La classe sportiva va nel paradiso fiscale: da Seedorf a Messi, molti nella rete dei Panama Papers
Le rilevazioni del consorzio giornalistico Icij coinvolgono molti nomi noti tra atleti in attività ed ex: dopo Messi e Trulli, gli ultimi nomi noti sono quelli di Seedorf e Zamorano. Inter, Boca e Real Sociedad tra le società citate nelle ricostruzioni
MILANO - Politici, famiglie di imprenditori, ma anche tanti sportivi. La rete di società offshore - costituita in alcuni casi legalmente - svelata dai Panama Papers si sta allargando sempre più e coinvolge nomi noti del mondo dello sport. L'ultimo è quello di Gianni Infantino, eletto da poco più di un mese alla guida della Fifa dopo lo scandalo che aveva travolto i vertici dell'organo di governo del calcio mondiale, a cominciare dal numero uno Sepp Blatter. Ora un altro scandalo getta un faro sui rapporti tra società, atleti e autorità fiscali. Ecco i grandi nomi coinvolti.
L'Inter, la Real Sociedad e il Boca. I documenti dello studio legale panamense Mossack Fonseca fatti trapelare nelle scorse ore rivelano la presenza di società di comodo in paradisi fiscali di politici, uomini d'affari e anche moltissimi sportivi. Secondo l'Irish Times, nei documenti ci sarebbero i nomi di almeno una ventina di grandi calciatori …
L'Inter, la Real Sociedad e il Boca. I documenti dello studio legale panamense Mossack Fonseca fatti trapelare nelle scorse ore rivelano la presenza di società di comodo in paradisi fiscali di politici, uomini d'affari e anche moltissimi sportivi. Secondo l'Irish Times, nei documenti ci sarebbero i nomi di almeno una ventina di grandi calciatori …
MILANO - Politici, famiglie di imprenditori, ma anche tanti sportivi. La rete di società offshore - costituita in alcuni casi legalmente - svelata dai Panama Papers si sta allargando sempre più e coinvolge nomi noti del mondo dello sport. L'ultimo è quello di Gianni Infantino, eletto da poco più di un mese alla guida della Fifa dopo lo scandalo che aveva travolto i vertici dell'organo di governo del calcio mondiale, a cominciare dal numero uno Sepp Blatter. Ora un altro scandalo getta un faro sui rapporti tra società, atleti e autorità fiscali. Ecco i grandi nomi coinvolti.
L'Inter, la Real Sociedad e il Boca. I documenti dello studio legale panamense Mossack Fonseca fatti trapelare nelle scorse ore rivelano la presenza di società di comodo in paradisi fiscali di politici, uomini d'affari e anche moltissimi sportivi. Secondo l'Irish Times, nei documenti ci sarebbero i nomi di almeno una ventina di grandi calciatori del passato e del presente appartenenti a top club del calibro di Barcellona, Manchester United e Real Madrid. Ma nei file risulterebbero anche i nomi di proprietari attuali o del passato di almeno 20 grandi club di calcio, fra cui Inter, Boca Juniors e Real Sociedad. La ricostruzione su quest’ultimo caso è esemplificativa della dinamica di quanto accaduto: ci sarebbero stati svariati pagamenti di calciatori stranieri attraverso conti domiciliati in paradisi fiscali, senza che il Fisco spagnolo potesse mettervi sopra le mani. Il serbo Darko Kovacevic, ad esempio, secondo le ricostruzioni iberiche era accreditato di uno stipendio da 2.000 dollari al mese (nella stagione 2006-2007 e per il Fisco spagnolo), mentre i documenti della Mossack Fonseca certificherebbero transazioni da oltre un milione. Tra gli ambienti sportivi collegate ai Panama Papers Anche i vertici del Conmebol, la Uefa del Sudamerica, sono scossi dalla vicenda.
