BERLINO - Dieci punti raccolti in tre pagine. È il documento con cui Wolfgang Schaeuble si vuole presentare alla fine di questa settimana agli incontri di primavera del Fondo monetario internazionale per dimostrare l'impegno della Germania nella lotta globale contro le frodi fiscali e l'evasione delle tasse. Il testo, ottenuto da La Repubblica, è esplicitamente una risposta ai Panama Papers, che secondo il ministro delle Finanze tedesco "confermano ulteriormente che è stato giusto muovere passi internazionali contro la frode fiscale e le pratiche fiscali scorrette. Gli attuali avvenimenti devono spingerci ad andare oltre".
Il documento ricorda che quasi 100 Stati partecipano ormai all'accordo internazionale sullo scambio automatico di informazioni fiscali che dovrebbe entrare in vigore nel 2017; il primo punto è intitolato proprio "Panama deve cooperare". Schaeuble punta ad aumentare le pressioni sul paradiso fiscale del Cen…
Schaeuble: "Ecco il piano tedesco al Fmi contro le frodi fiscali"
Tonia Mastrobuoni, dal nostro corrispondente TONIA MASTROBUONIIl documento. Il ministro delle Finanze tedesco presenterà al Fondo monetario internazionale un decalogo da adottare a livello globale per colpire i paradisi fiscali
BERLINO - Dieci punti raccolti in tre pagine. È il documento con cui Wolfgang Schaeuble si vuole presentare alla fine di questa settimana agli incontri di primavera del Fondo monetario internazionale per dimostrare l'impegno della Germania nella lotta globale contro le frodi fiscali e l'evasione delle tasse. Il testo, ottenuto da La Repubblica, è esplicitamente una risposta ai Panama Papers, che secondo il ministro delle Finanze tedesco "confermano ulteriormente che è stato giusto muovere passi internazionali contro la frode fiscale e le pratiche fiscali scorrette. Gli attuali avvenimenti devono spingerci ad andare oltre".
Il documento ricorda che quasi 100 Stati partecipano ormai all'accordo internazionale sullo scambio automatico di informazioni fiscali che dovrebbe entrare in vigore nel 2017; il primo punto è intitolato proprio "Panama deve cooperare". Schaeuble punta ad aumentare le pressioni sul paradiso fiscale del Centro America perché aderisca ai quasi 100 Paesi che si scambieranno dati sui conti a partire dal 2017. Certo, bisogna distinguere "tra scatole vuote e società offshore" - il ministro risponde così anche a chi chiedeva nel suo governo un divieto tout court delle società di comodo: niente divieti. Tuttavia, "se Panama non coopera velocemente, ci impegneremo perché certi affari che si trattano a Panama vengano banditi al livello internazionale".
Il politico cristianodemocratico è anche convinto che "servano criteri unitari" per determinare la "lista nera" dei Paesi che favoriscono l'evasione e l'elusione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco, possibilmente sotto la guida di un organizzazione internazionale come l'Ocse. Che dovrebbe anche sorvegliare la lista degli Stati che aderiranno volontariamente allo scambio di informazioni. L'Ocse monitora già la realizzazione del Beps, un'agenda di 15 impegni assunti dal G20 nel 2013 sul fronte fiscale.
Un punto importante del documento di Schaeuble è la proposta di accelerare sul registro internazionale anti-riciclaggio, creato per stanare chi si nasconde dietro le società offshore. È già parte di una direttiva europea, ma i tedeschi vogliono accorciare i tempi sia per completare in Germania la lista di chi si cela dietro le società offshore, sia per allargarla a livello globale: l'obiettivo è "una soluzione globale" per una maggiore trasparenza. Schaeuble propone anche che quei registri vengano messi in rete e condivisi sia con le Ong sia con i giornalisti.
Berlino vorrebbe mettere nel mirino anche le banche che consigliano paradisi offshore ai loro clienti e aggravare le sanzioni amministrative per le aziende: "come negli Usa, dobbiamo fare in modo che anche in Germania e in Europa le multe comminate dalle autorità di vigilanza siano maggiori". Infine, il ministro avverte gli evasori fiscali: "Non deve essere consentito si facciano scudo della prescrizione".
Il documento ricorda che quasi 100 Stati partecipano ormai all'accordo internazionale sullo scambio automatico di informazioni fiscali che dovrebbe entrare in vigore nel 2017; il primo punto è intitolato proprio "Panama deve cooperare". Schaeuble punta ad aumentare le pressioni sul paradiso fiscale del Centro America perché aderisca ai quasi 100 Paesi che si scambieranno dati sui conti a partire dal 2017. Certo, bisogna distinguere "tra scatole vuote e società offshore" - il ministro risponde così anche a chi chiedeva nel suo governo un divieto tout court delle società di comodo: niente divieti. Tuttavia, "se Panama non coopera velocemente, ci impegneremo perché certi affari che si trattano a Panama vengano banditi al livello internazionale".
Il politico cristianodemocratico è anche convinto che "servano criteri unitari" per determinare la "lista nera" dei Paesi che favoriscono l'evasione e l'elusione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco, possibilmente sotto la guida di un organizzazione internazionale come l'Ocse. Che dovrebbe anche sorvegliare la lista degli Stati che aderiranno volontariamente allo scambio di informazioni. L'Ocse monitora già la realizzazione del Beps, un'agenda di 15 impegni assunti dal G20 nel 2013 sul fronte fiscale.
Un punto importante del documento di Schaeuble è la proposta di accelerare sul registro internazionale anti-riciclaggio, creato per stanare chi si nasconde dietro le società offshore. È già parte di una direttiva europea, ma i tedeschi vogliono accorciare i tempi sia per completare in Germania la lista di chi si cela dietro le società offshore, sia per allargarla a livello globale: l'obiettivo è "una soluzione globale" per una maggiore trasparenza. Schaeuble propone anche che quei registri vengano messi in rete e condivisi sia con le Ong sia con i giornalisti.
Berlino vorrebbe mettere nel mirino anche le banche che consigliano paradisi offshore ai loro clienti e aggravare le sanzioni amministrative per le aziende: "come negli Usa, dobbiamo fare in modo che anche in Germania e in Europa le multe comminate dalle autorità di vigilanza siano maggiori". Infine, il ministro avverte gli evasori fiscali: "Non deve essere consentito si facciano scudo della prescrizione".