Ecco quindi l'indicazione alla quale aspira il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "Gli investimenti fissi lordi nel 2015 sono cresciuti dello 0,8 per cento in termini reali. La componente degli investimenti pubblici è cresciuta dell’1,0 percento. Si tratta di un importante segnale di inversione di tendenza dopo anni di contrazione", annota il Def. "Tuttavia, per ritornare ad una crescita economica più sostenuta è necessario che il rapporto fra investimenti e Pil, che ha raggiunto un minimo di 16,5 per cento nel 2015, risalga nei prossimi anni verso il 20 per cento, dove si situava nel periodo pre-crisi". In soldoni, 3,5 punti percentuali di prodotto significa puntare a mobilitare 56 miliardi di investimenti in più.
| 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Indebitamento netto | -3 | -2,6 | -2,3 | -1,8 | -0,9 | 0,1 |
| Saldo primario | 1,6 | 1,6 | 1,7 | 2,0 | 2,7 | 3,6 |
| Interessi | 4,6 | 4,2 | 4,0 | 3,8 | 3,6 | 3,5 |
| Indebitamento netto strutturale | -0,8 | -0,6 | -1,2 | -1,1 | -0,8 | -0,2 |
| Variazione strutturale | -0,1 | 0,2 | -0,7 | 0,1 | 0,3 | 0,6 |
| Debito pubblico (lordo sostegni) | 132,5 | 132,7 | 132,4 | 130,9 | 128,0 | 123,8 |
| Debito pubblico (netto sostegni) | 128,8 | 129,1 | 129,0 | 127,5 | 124,7 | 120,6 |
Se si guarda alle tabelle del quadro macroeconomico programmatico, infatti, la voce degli investimenti è una di quelle che si rendono protagoniste dell'accelerazione più importante: gli investimenti sono stati infatti visti in crescita dello 0,8% nel 2015, per poi salire del 2,2% quest'anno e quindi intorno al 3% nel biennio a venire. Come aveva in qualche modo anticipato Padoan, la lente del governo si punta molto sul tema. Un box dedicato alle misure del pacchetto "Finanza per la crescita" spiega il loro impatto sull'economia italiana. Si va da quanto fatto nel recente passato, con gli interventi su innovazione, gli incentivi agli investimenti (Nuova Sabatini), i super-ammortamenti, i mini-bond e il sostegno alle forme di finanziamento delle Pmi, alle proposte per il futuro.
"I risultati della simulazione" effettuata dai tecnici "mostrano che gli effetti positivi di tali misure si traducono, già nel 2020, in maggiori investimenti dello 0,6 per cento e in maggiori volumi di prodotto dello 0,2 per cento. Nel lungo periodo, gli investimenti aumentano del 3,3 per cento, rispetto allo scenario base, e il Pil cresce dell’1,0 per cento". Per poi passare alle idee per il futuro, con il secondo pacchetto: "Il Governo intende introdurre un nuovo pacchetto di misure che sviluppino ulteriormente le direttrici di policy maturate nell’ambito dell’iniziativa 'Finanza per la crescita', rafforzando strumenti esistenti o introducendone di nuovi al fine di consolidare l’andamento positivo degli investimenti avvenuto nel 2015", da adottare nel corso del 2016, verosimilmente già entro maggio.
Il Def del governo, le misure in rampa di lancio
Quattro punti caratterizzano il Def, per come lo descrive nella sua introduzione il ministro Pier Carlo Padoan: "Una costante azione di riforma strutturale del Paese e di stimolo agli investimenti, privati e pubblici; una impostazione della politica di bilancio al tempo stesso favorevole alla crescita e volta ad assicurare un graduale ma robusto consolidamento delle finanze pubbliche, tale da ridurre in misura via via crescente il rapporto tra debito e Pil; la riduzione del carico fiscale, che si associa a una maggiore efficienza della spesa e dell’azione delle pubbliche amministrazioni; il miglioramento del business environment e della capacità competitiva del sistema Italia". Ecco alcune delle misure per la crescita messe in cantiere dal governo.