Dopo otto anni, i metalmeccanici tornano uniti. E sciolgono le loro bandiere nei cortei di Milano, Reggio Emilia e Roma. Fiom, Fim e Uilm danno voce dunque ai loro leader per rimarcare uno sciopero unitario che mancava dal 2008. Maurizio Landini, leader della Fiom-Cgil, parla a Milano. Marco Bentivogli, segretario della Fim-Cisl, è a Napoli. A Reggio Emilia il numero uno della Uilm Rocco Palombella guida il presidio davanti alla fabbrica del presidente di Federmeccanica Fabio Storchi. La stessa Federmeccanica la cui proposta di rinnovo del contratto non piace ai sindacati. Nella sua piattaforma Storchi propone di limitare gli aumenti salariali a livello nazionale solo a chi è sotto il minimo. Una parte dei lavoratori che secondo i sindacati non supera il 5% del totale. Resterebbe dunque escluso dagli aumenti nazionali il 95% dei dipendenti, ai quali si aprirebbe però la porta della contrattazione aziendale, con incrementi legati alla produttività e benefit di welfare aziendale e sanità integrativa. Un "rinnovamento contrattuale", lo definisce Storchi. Non un semplice rinnovo. Rivoluzione però mal digerita dai sindacati che partiti divisi, con proposte diversi, cammin facendo si sono ricompattati. Fino allo sciopero nazionale unitario.
"Vogliamo un contratto degno", urla da Milano Maurizio Landini, numero uno Fiom. "O Federmeccanica cambia posizione o avanti con la lotta", incalza Carmelo Barbagallo, leader Uil. Mentre Susanna Camusso, segretario generale Cgil, reputa "inaccettabile svilire il contratto nazionale, scardinandolo sul piano dell'universalità dei minimi contrattuali". Risponde Federmeccanica: "Da noi proposta epocale".
Prime adesioni. "Ovunque sopra il 70%, ma sono moltissime le fabbriche svuotate", dice il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, alla partenza del corteo di Napoli. "Smentite categoricamente le previsioni del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi. I lavoratori hanno capito che bisogna cambiare. Dopo una crisi che ha scaricato a terra centinaia di migliaia di lavoratori, serve un contratto di svolta ma per tutti e che spinga alla diffusione della contrattazione aziendale e territoriale. E' stata Federmeccanica a volere il muro contro muro. Dai metalmeccanici, oggi, il messaggio è chiaro e forte: riaprite subito il negoziato". "Dopo otto anni, sciopero unitario dei Metalmeccanici, per il contratto. Bentornati", Scrive su facebook Antonio Bassolino.
Landini. "Scendiamo in pazza unitariamente per cambiare le politiche sbagliate di Federmeccanica e del governo. Perché uniti possiamo davvero convincere le imprese". Così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, all'apertura del corteo milanese che da Piazza San Babila percorre le vie del centro fino a raggiungere la sede di Assolombarda. "Il governo dovrebbe fare un provvedimento urgente per defiscalizzare gli aumenti dei contratti nazionali di lavoro", chiede Landini. "Il governo ne ha fatte già abbastanza a favore delle imprese. Ora servirebbe una defiscalizzazione degli aumenti contrattuali non solo dei metalmeccanici, perché molte categorie sono senza contratto nazionale. Milioni di persone. Questo è il momento per il Paese di far ripartire l'economia". "La riuscita dello sciopero - prosegue Landini - dimostra come i metalmeccanici vogliono un nuovo contratto nazionale, un loro chiaro diritto: Federmeccanica da domani deve risedersi al tavolo delle trattative, non credo voglia assumersi la responsabilità di uno scontro del quale adesso il Paese non ha bisogno".
Torino. Centinaia di tute blu si sono date appuntamento davanti all'Unione Industriale di Torino per partecipare al presidio promosso da Fim, Fiom e Uilm torinesi in occasione dello sciopero nazionale di quattro ore a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. "Federmeccanica insiste sul salario di garanzia - commenta Dario Basso per la Uilm - ma l'unica garanzia che avranno è l'opposizione dei lavoratori a questa idea. Dignità e difesa del contratto, i lavoratori di Torino non si arrenderanno". "I lavoratori sono molto più numerosi di quanto ci aspettassimo, è il miglior segnale che ci si potesse dare a Federmeccanica", aggiunge Federico Bellono segretario provinciale Fiom Torino. Secondo i sindacati, le adesioni nelle fabbriche del torinese oscillano tra l'80 e il 90% con punte del 95%.
