Economia

"Guerra del fútbol" in Spagna: Movistar prende i diritti del calcio per 2,4 miliardi

Investimento monstre per assicurarsi i diritti di trasmissione per i prossimi tre anni: Liga, Copa del Rey, Champions, Europa League, oltre a una selezione degli incontri degli altri campionati europei. Ma c'è il rischio di rincari sulla bolletta

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MADRID - E' scoppiata la "guerra del fútbol". Ma questa volta non scorre il sangue come in quella tra Honduras e El Salvador raccontata da Kapuscinski. E' un conflitto a suon di milioni tra compagnie telefoniche. Con un chiaro vincitore, per il momento: Movistar, che ha messo sul piatto un investimento monstre - 2 miliardi e 400 milioni di euro - per assicurarsi i diritti di trasmissione delle partite di calcio per i prossimi tre anni: Liga, Copa del Rey, Champions, Europa League, oltre a una selezione degli incontri degli altri campionati europei.

Ci sono voluti mesi di trattative tra Mediapro, che detiene i diritti, e Telefónica, per arrivare all'accordo che permette alla piattaforma Movistar+ (che già aveva l'esclusiva di Formula1, MotoGp, tennis e basket) di mettere a disposizione dei propri clienti un prodotto fondamentale per consolidare la posizione dominante nel mercato della pay-tv. L'intesa è valida sino alla fine della stagione in corso e per le due successive. Il problema è che l'annata 2015-2016 era partita in modo completamente diverso, con i due principali concorrenti del gigante di César Alierta, Vodafone e Orange, che erano gli unici ad aver raggiunto un accordo con Mediapro per la diffusione, attraverso le piattaforme TotalChannel e beIN Sports (filiale di al Jazeera e Mediapro) di otto incontri della Liga alla settimana e di tutte le competizioni europee.

Dopo l'irruzione di Movistar, Vodafone e Orange (che negli ultimi mesi erano riuscite a captare nuovi clienti proprio grazie a questa situazione) potranno sì continuare a trasmettere Champions ed Europa League fino al 2018, ma a partire dalla prossima stagione dovranno cedere l'esclusiva del campionato spagnolo al temuto concorrente. "A meno che non trattino con Telefónica", assicura il socio fondatore di Mediapro, Jaume Roures. Ed è anche possibile che questo avvenga, perché il prezzo dell'operazione è stato elevatissimo, e il colosso spagnolo delle tlc potrebbe avere interesse a condividere i costi. Ma se Alierta si rifiutasse di aprire un negoziato sul pacchetto delle otto partite settimanali della Liga, i suoi rivali sono già pronti a rivolgersi alla Cnmc, la commissione nazionale che regola il mercato della concorrenza. E poi, eventualmente, a portare il caso in tribunale.

Quel che è chiaro, al momento, è che questa guerra porterà a un aumento progressivo del costo dei diritti del calcio, che avrà conseguenze anche sulla bolletta telefonica. Per ammortizzare l'investimento, Movistar dovrebbe mettere in vendita il "pacchetto fútbol" a 50 euro al mese. Soluzione improponibile dal punto di vista commerciale (si potrà forse arrivare a 30 euro, ma non oltre). Quindi aumenteranno, inevitabilmente, i costi degli altri servizi di telecomunicazioni per i clienti. A cominciare dall'offerta "fusión" di Movistar, che riunisce in un'unica bolletta telefono fisso, cellulare, wifi (ora fino a 300 mega) e tv.