MILANO - Stop all'importazione di aglio argentino e di tappeti indiani, ma anche di riso birmano e tabacco brasiliano. Sono solo alcuni dei prodotti che non potranno più entrare negli Stati Uniti perché realizzati sfruttando mano d'opera di bambini o ricorrendo ai lavori forzati. Insomma gli stessi americani che non hanno firmato - tra le altre - la convezione fondamentale dell'Ilo sulla lotta al lavoro minorile, scendono ora in campo contro quei Paesi che senza remore ricorrono ai lavori forzati.
Barack Obama ha firmato una legge che vieta l'importazione di prodotti realizzati attraverso lavori forzati: un norma inserita lo scorso anno nella nuovo provvedimento sul commercio necessario a superare un atto del 1930 che concedeva una deroga alle importazioni perché gli Usa - reduci dalla crisi del 1929 - erano a corto di prodotti che potessero far fronte alla domanda interna. La legge entrerà in vigore tra 15 giorni: da allora non sarà più possibile importare 136 prodotti da 74 Paesi, compresi anche i giochi e l'elettronica proveniente dalla Cina.
Barack Obama ha firmato una legge che vieta l'importazione di prodotti realizzati attraverso lavori forzati: un norma inserita lo scorso anno nella nuovo provvedimento sul commercio necessario a superare un atto del 1930 che concedeva una deroga alle importazioni perché gli Usa - reduci dalla crisi del 1929 - erano a corto di prodotti che potessero far fronte alla domanda interna. La legge entrerà in vigore tra 15 giorni: da allora non sarà più possibile importare 136 prodotti da 74 Paesi, compresi anche i giochi e l'elettronica proveniente dalla Cina.
Secondo il dipartimento del Lavoro Usa, i beni che per i quali maggiormente si ricorre ai lavori forzati e ai bambini sono cotone, zucchero di canna, tabacco, caffè, bestiame e pesca: bene che garantiscono profitti negli Stati Uniti per oltre 150 miliardi di dollari l'anno. "Non c'è alcun intento punitivo - spiegano gli Stati Uniti -, quando abbiamo compilato la lista dei prodotti l'intenzione era piuttosto quella di sollevare l'attenzione dell'opinione pubblica verso il problema per combatterlo".