MILANO - Torna in positivo, seppure con una variazione da prefisso telefonico, l'andamento dei prestiti bancari a famiglie e imprese. Secondo i dati dell'Abi, nel febbraio scorso si è registrato un +0,04% delle erogazioni a famiglie e società non finanziarie. Riprende così il percorso di ripresa iniziato a novembre e interrotto dal -0,58% di gennaio. Se si considera il totale degli impieghi a settore privato e Pubblica amministrazione, il miglioramento è dello 0,6% (da -0,2%). Calano invece i dati sulle sofferenze nette, mentre i tassi sui mutui registrano un nuovo minimo storico.
Prestiti. Secondo l'Abi, l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in italia, 1.826,8 miliardi, supera di quasi 150 miliardi l'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.678,2 miliardi. Sulla base degli ultimi dati disponibili relativi a gennaio l'ammontare dei mutui delle famiglie è salito dello 0,8% su anno, confermando la ripresa del mercato. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, a oggi i prestiti all'economia sono passati da 1.673 a 1.826,8 miliardi, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.414 miliardi.
Sofferenze. Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche, visto che l'Abi non fornisce più il dato lordo) a fine gennaio 2016 sono pari a 83,6 miliardi di euro rispetto agli 89 miliardi di dicembre, in diminuzione di oltre 5 miliardi di euro. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,64% a gennaio 2016 dal 4,94% di dicembre 2015 (4,50% a gennaio 2015; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).
I tassi. Di nuovo a febbraio, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,40% toccando il minimo storico (2,49% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,90%, 2,03% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,20%, toccando il minimo storico (3,25% il mese precedente; 6,18%, prima della crisi, a fine 2007).
Prestiti. Secondo l'Abi, l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in italia, 1.826,8 miliardi, supera di quasi 150 miliardi l'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.678,2 miliardi. Sulla base degli ultimi dati disponibili relativi a gennaio l'ammontare dei mutui delle famiglie è salito dello 0,8% su anno, confermando la ripresa del mercato. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, a oggi i prestiti all'economia sono passati da 1.673 a 1.826,8 miliardi, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.414 miliardi.
Sofferenze. Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche, visto che l'Abi non fornisce più il dato lordo) a fine gennaio 2016 sono pari a 83,6 miliardi di euro rispetto agli 89 miliardi di dicembre, in diminuzione di oltre 5 miliardi di euro. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,64% a gennaio 2016 dal 4,94% di dicembre 2015 (4,50% a gennaio 2015; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).
I tassi. Di nuovo a febbraio, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,40% toccando il minimo storico (2,49% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,90%, 2,03% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,20%, toccando il minimo storico (3,25% il mese precedente; 6,18%, prima della crisi, a fine 2007).