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Lego, Ai Weiwei convince la Lego: nessun limite all'acquisto di mattoncini

Nell'ottobre scorso l'azienda si era trovata al centro di una polemica internazionale, con accuse di censura, per avere rifiutato di vendere un vasto quantitativo di mattoncini di plastica all'artista dissidente cinese per una delle sue opere di protesta. Ora la società torna sui suoi passi
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LONDRA  -  Comprate dalla Lego quanti mattoncini volete, anche una montagna intera, per farne quello che volete. L'azienda danese produttrice di uno dei giocattoli più popolari e duraturi del mondo ha annunciato un cambio di politica. Nell'ottobre scorso si era trovata al centro di una polemica internazionale, con accuse di censura, per avere rifiutato di vendere un vasto quantitativo di mattoncini di plastica a Ai Weiwei, l'artista dissidente cinese, che sembrava intenzionato ad utilizzarli per una delle sue opere di protesta contro il regime di Pechino. Lo scultore reagì sostenendo che la Lego non gli dava i mattoni per non compromettere le proprie relazioni commerciali con il governo cinese, un'accusa apparentemente provata valida dall'annuncio, qualche tempo dopo, di un nuovo parco divertimenti Lego a Shangai. La Cina è del resto il mercato più in crescita nel mondo per la società danese.

Ma anche essere accusati di…
LONDRA  -  Comprate dalla Lego quanti mattoncini volete, anche una montagna intera, per farne quello che volete. L'azienda danese produttrice di uno dei giocattoli più popolari e duraturi del mondo ha annunciato un cambio di politica. Nell'ottobre scorso si era trovata al centro di una polemica internazionale, con accuse di censura, per avere rifiutato di vendere un vasto quantitativo di mattoncini di plastica a Ai Weiwei, l'artista dissidente cinese, che sembrava intenzionato ad utilizzarli per una delle sue opere di protesta contro il regime di Pechino. Lo scultore reagì sostenendo che la Lego non gli dava i mattoni per non compromettere le proprie relazioni commerciali con il governo cinese, un'accusa apparentemente provata valida dall'annuncio, qualche tempo dopo, di un nuovo parco divertimenti Lego a Shangai. La Cina è del resto il mercato più in crescita nel mondo per la società danese.

Ma anche essere accusati di censura da un noto dissidente può risultare controproducente e infatti ora la Lego ci ha ripensato. La prassi precedente veniva giustificata con il fatto che l'azienda non voleva che i propri prodotti fossero sfruttati per operazioni politiche di qualunque tipo. La nuova policy aziendale afferma che d'ora in avanti venderà mattoncini in qualunque quantità a chiunque li voglia  -  purché l'acquirente, se li utilizzerà appunto per un progetto a sfondo politico, precisi che la Lego non ne è responsabile.

Ai Weiwei aveva comunque raccolto i mattoncini necessari attraverso una colletta pubblica, chiedendo a chi ne aveva di donarglieli, e ordinandone un quantitativo da una società che produce un'imitazione degli originali. Di fronte alla retromarcia della Lego, l'artista commenta: "Penso che sia una mossa giusta e una piccola vittoria per la libertà di parola".