Messi. Lionel Messi, già sotto l'occhio del Fisco in Spagna per evasione, avrebbe secondo la ricostruzione di El Confidencial aperto una società (la Mega Stars) per evitare il versamento di imposte legate allo sfruttamento dei suoi diritti. La famiglia dell'attaccante argentino del Barcellona ha però negato le ricostruzioni della stampa spagnola, uscendo con un comincato stampa con il quale chiarifica che "Lionel Messi non ha fatto nulla di ciò per cui viene accusato e che le illazioni sul fatto che lui abbia costruito una rete per evadere il fisco sono false e offensive". Per quanto riguarda la società registrata a Panama per conto del giocatore, "è del tutto inattiva, non ha mai avuto capitale o conti corrente ed è stata aperta dai precedenti consulenti finanziari della famiglia messi, nella vecchia struttura fiscale riguardo la quale tutte le pendenze del passato sono già state sistemate". Anche dal club blaugrana è arrivato il supporto alla famiglia del campione argentino, che tra fine maggio e inizio giugno verrà nuovamente audito dai giudici per una causa di evasione da 4,2 milioni tra il 2007 e il 2009, secondo l'accusa attraverso alcune società dislocate tra Uruguay, Belize, Svizzera e Uk.
Michel Platini. L'ex presidente della Uefa, travolto dallo scandalo del governo del calcio mondiale insieme a Sepp Blatter, è parimenti finito nella rete dei Panama Papers, Ma il suo avvocato, Yves Wehrli, dice al Figaro che "la situazione di Platini è nota all'amministrazione fiscale svizzera, Paese nel quale risiede dal 2007". Proprio l'anno nel quale, secondo l'inchiesta dell'Icij alla quale ha partecipato per l'Italia l'Espresso, l'ex Roi avrebbe iniziato a garantirsi i servizi di Mossack Fonseca, la società di consulenza al centro dello scandalo. Il legale fa leva sul fatto che "detenere dei conti bancari e società presso quei Paesi non è illegale, se sono dichiarati come nel caso di Platini".
Seedorf, Zamorano, Heinze, Leandro Ulloa. Nella rete delle carte panamesi sono caduti anche giocatori che ormai da anni hanno appeso le scarpe al chiodo come Ivan "bum bum" Zamorano. L'attaccante cileno ex Inter e Real Madrid sarebbe finito nel mirino per la società offshore Fut Bam International Ltd di sua proprietà che serviva a gestire i suoi diritti d'immagine quando giocava nei blancos appena prima di sbarcare all'ombra della Madonnina. Stessa storia per l'argentino Gabriel Heinze che nel 2005 - quando giocava nel Manchester United - fece gestire il suo contratto da un milione di dollari come testimonial della Puma dalla Galena Mills Corporation, società domiciliata alle Isole Vergini guidata dalla madre dell'ex calciatore. Tra quelli in attività spicca un altro argentino: Leandro Ulloa, attacante del Leicester in testa alla Premier League inglese: il giocatore della squadra guidata da Claudio Ranieri è finito nel dossier sempre per un accordo sullo sfruttamento dei diritti d'immagine sottoscritto in passato con la Jump Drive Sport Rights LLC, società registrata a New York ma il cui titolare José Manuel Garcia Osuna risulta proprietario anche di alcune società offshore a Samoa. Ulloa ha spiegato di non aver più rapporti con il manager che ha dichiarato di non aver mai curati i diritti dell'argentino, ma di essersi "solo" occupato del suo trasferimento in una squadra della serie B spagnola, il Club Deportivo Castellon. Tra i nomi celebri emersi dai documenti spicca anche quello di Clarence Seedorf, l'unico calciatore delle storia ad aver vinto tre Champions League con tre squadre diverse (Ajax, Real Madrid e Milan): l'olandese, ex giocatore anche dell'Inter, figura nei documenti per la sponsorizzazione della sua scuderia di moto da corsa. La sua società firmò un contratto con Image Building Ltd - sede alla Isole Vergini -, ma dopo una serie di operazioni fu il marchio Morellato a sponsorizzare effettivemente il tema. Inoltre, l'accordo con Image Building aveva un valore di circa 600mila euro, ma il contratto venne rivenduto diverse volte fino a raggiungere la somma di tre milioni di euro. Seedorf, quindì, dichiarò "solo" un incasso da 600mila euro sui quali ha già pagato le tasse, ma è un mistero su cosa si accaduto ai restanti 2,4 milioni.
