MILANO - La mannaia dell'Ocse si abbatte sulla crescita globale e sull'Italia. L'Organizzazione parigina ha sforbiciato le stime sulla crescita globale, che paga in questi mesi il rallentamento della Cina e di molti mercati emergenti, la perdita di forza degli Usa - che pure restano ampiamente in positivo - e i chiari di luna dei mercati finanziari, che certo non rendono l'ambiente ideale a investimenti e progetti di crescita.
L'Ocse ha rivisto al ribasso le sue previsioni per il Pil italiano per il 2016, prevedendo una crescita all'1%, 0,4 punti percentuali in meno rispetto al rapporto di novembre. Confermata invece la stima di +1,4% per il 2017. Solo a inizio mese, la Commissione europea aveva messo nero su bianco le sue previsioni invernali, assicurando per l'Italia una crescita dell'1,4% nel 2016 e dell'1,3% l'anno prossimo. Il governo, nella nota di aggiornamento del Def rilasciata lo scorso autunno, aveva rialzato la stima 2016 all'1,6%, ma le recenti indicazioni hanno già aperto la riflessione sulla concreta possibilità di raggiungere quell'obiettivo. Per il ministro Padoan, in ogni caso, non ci si discosterà molto da quell'asticella.
Visti i "dati recenti deludenti", l'Ocse rivede al ribasso le stime per la crescita mondiale al 3% per il 2016 e 3,3% per il 2017, 0,3 punti in meno dell'outlook di novembre. Ritocco negativo anche per le stime dell'Eurozona, a 1,4% e 1,7%, rispettivamente 0,4 e 0,2 punti in meno. "I rischi di instabilità finanziaria sono considerevoli", annota l'Organizzazione. "I mercati finanziari globali hanno ridimensionato le prospettive di crescita, cosa che ha portato un crollo dei prezzi azionari e un'accentua volatilità". In questo contesto, la richiesta esplicita alle Banche centrali è di mantenere una "politica accomodante". D'altra parte, la Bce dovrebbe estendere gli stimoli nella riunione di inizio marzo, la BoJ lo ha già fatto e la Fed ha seriamente messo in discussione il suo originario piano di rialzo dei tassi, che a questo punto dovrebbe procedere con maggiore cautela. Ai governi, invece, si chiede di allargare i cordoni della borsa con "politiche fiscali pro-crescita".
L'Ocse ha rivisto al ribasso le sue previsioni per il Pil italiano per il 2016, prevedendo una crescita all'1%, 0,4 punti percentuali in meno rispetto al rapporto di novembre. Confermata invece la stima di +1,4% per il 2017. Solo a inizio mese, la Commissione europea aveva messo nero su bianco le sue previsioni invernali, assicurando per l'Italia una crescita dell'1,4% nel 2016 e dell'1,3% l'anno prossimo. Il governo, nella nota di aggiornamento del Def rilasciata lo scorso autunno, aveva rialzato la stima 2016 all'1,6%, ma le recenti indicazioni hanno già aperto la riflessione sulla concreta possibilità di raggiungere quell'obiettivo. Per il ministro Padoan, in ogni caso, non ci si discosterà molto da quell'asticella.
| PAESI | 2016 | 2017 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| 2015 | Febbraio | Novembre | Febbraio | Novembre | |
| Mondo | 3 | 3 | -0.3 | 3.3 | -0.3 |
| Usa | 2.4 | 2 | -0.5 | 2.2 | -0.2 |
| Eurozona | 1.5 | 1.4 | -0.4 | 1.7 | -0.2 |
| Germania | 1.4 | 1.3 | -0.5 | 1.7 | -0.3 |
| Francia | 1.1 | 1.2 | -0.1 | 1.5 | -0.1 |
| Italia | 0.6 | 1 | -0.4 | 1.4 | 0 |
| Giappone | 0.4 | 0.8 | -0.2 | 0.6 | 0.1 |
| Canada | 1.2 | 1.4 | -0.6 | 2.2 | -0.1 |
| Uk | 2.2 | 2.1 | -0.3 | 2 | -0.3 |
| Cina | 6.9 | 6.5 | 0 | 6.2 | 0 |
| India | 7.4 | 7.4 | 0.1 | 7.3 | -0.1 |
| Brasile | -3.8 | -4 | -2.8 | 0 | -1.8 |
| Resto del Mondo |
2.1 | 2.5 | -0.3 | 3.1 | -0.2 |
Visti i "dati recenti deludenti", l'Ocse rivede al ribasso le stime per la crescita mondiale al 3% per il 2016 e 3,3% per il 2017, 0,3 punti in meno dell'outlook di novembre. Ritocco negativo anche per le stime dell'Eurozona, a 1,4% e 1,7%, rispettivamente 0,4 e 0,2 punti in meno. "I rischi di instabilità finanziaria sono considerevoli", annota l'Organizzazione. "I mercati finanziari globali hanno ridimensionato le prospettive di crescita, cosa che ha portato un crollo dei prezzi azionari e un'accentua volatilità". In questo contesto, la richiesta esplicita alle Banche centrali è di mantenere una "politica accomodante". D'altra parte, la Bce dovrebbe estendere gli stimoli nella riunione di inizio marzo, la BoJ lo ha già fatto e la Fed ha seriamente messo in discussione il suo originario piano di rialzo dei tassi, che a questo punto dovrebbe procedere con maggiore cautela. Ai governi, invece, si chiede di allargare i cordoni della borsa con "politiche fiscali pro-crescita".