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Borse in correzione, Milano perde il 3% con le banche

A marzo i mercati globali hanno recuperato 4.500 miliardi di dollari di valore, ma ora gli addetti ai lavori cercano nuovi spunti per continuare ad acquistare. Nel frattempo scattano le prese di beneficio e riprendono quota i beni rifugio come oro e yen. A Piazza Affari soffrono le banche. Tokyo pesante in mattinata (-2,4%), battuta d'arresto per l'industria tedesca
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MILANO - Dopo un marzo trascorso a recuperare parte delle perdite inanellate nell'avvio-choc di 2016, i mercati vivono una nuova fase di contrazione. Qualche presa di beneficio a valle dei recenti rialzi (4.500 miliardi di capitalizzazione guadagnati dalle azioni globali nel mese scorso), ma anche la dimostrazione che sono tutt'altro che sepolti gli elementi di tensione che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della finanza internazionale. La Borsa di Tokyo ha trascinato al ribasso l'indice Msci Asia Pacific, che è tornato ai minimi da oltre un mese, e i listini europei aprono in terreno ampiamente negativo. Anche il calo del greggio orienta verso il basso l'umore dei listini.

Milano peggiora ancora con l'avvio dell'operatività negli Usa e arriva a chiudere in calo del 3%, con i titoli bancari in maggiore difficoltà. Sotto i riflettori c'è il Banco Popolare, che ha convocato l'assemblea per lanciare l'aumento di capitale…
MILANO - Dopo un marzo trascorso a recuperare parte delle perdite inanellate nell'avvio-choc di 2016, i mercati vivono una nuova fase di contrazione. Qualche presa di beneficio a valle dei recenti rialzi (4.500 miliardi di capitalizzazione guadagnati dalle azioni globali nel mese scorso), ma anche la dimostrazione che sono tutt'altro che sepolti gli elementi di tensione che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della finanza internazionale. La Borsa di Tokyo ha trascinato al ribasso l'indice Msci Asia Pacific, che è tornato ai minimi da oltre un mese, e i listini europei aprono in terreno ampiamente negativo. Anche il calo del greggio orienta verso il basso l'umore dei listini.

Milano peggiora ancora con l'avvio dell'operatività negli Usa e arriva a chiudere in calo del 3%, con i titoli bancari in maggiore difficoltà. Sotto i riflettori c'è il Banco Popolare, che ha convocato l'assemblea per lanciare l'aumento di capitale da 1 miliardo per il prossimo 7 maggio: operazione necessaria per poi fondersi con la Bpm. Sullo stato di salute del credito italiano si è anche tenuto un incontro a Palazzo Chigi, con i banchieri, gli esponenti del Tesoro e bankit. Anche le altre Borse Ue chiudono in netto calo: Parigi cede il 2,18%, Londra l'1,19% e Francoforte il 2,63%. Wall Street prosegue le contrattazioni in ribasso: quando i mercati Ue si avviano alla chiusura, il Dow Jones segna -0,6% e il Nasdaq perde lo 0,7%, nonostante l'indice Ism servizi sia salito a marzo oltre le attese a 54,5 da 53,4 di febbraio.

Le Banche centrali, con le loro politiche accomodanti, restano l'appiglio al quale si aggrappano i teorici del mercato-toro, che vedono alle porte ancora ondate di acquisti. Nel frattempo, però, prevalgono i conservativi, coloro che spostano i denaro sui cosiddetti "beni rifugio" che vivono significativi apprezzamenti in queste ore. E' il caso di asset quali oro, yen nipponico e titoli di Stato americani.

L'euro chiude debole a 1,1371 dollari in seguito ai dati migliori del previsto sul settore dei servizi in Usa. Il peggioramento del clima sui mercati finanziari fa tornare gli acquisti difensivi sullo yen, che avanza a quota 125,64 sul dollaro e a 110,48 sullo yen dopo un massimo da 17 mesi sul biglietto verde a 110,26 yen. Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco supera momentaneamente la soglia di 120 punti base, per effetto del calo del rendimento del Bund: scivola sotto lo 0,09%, non lontano dai minimi storici di 0,07% toccati nell'aprile del 2015. Il decennale italiano è invece all'1,27%. La Banca centrale dell'India ha deciso di tagliare dal 6,75% al 6,5% il tasso di interesse principale.

Nelle sale operative, di prima mattina, ha fatto irruzione anche l'inatteso e brusco rallentamento degli ordini in fabbrica delle industrie tedesche a febbraio, che sono calati dell'1,2% mensile rispetto al +0,5% di gennaio, dato rivisto da -0,1%. Su basse annua, secondo Destatis, si è registrata una crescita dello 0,5% da +0,4%, dato rivisto da +1,1%. Pur se l'indicatore è molto volatile, secondo gli osservatori si tratta di un campanello d'allarme: il rallentamento degli emergenti pesa sulla locomotiva d'Europa. Nell'agenda odierna si registra il calo dell'indice Pmi servizi in Italia è sceso a marzo a 51,2 da 53,8 di febbraio. Il dato è inferiore alle attese di mercato che stimavano un leggero aumento a 53,9, ma resta comunque in espansione (50 è la linea di demarcazione tra crescita e decrescita). In Francia il dato registra un aumento, ma inferiore alle attese, a quota 49,9 punti, mentre in Germania l'indice Pmi si attesta a 55,1 da 55,3 di febbraio. Debole l'andamento delle vendite al dettaglio europee, con un rialzo dello 0,2% tra gennaio e febbraio nell'area con la moneta unica e un calo dello 0,1% nell'Ue a 28. Preoccupazione sulla ripresa è stata espressa dal Fmi di Christine Lagarde, mentre l'Istat garantisce che nonostante i molti rischi il Pil italiano resterà positivo anche nel primo trimestre. A febbraio, l'inflazione nell'area Ocse è rallentata all'1% annuo dall'1,2% di gennaio. Negli Usa, il deficit della bilancia commerciale è salito a 47 miliardi a febbraio.

Come accennato, stamane si è registrata una chiusura in forte calo alla Borsa di Tokyo, appesantita dall'apprezzamento dello yen salito ai massimi da 18 mesi sul dollaro. L'indice Nikkei-225 ha terminato la seduta in ribasso del 2,42% a 15,732 punti. In controtendenza, con un rialzo superiore all'1%, Shanghai che ieri era chiusa. Continua intanto il calo del prezzo del petrolio, per lo scetticismo dei mercati sulla possibilità di arrivare a un accordo sul congelamento della produzione. Alla chiusura delle Borse Ue, il Wti lma lo 0,3% in area 35,6 dollari, mentre il Brent arretra in area 37,6 dollari. L'oro guadagna invece terreno in area 1.230 dollari l'oncia.