La scommessa del Def: 56 mld di investimenti all'anno in più
Raffaele Ricciardi, a cura di RAFFAELE RICCIARDIIl Documento di economia e finanza indica le nuove priorità per la ripresa, trainata nei mesi scorsi prima dall'export e poi dai consumi. L'obiettivo dichiarato è far risalire la quota di investimenti dal 16,5 al 20 per cento del Prodotto interno lordo
MILANO - Passato l'abbrivio di export e consumi interni, è il giunto il momento che a tirare la crescita italiana siano gli investimenti. E' uno dei tanti aspetti che emergono alla lettura del Documento di economia e finanza licenziato venerdì sera dal governo Renzi. Un capitolo del Programma nazionale di riforma, documento che deve andare a Bruxelles insieme alle stime macro per l'Italia, è dedicato infatti a competitività e investimenti, che vengono indicati come "le priorità per la crescita".
Ecco quindi l'indicazione alla quale aspira il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "Gli investimenti fissi lordi nel 2015 sono cresciuti dello 0,8 per cento in termini reali. La componente degli investimenti pubblici è cresciuta dell’1,0 percento. Si tratta di un importante segnale di inversione di tendenza dopo anni di contrazione", annota il Def. "Tuttavia, per ritornare ad una crescita econo…
Ecco quindi l'indicazione alla quale aspira il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "Gli investimenti fissi lordi nel 2015 sono cresciuti dello 0,8 per cento in termini reali. La componente degli investimenti pubblici è cresciuta dell’1,0 percento. Si tratta di un importante segnale di inversione di tendenza dopo anni di contrazione", annota il Def. "Tuttavia, per ritornare ad una crescita econo…
MILANO - Passato l'abbrivio di export e consumi interni, è il giunto il momento che a tirare la crescita italiana siano gli investimenti. E' uno dei tanti aspetti che emergono alla lettura del Documento di economia e finanza licenziato venerdì sera dal governo Renzi. Un capitolo del Programma nazionale di riforma, documento che deve andare a Bruxelles insieme alle stime macro per l'Italia, è dedicato infatti a competitività e investimenti, che vengono indicati come "le priorità per la crescita".
Ecco quindi l'indicazione alla quale aspira il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "Gli investimenti fissi lordi nel 2015 sono cresciuti dello 0,8 per cento in termini reali. La componente degli investimenti pubblici è cresciuta dell’1,0 percento. Si tratta di un importante segnale di inversione di tendenza dopo anni di contrazione", annota il Def. "Tuttavia, per ritornare ad una crescita economica più sostenuta è necessario che il rapporto fra investimenti e Pil, che ha raggiunto un minimo di 16,5 per cento nel 2015, risalga nei prossimi anni verso il 20 per cento, dove si situava nel periodo pre-crisi". In soldoni, 3,5 punti percentuali di prodotto significa puntare a mobilitare 56 miliardi di investimenti in più.
Se si guarda alle tabelle del quadro macroeconomico programmatico, infatti, la voce degli investimenti è una di quelle che si rendono protagoniste dell'accelerazione più importante: gli investimenti sono stati infatti visti in crescita dello 0,8% nel 2015, per poi salire del 2,2% quest'anno e quindi intorno al 3% nel biennio a venire. Come aveva in qualche modo anticipato Padoan, la lente del governo si punta molto sul tema. Un box dedicato alle misure del pacchetto "Finanza per la crescita" spiega il loro impatto sull'economia italiana. Si va da quanto fatto nel recente passato, con gli interventi su innovazione, gli incentivi agli investimenti (Nuova Sabatini), i super-ammortamenti, i mini-bond e il sostegno alle forme di finanziamento delle Pmi, alle proposte per il futuro.
