigilanza diretta in quanto "sistemiche" per l'Eurozona: sono sei in più, frutto di otto ingressi e due uscite rispetto al gruppo precedente. Quelle italiane diventano 15: entra il Credem.
In mattinata l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un guadagno dello 0,27% che porta il suo miglioramento al 9,07% nell'intero 2015, visto che si tratta dell'ultima giornata di scambi per quest'anno e il mercato giapponese riaprirà il 4 gennaio 2016. L'indice ha preso 51,48 punti attestandosi a 19.033,71. Sull'anno ha guadagnato in tutto 1.582,94 punti, con un periodo positivo e uno più movimentato dovuto al rallentamento cinese. Questa ultima seduta dell'anno è stata tra le meno attive con soli 1,49 miliardi di titoli scambiati sul primo mercato.