MILANO - Scendono sia il deficit che il debito dell'Eurozona, in rapporto al Prodotto interno lordo dei Paesi dell'area con la moneta unica. Secondo quanto rilevato da Eurostat, nel terzo trimestre 2015 il deficit/Pil nella zona euro è calato all'11,8%, dal 2,2% registrato nel secondo periodo dell'anno. Nella Ue, il deficit è calato al 2,3% dal 2,6% precedente. In miglioramento anche il quadro del rapporto tra debito e Pil, che sempre nel periodo luglio-settembre è calato al 91,6% rispetto al secondo trimestre, quando si era attestato al 92,3%. Nell'intera Unione il calo è stato dall'87,7 all'86%. Si tratta, però, di una riduzione "dovuta alle fluttuazioni del tasso di cambio verso l'euro delle valute dei Paesi che non aderiscono all'Unione monetaria".
La classifica dei Paesi maggiormente indebitati è la solita nota: il debito/Pil più alto è quello greco, al 171% del prodotto nazionale, seguito da quelo italiano al 134,6% e da quello portoghese al 130,5%. Tassi di riduzione più forti si sono verificati in Irlanda con un -2,7% e in Italia, al secondo posto con -1,4%.
Quanto ai flussi di entrate e uscite nei bilanci degli Stati, nel terzo trimestre dell'anno scorso il totale delle entrate degli stati della zona euro si è attestato al 46,5% del Pil, stabile rispetto ai tre mesi precedente. Le spese erano pari al 48,3% del Pil, rispetto al 48,7% del secondo trimestre. Nella Ue, il totale delle entrate è stato pari al 44,9% del Pil rispetto al 44,8% precedente; le spese sono state pari al 47,1% del pil rispetto al precedente 47,4%.
La classifica dei Paesi maggiormente indebitati è la solita nota: il debito/Pil più alto è quello greco, al 171% del prodotto nazionale, seguito da quelo italiano al 134,6% e da quello portoghese al 130,5%. Tassi di riduzione più forti si sono verificati in Irlanda con un -2,7% e in Italia, al secondo posto con -1,4%.
Quanto ai flussi di entrate e uscite nei bilanci degli Stati, nel terzo trimestre dell'anno scorso il totale delle entrate degli stati della zona euro si è attestato al 46,5% del Pil, stabile rispetto ai tre mesi precedente. Le spese erano pari al 48,3% del Pil, rispetto al 48,7% del secondo trimestre. Nella Ue, il totale delle entrate è stato pari al 44,9% del Pil rispetto al 44,8% precedente; le spese sono state pari al 47,1% del pil rispetto al precedente 47,4%.