✕

Inps, arriva la circolare sul congedo per le donne vittime violenza

L'Istituto dirama il documento atteso dal giugno scorso, dopo le rivelazioni di Repubblica.it
2 minuti di lettura
MILANO - Arriva la circolare dell'Inps che completa il percorso avviato dal Jobs Act per concedere il congedo alle donne vittime di violenza di genere: il tassello che, come svelato da Repubblica.it, mancava da nove mesi e impediva la quadratura del cerchio su una norma molto attesa dalle donne e non solo.

L'Istituto ha diramato la circolare numero 65 che riguarda proprio l'indennità che spetta alle dipendenti del settore privato vittime di violenza di genere, ad esclusione di quelle occupate come lavoratrici domestiche e familiari. Un problema quanto mai diffuso, se si considera che una donna su tre è stata vittima di violenza nel corso della sua vita.

Il documento, finalmente diramato a firma del direttore generale Cioffi, chiarisce che per ottenere il congedo e l'indennità occorre avere un rapporto di lavoro attivo ed essere inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri anti violenza o dalle Case …
MILANO - Arriva la circolare dell'Inps che completa il percorso avviato dal Jobs Act per concedere il congedo alle donne vittime di violenza di genere: il tassello che, come svelato da Repubblica.it, mancava da nove mesi e impediva la quadratura del cerchio su una norma molto attesa dalle donne e non solo.

L'Istituto ha diramato la circolare numero 65 che riguarda proprio l'indennità che spetta alle dipendenti del settore privato vittime di violenza di genere, ad esclusione di quelle occupate come lavoratrici domestiche e familiari. Un problema quanto mai diffuso, se si considera che una donna su tre è stata vittima di violenza nel corso della sua vita.

Il documento, finalmente diramato a firma del direttore generale Cioffi, chiarisce che per ottenere il congedo e l'indennità occorre avere un rapporto di lavoro attivo ed essere inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri anti violenza o dalle Case Rifugio. Il congedo, dice ancora la circolare, spetta per un periodo massimo di 3 mesi (90 giorni di astensione effettiva dall'attività lavorativa) e va utilizzato entro i 3 anni dalla data di inizio del percorso di protezione certificato. Un periodo che la responsabile del Telefono Rosa, Gabriella Moscatelli, ha descritto come "insufficiente a lasciarsi alle spalle la difficoltà", ma che "almeno permette di allontarsi dalla vita di tutti i giorni. Tre mesi possono aiutare a maturare la consapevolezza di intraprendere un percorso e a non sentirsi più colpevoli, ma vittime".

Il congedo, spiega di nuovo la circolare, può essere effettuato in coincidenza di giornate nelle quali è previsto lo svolgimento della prestazione lavorativa, ad esclusione dei giorni festivi e dei periodi di sospensione dell'attività lavorativa o di aspettativa o dei giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro e potrà essere utilizzato in modalità giornaliera o oraria. In ogni caso, per le giornate di congedo utilizzate per svolgere i percorsi di protezione è corrisposta un'indennità giornaliera pari al 100% dell'ultima retribuzione. In caso di fruizione oraria, invece, l'indennità è pagata in misura pari alla metà dell'indennità giornaliera.

Il provvedimento odierno dell'Inps serve ad "assicurare la congruità delle indennità anticipate dal datore di lavoro ed il relativo conguaglio, per il monitoraggio della spesa, nonché per gli aspetti afferenti alla contribuzione figurativa ai fini pensionistici", dettaglia l'Istituto in risposta a Repubblica.it, aggiungendo di aver lavorato con il Ministero del Lavoro al fine di predisporla. Quindi, le lavoratrici che hanno già chiesto alle aziende periodi di congedo dall'entrata in vigore della riforma (il giorno dopo la pubblicazione del decreto, cioè il 25 giugno, è maturato per loro tale diritto) ad oggi, devono presentare "una domanda anche per tali periodi, in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati".

"Se anche la norma era in punta di diritto immediatamente attuabile", obietta però Corrado Ezio Barachetti della Cgil, esperto del lavoro per conto del sindacato, "nei fatti questa circolare era necessaria per darle concretezza: il problema, fino ad oggi, è che nessuna struttura territoriale dell'Inps aveva le informazioni operatve per gestire la richiesta della domanda da parte delle lavoratrici. Informazioni che sono state diffuse proprio ora".