MILANO - Cresce il potere d'acquisto delle famiglie italiane, per la prima volta dal 2007, mentre rimane invariata la propensione al risparmio tra le mura domestiche. Tra le imprese, invece, continua a stagnare la capacità di generare profitto.
E' il quadro tracciato dall'Istat sul reddito e risparmio delle famiglie, che si affianca all'andamento dei profitti nelle società. Nel 2015, spiega l'Istituto di statistica, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,9%. Nell'ultimo scorcio del 2015, aggiungono gli studiosi, ha registrato una riduzione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e un aumento dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Tenuto conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici è aumentato nel 2015 dello 0,8%. Nel quarto trimestre si è ridotto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al quarto trimestre del 2014.[[ge:rep-locali:repubblica:136877536]]La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici nel 2015 è risultata pari all'8,3%, invariata rispetto al 2014. Il tasso di investimento, invece, cioè il rapporto tra investimenti fissi lordi - acquisti di abitazioni - e reddito disponibile lordo, è rimasto stabile, rispetto al 2014, al 6,2%. La spesa per consumi è salita ancora, registrando un aumento dell'1% nel 2015 (era +0,8% nel 2014).
Calcolatore. Il tuo stipendio è giusto?
Venendo invece alle imprese, la quota di profitto delle società non finanziarie è stata del 40,6%, inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto al 2014. Il tasso di investimento delle società non finanziarie è sceso nel 2015 al 18,4%, con una riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2014. Nell'ultimo trimestre del 2015 esso è stato pari al 18,3%, risultando invariato rispetto al trimestre precedente ma in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2014.
E' il quadro tracciato dall'Istat sul reddito e risparmio delle famiglie, che si affianca all'andamento dei profitti nelle società. Nel 2015, spiega l'Istituto di statistica, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,9%. Nell'ultimo scorcio del 2015, aggiungono gli studiosi, ha registrato una riduzione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e un aumento dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Tenuto conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici è aumentato nel 2015 dello 0,8%. Nel quarto trimestre si è ridotto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al quarto trimestre del 2014.[[ge:rep-locali:repubblica:136877536]]La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici nel 2015 è risultata pari all'8,3%, invariata rispetto al 2014. Il tasso di investimento, invece, cioè il rapporto tra investimenti fissi lordi - acquisti di abitazioni - e reddito disponibile lordo, è rimasto stabile, rispetto al 2014, al 6,2%. La spesa per consumi è salita ancora, registrando un aumento dell'1% nel 2015 (era +0,8% nel 2014).
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Venendo invece alle imprese, la quota di profitto delle società non finanziarie è stata del 40,6%, inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto al 2014. Il tasso di investimento delle società non finanziarie è sceso nel 2015 al 18,4%, con una riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2014. Nell'ultimo trimestre del 2015 esso è stato pari al 18,3%, risultando invariato rispetto al trimestre precedente ma in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2014.