Genova. Lavoratori metalmeccanici in piazza anche a Genova per manifestare contro le proposte avanzate da Federmeccanica e Assital al tavolo nazionale dove da oltre sei mesi si discute del rinnovo del contratto di categoria. Circa duecento lavoratori si è dato appuntameto nei giardini davanti la stazione ferroviaria di Brignole, all'altezza di piazza della Vittoria. La trattativa coinvolge quasi 40 mila lavoratori in Liguria. La concentrazione maggiore in provincia di Genova e La Spezia.
"Vogliamo un contratto degno", urla da Milano Maurizio Landini, numero uno Fiom. "O Federmeccanica cambia posizione o avanti con la lotta", incalza Carmelo Barbagallo, leader Uil. Mentre Susanna Camusso, segretario generale Cgil, reputa "inaccettabile svilire il contratto nazionale, scardinandolo sul piano dell'universalità dei minimi contrattuali". Risponde Federmeccanica: "Da noi proposta epocale".
Prime adesioni. "Ovunque sopra il 70%, ma sono moltissime le fabbriche svuotate", dice il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, alla partenza del corteo di Napoli. "Smentite categoricamente le previsioni del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi. I lavoratori hanno capito che bisogna cambiare. Dopo una crisi che ha scaricato a terra centinaia di migliaia di lavoratori, serve un contratto di svolta ma per tutti e che spinga alla diffusione della contrattazione aziendale e territoriale. E' stata Federmeccanica a volere il muro contro muro. Dai metalmeccanici, oggi, il messaggio è chiaro e forte: riaprite subito il negoziato". "Dopo otto anni, sciopero unitario dei Metalmeccanici, per il contratto. Bentornati", Scrive su facebook Antonio Bassolino.
Landini. "Scendiamo in pazza unitariamente per cambiare le politiche sbagliate di Federmeccanica e del governo. Perché uniti possiamo davvero convincere le imprese". Così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, all'apertura del corteo milanese che da Piazza San Babila percorre le vie del centro fino a raggiungere la sede di Assolombarda. "Il governo dovrebbe fare un provvedimento urgente per defiscalizzare gli aumenti dei contratti nazionali di lavoro", chiede Landini. "Il governo ne ha fatte già abbastanza a favore delle imprese. Ora servirebbe una defiscalizzazione degli aumenti contrattuali non solo dei metalmeccanici, perché molte categorie sono senza contratto nazionale. Milioni di persone. Questo è il momento per il Paese di far ripartire l'economia". "La riuscita dello sciopero - prosegue Landini - dimostra come i metalmeccanici vogliono un nuovo contratto nazionale, un loro chiaro diritto: Federmeccanica da domani deve risedersi al tavolo delle trattative, non credo voglia assumersi la responsabilità di uno scontro del quale adesso il Paese non ha bisogno".
Torino. Centinaia di tute blu si sono date appuntamento davanti all'Unione Industriale di Torino per partecipare al presidio promosso da Fim, Fiom e Uilm torinesi in occasione dello sciopero nazionale di quattro ore a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. "Federmeccanica insiste sul salario di garanzia - commenta Dario Basso per la Uilm - ma l'unica garanzia che avranno è l'opposizione dei lavoratori a questa idea. Dignità e difesa del contratto, i lavoratori di Torino non si arrenderanno". "I lavoratori sono molto più numerosi di quanto ci aspettassimo, è il miglior segnale che ci si potesse dare a Federmeccanica", aggiunge Federico Bellono segretario provinciale Fiom Torino. Secondo i sindacati, le adesioni nelle fabbriche del torinese oscillano tra l'80 e il 90% con punte del 95%.
Genova. Lavoratori metalmeccanici in piazza anche a Genova per manifestare contro le proposte avanzate da Federmeccanica e Assital al tavolo nazionale dove da oltre sei mesi si discute del rinnovo del contratto di categoria. Circa duecento lavoratori si è dato appuntameto nei giardini davanti la stazione ferroviaria di Brignole, all'altezza di piazza della Vittoria. La trattativa coinvolge quasi 40 mila lavoratori in Liguria. La concentrazione maggiore in provincia di Genova e La Spezia.