MILANO - Le Borse europee trovano un mini-rimbalzo dopo le pesanti perdite della vigilia causate - oltre che dall'incertezza generalizzata - dai deludenti dati sul Pmi e dalla contrazione degli ordini alle fabbriche in Germania. Oggi si registra il calo della produzione industriale tedesca, che a febbraio è scesa dello 0,5% congiunturale. Il dato tuttavia è migliore delle previsioni degli analisti e così i listini del Vecchio continente chiudono la giornata in cauto rialzo. Londra sale dell'1,16%, Parigi dello 0,81%, mentre Milano strappa un +0,77%. Si rafforza sul finale anche Francoforte, che sale dello 0,64%. Andamento timidamente positivo anche per Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,65% a 17.717,14
punti, il Nasdaq avanza dell'1,59% a 4.920,71 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,1% a 2.067 punti.
A livello globale, d'altra parte, la situazione resta complicata. Ieri il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha messo in guardia da una ripresa troppo lenta e dai i rischi al ribasso sono aumentanti. Oggi gli investitori si preparano a leggere i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve: dopo le parole del governatore Janet Yellen che ha tagliato da quattro a due i rialzi dei tassi nel corso del 2016, gli investitori andranno alla ricerca di nuovi riferimenti circa il prossimo rialzo dei tassi.
Il petrolio quotato al Nymex accelera i rialzi e torna sopra i 37 dollari al barile (scadenza maggio), dopo il dato pubblicato dal dipartimento all'energia americano, che ha segnalato un calo inatteso delle scorte settimanali di greggio (-4,937 milioni di barili, mentre le stime erano per un rialzo di 3,3 milioni). Il ribasso è stato superiore anche rispetto a quanto anticipato dall'American petroleum institute, che aveva parlato di un calo di 4,3 milioni. Va detto che la produzione di greggio americana si è confermata al di sopra della soglia psicologica dei 9 milioni di barili al giorno. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a maggio hanno incrementato i rialzi, salendo del 3,1%, a 37,02 dollari al barile, mentre prima del dato si attestavano in aumento a 36,20 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 35,89 dollari al barile). Alla chiusura dei mercati europei, il contratto a maggio accelera ulteriormente e sale di 1,48 dollari, il 4,12%, a 37,37 dollari al barile (agenda dei mercati).
In Asia, intanto, cresce il settore dei servizi in Cina a marzo, secondo il Purchasing Managersa Index calcolato da Caixin, che il mese scorso ha raggiunto quota 52,2, contro il 51,2 di febbraio e rimane in territorio positivo. Sopra quota 50 la indice segnala una espansione del comparto, mentre al di sotto di questa soglia segna una contrazione. Il settore segnala un avanzamento anche nei dati calcolati dalla Ufficio Nazionale di Statistica cinese, pubblicati il 1 aprile scorso: a marzo il non manifatturiero cinese ha raggiunto quota 53,8 secondo i dati ufficiali, in crescita rispetto al 52,7 di febbraio scorso.
L'euro si riporta quasi alla soglia di 1,14 dollari in chiusura dei mercati (1,138), mentre contro lo yen passa di mano a 125,3. Lo spread torna in area 115 punti base (dai 117 punti della chiusura di ieri) con un rendimento del decennale italiano all'1,28%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo non è riuscita a interrompere la serie di sei sedute negative e il Nikkei termina col segno meno (-0,11%) sul finale di seduta a quota 15.715,36. Dopo aver toccato brevemente quota 109,22, la valuta nipponica scambia a 110,35 sul dollaro, in scia ad una svalutazione di quasi il 10% da inizio anno. In un'intervista al Wall Street Journal il premier giapponese Shinzo Abe ha affermato di escludere un ipotetico intervento della Banca centrale giapponese (BoJ) per frenare la recente fase di apprezzamento dello yen.
