Economia

I distretti industriali azzerano la crisi 2008-2014

Presentato l'ottavo Rapporto sui settori produttivi, curato dalla Direzione studi di Intesa Sanpaolo. Il polo più dinamico è quello dell'occhialeria di Belluno, le medie imprese rafforzano la redditività e assumono. Nel biennio 2014-2015 il fatturato annuo medio è cresciuto dell'1,9%; tendenza a rilocalizzare la produzione

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MILANO - Cresce la forza dei distretti industriali in Italia, con patrimonio e redditività in aumento ma, sopratutto, con una grande dimostrazione di dinamismo in termini di occupazione e di rilocalizzazione della produzione nel nostro paese. E' questa la fotografia sintetica scattata dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo, giunto ormai all'ottava edizione del Rapporto sull'economia e la finanza dei distretti industriali, presentato dal capo economista della banca Gregorio De Felice.

Ebbene, se il 2013 aveva segnato l'anno di svolta nella produzione (+1,3% il fatturato) il biennio 2014-2015 dovrebbe segnare un aumento medio annuo dell'1,9%; ormai questo segmento dell'economia ha archiviato gli anni peggiori della crisi industriale italiana: nel periodo 2008-2014 infatti la produzione segna un meno 0,5% mentre le aree non distrettuali hanno perso nello stesso arco di tempo quasi il 6% del fatturato. Le proiezioni per il prossimo biennio confermano l'ottimismo per i mondo dei distretti. Non solo, si è radicata una nuova classe di medie imprese, che aumentano il fatturato (+10% nel periodo 2008/2014) e l'occupazione, che segna un incremento del 5%.

Complessivamente il mondo dei distretti migliora anche la redditività (il preconsuntivo 2015 mostra un ebitda margin pari allo 0,4%) e il grado di patrimonializzazione, i debiti sono minori rispetto alle altre aziende e gli squilibri finanziari meno accentuati. Da un punto di vista qualitativo, sono aziende che hanno forte vocazione all'export, un alto numero di brevetti e grande dinamismo. Altri due elementi caratterizzano l'industria dei distretti: la tendenza alla ri-localizzazione della produzione (da Safilo a Geox, a Wayel a Bottega Veneta) e l'attrazione dei capitali stranieri verso questo tipo di imprese (anche se è presente anche il fenomeno contrario, delle imprese italiane che fanno shopping all'estero).

Dal punto di vista dei singoli distretti - il Rapporto analizza i bilanci di 13 mila imprese appartenenti a 147 distretti industriali, per un fatturato complessivo di 500 miliardi di euro - i quindici migliori per crescita e redditività sono guidati dall'occhialieria di Belluno (Safilo e Luxottica, ma anche molte altre medio e micro-aziende) dal polo del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, seguiti dal marmo di Carrara, dal polo della gomma del Sebino-Bergamasco e dai dolci di Alba e di Cuneo. Un particolare: questi primi cinque poli di eccellenza erano già presenti nella classifica dei primi quindici lo scorso anno, anche se con posizioni diverse.