MILANO - La nuova Banca Etruria ha pronte le risorse per risarcire i primi 683 risparmiatori "molto, molto esposti" che hanno investito meno di centomila euro puntando per oltre il 50% del loro patrimonio sulle obbligazioni subordinate, e ora azzerate, delle quattro banche salvate per decreto dal governo. L'aver individuato le persone più coinvolte nel salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, dovrebbe velocizzare quindi i tempi del rimborso che avverrà appena dopo il varo del decreto.
Spetterà, infatti, ai decreti definire i criteri di rimborso e le successive procedure d'arbitrato cui potranno fare ricorso tutti gli altri risparmiatori coinvolti (oltre 10mila persone). La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma, il Mef già al lavoro sul testo assicura che verrà definito prima.
Fonti del Tesono spiegano che il dicastero "è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati" ed è "già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile". Tuttavia si spiega anche che fino a quando non ci sarà la definizione dei criteri sui quali saranno poi assegnati gli indennizzi attraverso l'arbitrato "non può essere ipotizzato alcun intervento".
L'esecutivo ha predisposto un fondo di solidarietà da 100 milioni di euro, ma 683 risparmiatori individuati avrebbero perso "solo" 17 milioni di euro, poco meno di 25mila euro a testa. Si tratta del 70% dei più deboli (calcolati in 1.010 persone tre le quattro banche coinvolte): persone che non avrebbero dovuto neppure accedere a un prodotto come i bond subordinati su cui hanno investito. I titoli subordinati, infatti, non hanno le stesse garanzie delle obbligazioni tradizionali e - in caso di fallimento della banca - vengono rimborsati solo prima delle azioni, ma dopo i conti correnti e i bond senior.
Spetterà, infatti, ai decreti definire i criteri di rimborso e le successive procedure d'arbitrato cui potranno fare ricorso tutti gli altri risparmiatori coinvolti (oltre 10mila persone). La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma, il Mef già al lavoro sul testo assicura che verrà definito prima.
Fonti del Tesono spiegano che il dicastero "è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati" ed è "già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile". Tuttavia si spiega anche che fino a quando non ci sarà la definizione dei criteri sui quali saranno poi assegnati gli indennizzi attraverso l'arbitrato "non può essere ipotizzato alcun intervento".
L'esecutivo ha predisposto un fondo di solidarietà da 100 milioni di euro, ma 683 risparmiatori individuati avrebbero perso "solo" 17 milioni di euro, poco meno di 25mila euro a testa. Si tratta del 70% dei più deboli (calcolati in 1.010 persone tre le quattro banche coinvolte): persone che non avrebbero dovuto neppure accedere a un prodotto come i bond subordinati su cui hanno investito. I titoli subordinati, infatti, non hanno le stesse garanzie delle obbligazioni tradizionali e - in caso di fallimento della banca - vengono rimborsati solo prima delle azioni, ma dopo i conti correnti e i bond senior.