"I risultati della simulazione" effettuata dai tecnici "mostrano che gli effetti positivi di tali misure si traducono, già nel 2020, in maggiori investimenti dello 0,6 per cento e in maggiori volumi di prodotto dello 0,2 per cento. Nel lungo periodo, gli investimenti aumentano del 3,3 per cento, rispetto allo scenario base, e il Pil cresce dell’1,0 per cento". Per poi passare alle idee per il futuro, con il secondo pacchetto: "Il Governo intende introdurre un nuovo pacchetto di misure che sviluppino ulteriormente le direttrici di policy maturate nell’ambito dell’iniziativa 'Finanza per la crescita', rafforzando strumenti esistenti o introducendone di nuovi al fine di consolidare l’andamento positivo degli investimenti avvenuto nel 2015", da adottare nel corso del 2016, verosimilmente già entro maggio.
Ecco quindi l'indicazione alla quale aspira il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "Gli investimenti fissi lordi nel 2015 sono cresciuti dello 0,8 per cento in termini reali. La componente degli investimenti pubblici è cresciuta dell’1,0 percento. Si tratta di un importante segnale di inversione di tendenza dopo anni di contrazione", annota il Def. "Tuttavia, per ritornare ad una crescita economica più sostenuta è necessario che il rapporto fra investimenti e Pil, che ha raggiunto un minimo di 16,5 per cento nel 2015, risalga nei prossimi anni verso il 20 per cento, dove si situava nel periodo pre-crisi". In soldoni, 3,5 punti percentuali di prodotto significa puntare a mobilitare 56 miliardi di investimenti in più.
| 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Indebitamento netto | -3 | -2,6 | -2,3 | -1,8 | -0,9 | 0,1 |
| Saldo primario | 1,6 | 1,6 | 1,7 | 2,0 | 2,7 | 3,6 |
| Interessi | 4,6 | 4,2 | 4,0 | 3,8 | 3,6 | 3,5 |
| Indebitamento netto strutturale | -0,8 | -0,6 | -1,2 | -1,1 | -0,8 | -0,2 |
| Variazione strutturale | -0,1 | 0,2 | -0,7 | 0,1 | 0,3 | 0,6 |
| Debito pubblico (lordo sostegni) | 132,5 | 132,7 | 132,4 | 130,9 | 128,0 | 123,8 |
| Debito pubblico (netto sostegni) | 128,8 | 129,1 | 129,0 | 127,5 | 124,7 | 120,6 |
Se si guarda alle tabelle del quadro macroeconomico programmatico, infatti, la voce degli investimenti è una di quelle che si rendono protagoniste dell'accelerazione più importante: gli investimenti sono stati infatti visti in crescita dello 0,8% nel 2015, per poi salire del 2,2% quest'anno e quindi intorno al 3% nel biennio a venire. Come aveva in qualche modo anticipato Padoan, la lente del governo si punta molto sul tema. Un box dedicato alle misure del pacchetto "Finanza per la crescita" spiega il loro impatto sull'economia italiana. Si va da quanto fatto nel recente passato, con gli interventi su innovazione, gli incentivi agli investimenti (Nuova Sabatini), i super-ammortamenti, i mini-bond e il sostegno alle forme di finanziamento delle Pmi, alle proposte per il futuro.
"I risultati della simulazione" effettuata dai tecnici "mostrano che gli effetti positivi di tali misure si traducono, già nel 2020, in maggiori investimenti dello 0,6 per cento e in maggiori volumi di prodotto dello 0,2 per cento. Nel lungo periodo, gli investimenti aumentano del 3,3 per cento, rispetto allo scenario base, e il Pil cresce dell’1,0 per cento". Per poi passare alle idee per il futuro, con il secondo pacchetto: "Il Governo intende introdurre un nuovo pacchetto di misure che sviluppino ulteriormente le direttrici di policy maturate nell’ambito dell’iniziativa 'Finanza per la crescita', rafforzando strumenti esistenti o introducendone di nuovi al fine di consolidare l’andamento positivo degli investimenti avvenuto nel 2015", da adottare nel corso del 2016, verosimilmente già entro maggio.