MILANO - Le due navi si sono separate. Come era stato previsto, il titolo Fca senza Ferrari vale poco piu di 8 euro, esattamente al centro della forchetta 7-9 che era stata immaginata alla vigilia. Ferrari proseguirà la sua strada autonomamente e Fiat Chrysler non usufruirà più dell'effetto bancomat che in 47 anni i guadagni di Maranello hanno garantito a Torino.
La quotazione del Cavallino a Piazza Affari
Più della navigazione di Ferrari, che non è un titolo automotive ma un titolo fashion come dice Marchionne, interessa la navigazione di Fca. Se ne saprà di più a fine mese, quando il cda del Lingotto approverà i dati 2015. Nell'occasione, ha anticipato ieri Marchionne, verranno mantenuti gli obiettivi finanziari al 2018 e saranno invece modificati i tempi di uscita dei modelli. Soprattuto quelli del marchio Alfa, che sono la vera scommessa di Torino. Quello di portare a termine il piano sarà il primo compito da affrontare, ha detto l'ad, prima di poter immaginare fusioni con altri costruttori. Anche perché il principale obiettivo finanziario del 2018 è l'azzeramento del debito che grava sul titolo del Lingotto. Solo dopo aver ripulito i conti sarà immaginabile pensare alla grande alleanza.
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I prossimi saranno dunque mesi decisivi per il gruppo di Torino. E se Ferrari, come ha detto John Elkann, "sarà sempre il marchio dell'Italia nel mondo", Fca dovrà giocarsela sulla partita complessa delle alleanze a livello globale. Da oggi è una nave più leggera. E non è detto che sia uno svantaggio sul piano delle opportunità finanziarie. La vera scommessa per l'Italia è quali conseguenze avranno i prossimi mesi sulla produzione e gli organici nella Penisola.
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La quotazione del Cavallino a Piazza Affari
Più della navigazione di Ferrari, che non è un titolo automotive ma un titolo fashion come dice Marchionne, interessa la navigazione di Fca. Se ne saprà di più a fine mese, quando il cda del Lingotto approverà i dati 2015. Nell'occasione, ha anticipato ieri Marchionne, verranno mantenuti gli obiettivi finanziari al 2018 e saranno invece modificati i tempi di uscita dei modelli. Soprattuto quelli del marchio Alfa, che sono la vera scommessa di Torino. Quello di portare a termine il piano sarà il primo compito da affrontare, ha detto l'ad, prima di poter immaginare fusioni con altri costruttori. Anche perché il principale obiettivo finanziario del 2018 è l'azzeramento del debito che grava sul titolo del Lingotto. Solo dopo aver ripulito i conti sarà immaginabile pensare alla grande alleanza.
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I prossimi saranno dunque mesi decisivi per il gruppo di Torino. E se Ferrari, come ha detto John Elkann, "sarà sempre il marchio dell'Italia nel mondo", Fca dovrà giocarsela sulla partita complessa delle alleanze a livello globale. Da oggi è una nave più leggera. E non è detto che sia uno svantaggio sul piano delle opportunità finanziarie. La vera scommessa per l'Italia è quali conseguenze avranno i prossimi mesi sulla produzione e gli organici nella Penisola.
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