Trulli e Nico Rosberg. "Gli investimenti all'estero, se dichiarati, sono legali. Non ho nulla da nascondere, sono azionista della Basker Street su suggerimento di alcuni consulenti immobiliari, perché io mi muovo spesso in questo settore". Così l’ex pilota italiano di Formula Uno, Jarno Trulli, si è difeso dopo che il suo nome è emerso tra i file dello scandalo panamense. "Sono tranquillissimo. Quando ho letto il mio nome ovunque, su ogni giornale, anche straniero, mi sono fatto una risata. Insieme a mia moglie Barbara. Il mattone è il mio settore preferito, ma io investo ovunque, un po' in tutto il mondo, in America, Sud America, Uruguay - ha proseguito in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera - Vivo a Lugano, ho casa a Londra, altrove, in America, in Italia...Però le tasse le pago. Le mie società con base nel mio Paese pagano le tasse sugli utili prodotti. Nel rispetto della legge". Non si tratta dell’unico esponente della F1 coinvolto: anche Nico Rosberg e la Mercedes entrano nel caso. Secondo la tv tedesca ARD, il contratto tra il pilota che ha trionfato domenica in Bahrain e la scuderia che detiene il titolo costruttori è transitato dallo studio panamense Mossack Fonseca, specializzato in operazioni offshore.
L'Inter, la Real Sociedad e il Boca. I documenti dello studio legale panamense Mossack Fonseca fatti trapelare nelle scorse ore rivelano la presenza di società di comodo in paradisi fiscali di politici, uomini d'affari e anche moltissimi sportivi. Secondo l'Irish Times, nei documenti ci sarebbero i nomi di almeno una ventina di grandi calciatori del passato e del presente appartenenti a top club del calibro di Barcellona, Manchester United e Real Madrid. Ma nei file risulterebbero anche i nomi di proprietari attuali o del passato di almeno 20 grandi club di calcio, fra cui Inter, Boca Juniors e Real Sociedad. La ricostruzione su quest’ultimo caso è esemplificativa della dinamica di quanto accaduto: ci sarebbero stati svariati pagamenti di calciatori stranieri attraverso conti domiciliati in paradisi fiscali, senza che il Fisco spagnolo potesse mettervi sopra le mani. Il serbo Darko Kovacevic, ad esempio, secondo le ricostruzioni iberiche era accreditato di uno stipendio da 2.000 dollari al mese (nella stagione 2006-2007 e per il Fisco spagnolo), mentre i documenti della Mossack Fonseca certificherebbero transazioni da oltre un milione. Tra gli ambienti sportivi collegate ai Panama Papers Anche i vertici del Conmebol, la Uefa del Sudamerica, sono scossi dalla vicenda.
Messi. Lionel Messi, già sotto l'occhio del Fisco in Spagna per evasione, avrebbe secondo la ricostruzione di El Confidencial aperto una società (la Mega Stars) per evitare il versamento di imposte legate allo sfruttamento dei suoi diritti. La famiglia dell'attaccante argentino del Barcellona ha però negato le ricostruzioni della stampa spagnola, uscendo con un comincato stampa con il quale chiarifica che "Lionel Messi non ha fatto nulla di ciò per cui viene accusato e che le illazioni sul fatto che lui abbia costruito una rete per evadere il fisco sono false e offensive". Per quanto riguarda la società registrata a Panama per conto del giocatore, "è del tutto inattiva, non ha mai avuto capitale o conti corrente ed è stata aperta dai precedenti consulenti finanziari della famiglia messi, nella vecchia struttura fiscale riguardo la quale tutte le pendenze del passato sono già state sistemate". Anche dal club blaugrana è arrivato il supporto alla famiglia del campione argentino, che tra fine maggio e inizio giugno verrà nuovamente audito dai giudici per una causa di evasione da 4,2 milioni tra il 2007 e il 2009, secondo l'accusa attraverso alcune società dislocate tra Uruguay, Belize, Svizzera e Uk.
