Economia

La Casaleggio Associati tra internet e start up

L'ultimo bilancio disponibile del gruppo del guru pentastellato (quello del 2014) registra 1,5 milioni di ricavi e un passivo di 151mila euro. Il figlio Davide ha il 30% della società (come il padre) il resto è diviso tra alcuni amici storici ed ex manager Webegg. Pochi utili dagli intrecci con la politica.

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MILANO - E' la sede legale del Movimento 5Stelle. I suoi affari (la gestione del sito di Beppe Grillo, le parlamentarie e così via) sono intrecciati a filo doppio, anche dal punto di vista economico, con le attività pentastellate. Eppure i bilanci ufficiali della Casaleggio associati non aiutano certo a farsi un'idea di come funziona il business del gruppo. L'ultimo disponibile, quello del 2014, sono 15 pagine fitte di numeri senza nemmeno la classica "Relazione sulla gestione", il vademecum necessario per capire davvero come si formano le entrate, la struttura dei costi e come si arriva al risultato finale della società, che quell'anno è stata una perdita di 151mila euro. L'azienda, questa è storia, è stata fondata dal Gianroberto Casaleggio nel 2004. E da allora ha mantenuto in apparenza un andamento industriale costante, che pare non essere stato intaccato più di tanto dal boom del movimento di Grillo. Anzi, nel 2007 il fatturato era di 2,7 milioni, molti di più degli 1,5 del 2014 e l'utile viaggiava a 617mila euro.

Il sito del gruppo racconta di una realtà nata con l'obiettivo di "sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi di settore, articoli, pubblicazioni, newsletter e seminari, finalizzati a fornire supporto e orientamento alle organizzazioni che approcciano il mondo digitale". Entrate e utili sono garantiti da "servizi di consulenza strategica per la presenza in rete" all'interno di un business che ha figliato attività editoriali (con i libri e gli e-book di Adagio) e iniziative collaterali come, ad esempio, le royalty sulle vendite di biglietti per i tour dell'ex-comico. Il controllo dell'azienda è saldamente in mano alla famiglia Casaleggio, con il 30% di Gianroberto e una quota identica in portafoglio al figlio Davide. Accanto a loro ci sono soci storici come Luca Eleuteri (20%) e Mario Bucchich (5%), già compagni d'avventura dello scomparso guro dei 5Stelle in Webegg (una controllata di Telecom Italia) a inizio millennio. Nel 2015 sono entrati nell'azionariato altri due partner di vecchia data della società, Maurizio Benzi (7,5%) e Marco Maiocchi (7,5%). Di soddisfazioni, a dire il vero, gli azionisti non ne hanno mai avute molte. Il superlavoro per il Movimento di Grillo, in base ai documenti ufficiali, non ha mai reso molto, malgrado l'esplosizione di traffico di utenti generati dall'ingresso in politica dell'ex-comico. Le cose erano partite benissimo nei primi cinque anni di vita, quando i soci si sono divisi tra di loro dividendi complessivi per 1,7 milioni. Poi la Casaleggio Associati ha chiuso i cordoni della Borsa, riaprendoli solo una tantum per girare ai suoi proprietari 245mila euro di cedole nel 2013. A dar fiato ai conti non è servita nemmeno la decisione di aprire agli spot nel 2012 il sito Beppegrillo.it. "Senza pubblicità l'informazione online chiude" disse allora il numero uno dell'azienda.

Il bilancio del 2014 in particolare ha un andamento inversamente proporzionale alla crescita nei sondaggi del movimento che ruota attorno ai siti gestiti dalla società. Il giro d'affari è crollato da 2,1 milioni a 1,5 e i lievi tagli ai costi non sono bastati ad evitare ai conti di chiudere in passivo per 151mila euro rispetto all'utile di 255mila eeuro dell'anno precedente. In assenza di spiegazioni in bilancio (nel 2013 almeno c'erano ben sette righe di "Relazione sulla gestione") l'unica spiegazione plasuibile è la fine del contratto con l'editore Mauri Spagnol per cui il gruppo gestiva la comunicazione e il blog cadoinpiedi.it, community degli autori di Chiarelettere.