L'oro mantiene i rialzi degli ultimi giorni anche questa mattina sui mercati internazionali. In attesa delle minute della Fed che questa sera potrebbero dare indicazioni sul futuro andamento dei tassi in Usa, il metallo prezioso è quotato 1.229,82 dollari l'oncia, poco sotto i 1.231,35 dollari toccati ieri a Singapore quando aveva messo a segno un rialzo dell'1,3%, il più consistente dalla fine di marzo.
punti, il Nasdaq avanza dell'1,59% a 4.920,71 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,1% a 2.067 punti.
A livello globale, d'altra parte, la situazione resta complicata. Ieri il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha messo in guardia da una ripresa troppo lenta e dai i rischi al ribasso sono aumentanti. Oggi gli investitori si preparano a leggere i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve: dopo le parole del governatore Janet Yellen che ha tagliato da quattro a due i rialzi dei tassi nel corso del 2016, gli investitori andranno alla ricerca di nuovi riferimenti circa il prossimo rialzo dei tassi.
Il petrolio quotato al Nymex accelera i rialzi e torna sopra i 37 dollari al barile (scadenza maggio), dopo il dato pubblicato dal dipartimento all'energia americano, che ha segnalato un calo inatteso delle scorte settimanali di greggio (-4,937 milioni di barili, mentre le stime erano per un rialzo di 3,3 milioni). Il ribasso è stato superiore anche rispetto a quanto anticipato dall'American petroleum institute, che aveva parlato di un calo di 4,3 milioni. Va detto che la produzione di greggio americana si è confermata al di sopra della soglia psicologica dei 9 milioni di barili al giorno. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a maggio hanno incrementato i rialzi, salendo del 3,1%, a 37,02 dollari al barile, mentre prima del dato si attestavano in aumento a 36,20 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 35,89 dollari al barile). Alla chiusura dei mercati europei, il contratto a maggio accelera ulteriormente e sale di 1,48 dollari, il 4,12%, a 37,37 dollari al barile (agenda dei mercati).
In Asia, intanto, cresce il settore dei servizi in Cina a marzo, secondo il Purchasing Managersa Index calcolato da Caixin, che il mese scorso ha raggiunto quota 52,2, contro il 51,2 di febbraio e rimane in territorio positivo. Sopra quota 50 la indice segnala una espansione del comparto, mentre al di sotto di questa soglia segna una contrazione. Il settore segnala un avanzamento anche nei dati calcolati dalla Ufficio Nazionale di Statistica cinese, pubblicati il 1 aprile scorso: a marzo il non manifatturiero cinese ha raggiunto quota 53,8 secondo i dati ufficiali, in crescita rispetto al 52,7 di febbraio scorso.
L'euro si riporta quasi alla soglia di 1,14 dollari in chiusura dei mercati (1,138), mentre contro lo yen passa di mano a 125,3. Lo spread torna in area 115 punti base (dai 117 punti della chiusura di ieri) con un rendimento del decennale italiano all'1,28%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo non è riuscita a interrompere la serie di sei sedute negative e il Nikkei termina col segno meno (-0,11%) sul finale di seduta a quota 15.715,36. Dopo aver toccato brevemente quota 109,22, la valuta nipponica scambia a 110,35 sul dollaro, in scia ad una svalutazione di quasi il 10% da inizio anno. In un'intervista al Wall Street Journal il premier giapponese Shinzo Abe ha affermato di escludere un ipotetico intervento della Banca centrale giapponese (BoJ) per frenare la recente fase di apprezzamento dello yen.
L'oro mantiene i rialzi degli ultimi giorni anche questa mattina sui mercati internazionali. In attesa delle minute della Fed che questa sera potrebbero dare indicazioni sul futuro andamento dei tassi in Usa, il metallo prezioso è quotato 1.229,82 dollari l'oncia, poco sotto i 1.231,35 dollari toccati ieri a Singapore quando aveva messo a segno un rialzo dell'1,3%, il più consistente dalla fine di marzo.