LONDRA - Quando lo ha detto Christine Lagarde, sembrava soltanto una battuta. Ora uno studio dimostra che le parole della direttrice del Fondo Monetario Internazionale rispondono al vero: "Se invece che Lehman Brothers, quella banca di investimenti fosse stata la Lehman Sisters, forse la crisi finanziaria del 2008 sarebbe stata meno catastrofica". Nell'ultimo decennio erano già apparsi un paio di indagini scientifiche da cui risultava che il livello di testosterone influisce sulla tendenza a rischiare e può avere quindi effetti pericolosi sui broker, inducendoli a operazioni azzardate, scatenando conseguenze negativa sui mercati finanziari. La novità è che alcuni economisti della Leicester hanno utilizzato i dati di quei rapporti per creare un modello simulato di un mercato azionario: in un caso, con agenti di Borsa al 95 per cento maschi, nell'altro con una eguale suddivisione tra i due sessi. Ebbene, il risultato ha confermato in pieno la tesi degli studi in materia - e la provocazione di Christine Lagarde.
Abbassando il livello di testosterone, la Borsa evita massicce fluttuazioni. "Si abbassa anche la frequenza del tipo di eventi estremi che preoccupano l'opinione pubblica e le autorità che regolamentano i mercati", commenta il professor Daniel Ladley, uno degli autori della ricerca. E il vantaggio non è soltanto per la società, che diminuisce il rischio di un collasso finanziario, ma pure per le banche: in media, i broker di sesso femminile fanno guadagnare più soldi alla propria azienda, in virtù di scelte più attente e oculate. Non stravolte, insomma, dal testosterone, "che quando vinci e realizzi un profitto, sale e ti fa desiderare di rischiare ancora di più, per vincere e guadagnare ancora di più", afferma il professore.
Naturalmente si tratta soltanto di un modello simulato: per avere la prova certa bisognerebbe vedere gli effetti di un "trading floor" composto per metà di donne in una Borsa della realtà. Ma secondo gli esperti della Leicester University è proprio questo che mercati e banche dovrebbero incoraggiare: "Allontanarsi da un sistema che premia chi guadagna di più una volta sola e andare verso un sistema in cui viene premiata la consistenza delle prestazioni nel lungo periodo". Non per niente, la Borsa è femmina - perlomeno in italiano. Se nel 2008 il mondo avesse avuto le Sorelle Lehman a Wall Street e nella City di Londra, la storia dell'ultimo decennio avrebbe potuto essere diversa.
Abbassando il livello di testosterone, la Borsa evita massicce fluttuazioni. "Si abbassa anche la frequenza del tipo di eventi estremi che preoccupano l'opinione pubblica e le autorità che regolamentano i mercati", commenta il professor Daniel Ladley, uno degli autori della ricerca. E il vantaggio non è soltanto per la società, che diminuisce il rischio di un collasso finanziario, ma pure per le banche: in media, i broker di sesso femminile fanno guadagnare più soldi alla propria azienda, in virtù di scelte più attente e oculate. Non stravolte, insomma, dal testosterone, "che quando vinci e realizzi un profitto, sale e ti fa desiderare di rischiare ancora di più, per vincere e guadagnare ancora di più", afferma il professore.
Naturalmente si tratta soltanto di un modello simulato: per avere la prova certa bisognerebbe vedere gli effetti di un "trading floor" composto per metà di donne in una Borsa della realtà. Ma secondo gli esperti della Leicester University è proprio questo che mercati e banche dovrebbero incoraggiare: "Allontanarsi da un sistema che premia chi guadagna di più una volta sola e andare verso un sistema in cui viene premiata la consistenza delle prestazioni nel lungo periodo". Non per niente, la Borsa è femmina - perlomeno in italiano. Se nel 2008 il mondo avesse avuto le Sorelle Lehman a Wall Street e nella City di Londra, la storia dell'ultimo decennio avrebbe potuto essere diversa.