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Il doping manda in fumo l'impero Sharapova: a rischio 30 milioni l'anno

(reuters)
Gli sponsor si smarcano dall'atleta russa: sospesi i contratti con Nike, Porsche e Taeg Heuer che garantivano alla giocatrice oltre 22 milioni di dollari l'anno. Ripercussioni anche sul marchio Sugarpova. Dal tennis giocato solo il 25% dei ricavi annui
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MILANO - Il doping rischia di sgretolare un impero da 30 milioni di dollari l'anno che faceva di Maria Sharapova la tennista più pagata del mondo. L'annuncio della giocatrice russa che ha rivelato di essere risultata positiva a un controllo ha avuto l'effetto immediato di mettere in fuga gli stessi sponsor che negli anni avevano fatto a gara per strappare un contratto a un atleta con sembianze da modella. Nike ha atteso la fine della conferenza stampa per annunciare "che il rapporto con Maria Sharapova è stato sospeso". Poche righe per mandare in fumo un contratto da 70 milioni di dollari in cinque anni. Cifre da capogiro che garantivano alla tennista 22 milioni l'anno di ricavi da sponsor, poco meno di quello che incassa lo spagnolo Rafa Nadal e più di quello che guadagna - premi esclusi - il numero uno del mondo Novak Djokovic.

Insomma per l'ex bimba prodigio della racchetta - che nel 2004 a 17 anni balzò agli onori delle cr…
MILANO - Il doping rischia di sgretolare un impero da 30 milioni di dollari l'anno che faceva di Maria Sharapova la tennista più pagata del mondo. L'annuncio della giocatrice russa che ha rivelato di essere risultata positiva a un controllo ha avuto l'effetto immediato di mettere in fuga gli stessi sponsor che negli anni avevano fatto a gara per strappare un contratto a un atleta con sembianze da modella. Nike ha atteso la fine della conferenza stampa per annunciare "che il rapporto con Maria Sharapova è stato sospeso". Poche righe per mandare in fumo un contratto da 70 milioni di dollari in cinque anni. Cifre da capogiro che garantivano alla tennista 22 milioni l'anno di ricavi da sponsor, poco meno di quello che incassa lo spagnolo Rafa Nadal e più di quello che guadagna - premi esclusi - il numero uno del mondo Novak Djokovic.

Insomma per l'ex bimba prodigio della racchetta - che nel 2004 a 17 anni balzò agli onori delle cronache trionfando a Wimbledon - il danno rischia di essere enorme. Sulla sua immagine, più da donna d'affari che da sportiva, ha infatti costruito una fortuna milionaria. Dal 2013 aveva strappato un contratto a sei zeri a Porsche: "Anche se sembra una modella al salone dell'auto non è il motivo per cui l'abbiamo cercata" diceva lo scorso anno Viktoria Wohlrapp, un senior marketing manager del gruppo. La volontà era piuttosto quella di aumentare i clienti donna ferma al 15% del totale. E le sue immagini al volante della Panamera avevano fatto il giro del mondo. Grazie anche alle foto postate su Instagram per la gioia dei quasi due milioni di follower.

Adesso, però, il doping rischi di cancellare di atleta bella e vincente tanto inseguito dai marchi globali. Anche il contratto con Porsche è "sospeso". Proprio come quello con gli orologi Tag Heuer (gruppo Lvmh) che - sponsor dell'atleta dal 2005 al 2015 - hanno sospeso le trattative per il rinnovo contrattuale. Il produttore svizzero ha anche cancellato l'immagine di Sharapova dalla propria pagina del sito. Ancora in stand by, invece, l'acqua Evian e lo sponsor tecnico Head. I danni d'immagine che rischiana di travolgere anche Sugarpova, la compagnia fondata con un investimento da 500mila dollari dalla russa: nata nel 2012 per produrre caramelle e chewing gum, si è allargata anche al campo della moda.

La giocatrice dovrà anche restituire i 300mila dollari di premi vinti all'ultimo Australian Open: ma probabilmente si tratta dell'ultimo dei problemi per una donna d'affari che dal tennis giocato incassa a malapena il 25% dei propri ricavi complessivi annui.