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La Cechia è il nuovo Eldorado: investe in Europa e attira capitali mondiali

Il gigante cèco dell'energia Eph ha annunciato che rileverà le miniere di carbone e le centrali a carbone in Germania del colosso svedese Vattenfall.Skoda e la sua tecnologia sono il fiore all'occhiello del Paese. Pechino ha eletto Praga a suo nuovo partner privilegiato
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BERLINO - Sono la location favorita per gli investimenti internazionali nell'Europa di mezzo, ma adesso anche loro investono all'estero. Persino in Germania. Parliamo della cara, civilissima Cechia, come la Repubblica cèca ha infine deciso di ribattezzarsi per voglia di riscoprire la sua identità nazionale pur non sciovinista. Poche ore fa il gigante cèco dell'energia Eph - Energeticky a prumyslovy holding - ha annunciato che rileverà le miniere di carbone e le centrali a carbone in Germania del colosso svedese Vattenfall. L'ok finale è in mano al governo svedese, ma appare scontato.

Non si parla ancora di prezzo, e Vattenfall aveva deciso di disinvestire dal carbone. Però nella Germania prima potenza economica europea, decisa a restare paese esportatore netto di energia anche nonostante l'addio al nucleare decretato da Angela Merkel per ragioni politiche dopo la catastrofe di Fukushima, quel comparto della produzione di …
BERLINO - Sono la location favorita per gli investimenti internazionali nell'Europa di mezzo, ma adesso anche loro investono all'estero. Persino in Germania. Parliamo della cara, civilissima Cechia, come la Repubblica cèca ha infine deciso di ribattezzarsi per voglia di riscoprire la sua identità nazionale pur non sciovinista. Poche ore fa il gigante cèco dell'energia Eph - Energeticky a prumyslovy holding - ha annunciato che rileverà le miniere di carbone e le centrali a carbone in Germania del colosso svedese Vattenfall. L'ok finale è in mano al governo svedese, ma appare scontato.

Non si parla ancora di prezzo, e Vattenfall aveva deciso di disinvestire dal carbone. Però nella Germania prima potenza economica europea, decisa a restare paese esportatore netto di energia anche nonostante l'addio al nucleare decretato da Angela Merkel per ragioni politiche dopo la catastrofe di Fukushima, quel comparto della produzione di energia resta insostituibile, per quanto più inquinante dell'atomo a breve. La novità è che arrivi un investitore 'venuto dal freddo', come avremmo detto prima del 1989, insomma uno di quei paesi che impropriamente chiamiamo "paesi dell'Est". Sebbene geograficamente Praga sia più a ovest di Vienna.

E' un successo del paese che dobbiamo ancora abituarci a chiamare Cechia (finora erano troppo timidi loro, come il buon soldato Svejk) e che come Cecoslovacchia, negli anni Venti e Trenta, fu la sesta potenza industriale del mondo, culla di eccellenze e innovazioni tecnologiche entrate poi nel nostro quotidiano, dalle lenti a contatto al motore Porsche. I dati generali parlano chiaro, li enunciano le agenzie di rating internazionali e la Kpmg tedesca: la Cechia ha sorpassato Polonia e Ungheria come mèta preferita di investimenti internazionali nell'Europa di mezzo, in quei paesi sottoposti al dominio coloniale sovietico fino al 1989.

Il rating è superiore: per i cèchi A1 econdo Moody's, AA+ secondo Standard&Poor, contro rispettivamente BA1 e BB+ per l'Ungheria e A2 e A- per la Polonia. La 'attractiveness' cèca per gli investitori globali è al livello di quella èstone, giapponese o cilena. La crescita annua del prodotto interno lordo è mediamente alta per l'Unione europea, cioè 2,4-2,5 per cento con un'impennata del 4,2 per cento l'anno scorso. L'inflazione è dello 0,3-0,4 (i cechi sperano che almeno salga un po' all'1,4 per cento), la disoccupazione è in calo, dal 6,1 del 2014 al 5,6 previsto per quest'anno.

Quali sono, per gli investitori internazionali, gli atouts della Cechia? Kpmg e le agenzie di rating le elencano veloci: location centralissima in Europa, ottime infrastrutture e trasporti ferroviari e aerei, dai treni italiani Pendolino all'ipermoderno aeroporto Vaclav Havel di Praga. Alta tradizione industriale e industrializzazione, manodopera di prezzo modico ma qualificatissima, politica (chiunque governi) mirata ad attirare investimenti qualificati: sconti fiscali e aiuti con i fondi di coesione Ue se sono investimenti reali e non speculativi. I risultati si vedono: quando parliamo di Skoda tutti pensano alla fabbrica d'auto rilevata da Volkswagen, pochi sanno che Skoda produce ed esporta anche macchinari industriali e locomotori elettrici da oltre 200 orari. O che Aero Vodochody, industria aeronautica locale, produce un jet d'attacco leggero grosso modo paragonabile allo Amx 'Ghibli' italiano, cioè un livello tecnologico che polacchi e ungheresi sognano.

Infine ma non ultimo, la Cechia ha movimenti estremisti e xenofobi come ormai ogni paese europeo, ma non vive una svolta autocratica-autoritaria-euroscettica, al contrario di Varsavia e Budapest. Non hanno star politiche eredi di Havel o Dubcek, però sanno essere pragmatici. Non a caso, nell'ultimo viaggio all'estero (oltre Atlantico), il presidente cinese Xi Jinping ha scelto Praga come unica tappa. Per negoziare di una special relationship e pilotare alti investimenti cinesi sulla Moldava, nonostante il rallentamento della crescita della Repubblica popolare. Se guarda così lontano in un paese così piccolo, per le barzellette cinesi "piccolo come il numero d'ospiti d'un grande albergo", il compagno Xi avrà pure la sua convenienza, si direbbe.