Michel Platini. L'ex presidente della Uefa, travolto dallo scandalo del governo del calcio mondiale insieme a Sepp Blatter, è parimenti finito nella rete dei Panama Papers, Ma il suo avvocato, Yves Wehrli, dice al Figaro che "la situazione di Platini è nota all'amministrazione fiscale svizzera, Paese nel quale risiede dal 2007". Proprio l'anno nel quale, secondo l'inchiesta dell'Icij alla quale ha partecipato per l'Italia l'Espresso, l'ex Roi avrebbe iniziato a garantirsi i servizi di Mossack Fonseca, la società di consulenza al centro dello scandalo. Il legale fa leva sul fatto che "detenere dei conti bancari e società presso quei Paesi non è illegale, se sono dichiarati come nel caso di Platini".
Seedorf, Zamorano, Heinze, Leandro Ulloa. Nella rete delle carte panamesi sono caduti anche giocatori che ormai da anni hanno appeso le scarpe al chiodo come Ivan "bum bum" Zamorano. L'attaccante cileno ex Inter e Real Madrid sarebbe finito nel mirino per la società offshore Fut Bam International Ltd di sua proprietà che serviva a gestire i suoi diritti d'immagine quando giocava nei blancos appena prima di sbarcare all'ombra della Madonnina. Stessa storia per l'argentino Gabriel Heinze che nel 2005 - quando giocava nel Manchester United - fece gestire il suo contratto da un milione di dollari come testimonial della Puma dalla Galena Mills Corporation, società domiciliata alle Isole Vergini guidata dalla madre dell'ex calciatore. Tra quelli in attività spicca un altro argentino: Leandro Ulloa, attacante del Leicester in testa alla Premier League inglese: il giocatore della squadra guidata da Claudio Ranieri è finito nel dossier sempre per un accordo sullo sfruttamento dei diritti d'immagine sottoscritto in passato con la Jump Drive Sport Rights LLC, società registrata a New York ma il cui titolare José Manuel Garcia Osuna risulta proprietario anche di alcune società offshore a Samoa. Ulloa ha spiegato di non aver più rapporti con il manager che ha dichiarato di non aver mai curati i diritti dell'argentino, ma di essersi "solo" occupato del suo trasferimento in una squadra della serie B spagnola, il Club Deportivo Castellon. Tra i nomi celebri emersi dai documenti spicca anche quello di Clarence Seedorf, l'unico calciatore delle storia ad aver vinto tre Champions League con tre squadre diverse (Ajax, Real Madrid e Milan): l'olandese, ex giocatore anche dell'Inter, figura nei documenti per la sponsorizzazione della sua scuderia di moto da corsa. La sua società firmò un contratto con Image Building Ltd - sede alla Isole Vergini -, ma dopo una serie di operazioni fu il marchio Morellato a sponsorizzare effettivemente il tema. Inoltre, l'accordo con Image Building aveva un valore di circa 600mila euro, ma il contratto venne rivenduto diverse volte fino a raggiungere la somma di tre milioni di euro. Seedorf, quindì, dichiarò "solo" un incasso da 600mila euro sui quali ha già pagato le tasse, ma è un mistero su cosa si accaduto ai restanti 2,4 milioni.
Trulli e Nico Rosberg. "Gli investimenti all'estero, se dichiarati, sono legali. Non ho nulla da nascondere, sono azionista della Basker Street su suggerimento di alcuni consulenti immobiliari, perché io mi muovo spesso in questo settore". Così l’ex pilota italiano di Formula Uno, Jarno Trulli, si è difeso dopo che il suo nome è emerso tra i file dello scandalo panamense. "Sono tranquillissimo. Quando ho letto il mio nome ovunque, su ogni giornale, anche straniero, mi sono fatto una risata. Insieme a mia moglie Barbara. Il mattone è il mio settore preferito, ma io investo ovunque, un po' in tutto il mondo, in America, Sud America, Uruguay - ha proseguito in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera - Vivo a Lugano, ho casa a Londra, altrove, in America, in Italia...Però le tasse le pago. Le mie società con base nel mio Paese pagano le tasse sugli utili prodotti. Nel rispetto della legge". Non si tratta dell’unico esponente della F1 coinvolto: anche Nico Rosberg e la Mercedes entrano nel caso. Secondo la tv tedesca ARD, il contratto tra il pilota che ha trionfato domenica in Bahrain e la scuderia che detiene il titolo costruttori è transitato dallo studio panamense Mossack Fonseca, specializzato in operazioni offshore.