Economia

Panama papers, si dimette ministro Industria spagnolo

José Manuel Soria Lopez lascia anche la carica di deputato e presidente del Partito Popolare. Marchionne a Cnh Industrial: "Nessuno dei nostri nomi su quella lista, noi sempre trasparenti"

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ROMA - Lo scandalo Panama papers continua a mietere vittime, dopo le rivelazioni contenute nei documenti usciti dallo studio legale panamense Mossack Fonseca che hanno svelato il ricorso da parte delle élite mondiali ai paradisi fiscali: il ministro spagnolo dell'Industria, José Manuel Soria Lopez, si è dimesso dal suo incarico e da deputato del Partito
Popolare.

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Soria, il cui nome è tra le migliaia di personalità e vip che hanno evaso il fisco tramite società offshore, ha spiegato di lasciare l'incarico "alla luce della serie di errori commessi negli ultimi giorni, nello spiegare le mie attività imprenditoriali e in considerazione dell'evidente danno che questa situazione comporta per il governo spagnolo".

Lunedì scorso, El Confidencial e La Sexta hanno pubblicato dei documenti nei quali Soria compariva come direttore di una compagnia offshore panamense nel 1992. Il ministro ha smentito di avere conti nei paradisi fiscali, ma dopo "un confronto con il premier" Mariano Rajoy ha deciso di presentare le dimissioni. Madrid potrebbe dover indire nuove elezioni dopo quelle di dicembre da cui non è emerso un vincitore con una maggioranza abbastanza solida per formare un nuovo esecutivo.

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Esclude il coinvolgimento di tutti i membri di Cnh Industrial nella vicenda Sergio Marchionne, parlando all'assemblea degli azionisti: "La questione dei Panama papers è diventata importante, ma nessuno dei nostri nomi è su quella lista - ha chiarito -. Ci sta molto a cuore la credibilità dela società e il caso della lista di Panama dimostra fino a che punto società come la nostra vengono seguite molto da vicino, come tutte le grandi corporations. Noi abbiamo sempre rispettato tutte le legislazioni in vigore e siamo sempre molto trasparenti".

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Ma sullo scandalo l'attenzione resta alta, tanto da spingere i personaggi coinvolti a dare pubbliche spiegazioni, come è avvenuto per il premier inglese, David Cameron, o a difendersi dalle accuse. Ieri è toccato al regista e attore romano, Carlo Verdone: finito nel filone italiano dell'inchiesta giornalistica, Verdone ha  scritto su Facebook, dichiarandosi estraneo alla vicenda: "Non ho soldi o immobili a Panama, non ho mai pianificato di trasferire denaro in quel luogo. E, attenzione, non ho mai incaricato nessuno di aprire società ed esserne socio".

Governo Panama: "Rispetteremo
scambio informazioni". Mentre proseguono le indagini, il governo di Panama fa sapere che intende rispettare lo standard internazionale per lo scambio automatico di informazioni fiscali. "Abbiamo ribadito il nostro pieno impegno a cooperare con la comunità internazionale durante le indagini e a continuare a mettere in opera riforme significative per rafforzare la trasparenza della nostra cornice finanziaria e legale", ha assicurato Ivan Zarak, ministro dell'Economia del paese centroamericano.