Juncker: "Spese terrorismo fuori dal patto di Stabilità"
La Commissione europea sposa la linea di Roma e Parigi, sconfitti i falchi: "Sono eventi fuori dal controllo dei governi". Padoan: "Potremo agire sull'Irpef se ci saranno le condizioni"
MILANO - Le spese per fronteggiare il terrorismo non saranno incluse nel patto di stabilità e di crescita dell'Unione europea. Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, mantiere la parola e annuncia che nella comunicazione sulle scelte strategiche per impostare la politica di sicurezza interna, Bruxelles proporrà "di fare uso della flessibilità prevista dal patto di flessibilità per fronteggiare eventi al di fuori del controllo dei governi quando si considerano le spese direttamente relative a tali minacce". In tal modo la regola della flessibilità per gestire la minaccia terroristica viene considerata al pari di quella prevista per gli investimenti e le riforme strutturali.
I falchi. Insomma dopo anni di austerity, le Colombe hanno la meglio. Contro questa interpretazione, infatti, si era schierato a gennaio il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che riferendosi all'Italia aveva detto: "…
I falchi. Insomma dopo anni di austerity, le Colombe hanno la meglio. Contro questa interpretazione, infatti, si era schierato a gennaio il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che riferendosi all'Italia aveva detto: "…
MILANO - Le spese per fronteggiare il terrorismo non saranno incluse nel patto di stabilità e di crescita dell'Unione europea. Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, mantiere la parola e annuncia che nella comunicazione sulle scelte strategiche per impostare la politica di sicurezza interna, Bruxelles proporrà "di fare uso della flessibilità prevista dal patto di flessibilità per fronteggiare eventi al di fuori del controllo dei governi quando si considerano le spese direttamente relative a tali minacce". In tal modo la regola della flessibilità per gestire la minaccia terroristica viene considerata al pari di quella prevista per gli investimenti e le riforme strutturali.
I falchi. Insomma dopo anni di austerity, le Colombe hanno la meglio. Contro questa interpretazione, infatti, si era schierato a gennaio il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che riferendosi all'Italia aveva detto: "Ha chiesto varie flessibilità, per le riforme strutturali, per gli investimenti, per i migranti. Dipende dalla Commissione Ue. L'unica cosa che posso dire è: non spingiamo. La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagerare".
Gli attentati. Per Bruxelles, invece, si può, a patto che si tratti di eventi al di fuori del controllo dei governi, proprio come nel caso della lotta al terrorismo. D'altra parte all'indomani degli attentati di Bruxelles, il presidente della Commissione Jean Claude Juncker aveva definito le spese antiterrorismo "straordinarie" e in quanto tali devono trovare un trattamento "straordinario" da parte dell'Ue nell'ambito del "patto di Stabilità. Considero che i mezzi supplementari non debbano avere lo stesso trattamento, nel "patto di Stabilità", che ci sta per le spese ordinarie. A spese straordinarie risposta straordinaria".
Renzi. Una posizione che condivisa fin da subito dal premier italiano Matteo Renzi: "L'Italia per prima lanciò, poco più di un anno fa, questa proposta. Il 'patto di Stabilità' non si deve applicare diciamo genericamente, alle spese della Difesa. Mi fu detto di no, oggi le cose cambiano e mi sembra un fatto positivo, giusto e sacrosanto".
Irpef. Insomma il ministero dell'Economia può tirare un sospiro di sollievo: "Con le prossime leggi di bilancio, il governo valuterà la possibilità di agire sull'Irpef in base agli spazi finanziari disponibili, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica" ha detto il ministro Pier Carlo Padoan, rispondendo al question time alla Camera e riportando quanto previsto dal Def.
Nel dettaglio della sua comunicazione, la Commissione Ue spiega che "la protezione ha dei costi sia in termini di dispiegamento dell'"intelligence" che in termini di azione per far rispettare la legge, forze militari impiegate, rafforzamento delle infrastrutture". Tali costi devono oltretutto essere considerati "in prospettiva" con i danni umani ed economici che i gruppi criminali possono generare con le loro azioni. Per questo, la Commissione indica che intende realizzare "un accordo necessario" con gli stati membri sulle prossime mosse da compiere. La possibilità di 'scontare' certe spese ai fini della supervisione dei bilanci riguarda attualmente le spese per le riforme strutturali, per gli investimenti co-finanziati a livello ue e quelle per la gestione della crisi dei migranti.
L'obiettivo finale della Ue è rafforzare la capacità collettiva di combattere la minaccia terroristica. Gli stati dovranno, quindi, condividere le informazioni sui movimenti dei terroristi combattenti stranieri, sia in uscita che in entrata, tra loro e con le agenzie Ue attraverso il sistema d'informazione Schengen e il centro europeo antiterrorismo dell'Europol. Parlamento europeo e Consiglio, invece, dovrebbero raggiungere rapidamente un accordo sulla proposta di direttiva della commissione relativa alla lotta contro il terrorismo per rafforzare la criminalizzazione dei reati connessi alle attività terroristiche, come l'organizzazione di viaggi, il finanziamento e la messa a disposizione di alloggi, trasporti o sostegno materiale per i terroristi.
I falchi. Insomma dopo anni di austerity, le Colombe hanno la meglio. Contro questa interpretazione, infatti, si era schierato a gennaio il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che riferendosi all'Italia aveva detto: "Ha chiesto varie flessibilità, per le riforme strutturali, per gli investimenti, per i migranti. Dipende dalla Commissione Ue. L'unica cosa che posso dire è: non spingiamo. La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagerare".
Gli attentati. Per Bruxelles, invece, si può, a patto che si tratti di eventi al di fuori del controllo dei governi, proprio come nel caso della lotta al terrorismo. D'altra parte all'indomani degli attentati di Bruxelles, il presidente della Commissione Jean Claude Juncker aveva definito le spese antiterrorismo "straordinarie" e in quanto tali devono trovare un trattamento "straordinario" da parte dell'Ue nell'ambito del "patto di Stabilità. Considero che i mezzi supplementari non debbano avere lo stesso trattamento, nel "patto di Stabilità", che ci sta per le spese ordinarie. A spese straordinarie risposta straordinaria".
Renzi. Una posizione che condivisa fin da subito dal premier italiano Matteo Renzi: "L'Italia per prima lanciò, poco più di un anno fa, questa proposta. Il 'patto di Stabilità' non si deve applicare diciamo genericamente, alle spese della Difesa. Mi fu detto di no, oggi le cose cambiano e mi sembra un fatto positivo, giusto e sacrosanto".
Irpef. Insomma il ministero dell'Economia può tirare un sospiro di sollievo: "Con le prossime leggi di bilancio, il governo valuterà la possibilità di agire sull'Irpef in base agli spazi finanziari disponibili, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica" ha detto il ministro Pier Carlo Padoan, rispondendo al question time alla Camera e riportando quanto previsto dal Def.
Nel dettaglio della sua comunicazione, la Commissione Ue spiega che "la protezione ha dei costi sia in termini di dispiegamento dell'"intelligence" che in termini di azione per far rispettare la legge, forze militari impiegate, rafforzamento delle infrastrutture". Tali costi devono oltretutto essere considerati "in prospettiva" con i danni umani ed economici che i gruppi criminali possono generare con le loro azioni. Per questo, la Commissione indica che intende realizzare "un accordo necessario" con gli stati membri sulle prossime mosse da compiere. La possibilità di 'scontare' certe spese ai fini della supervisione dei bilanci riguarda attualmente le spese per le riforme strutturali, per gli investimenti co-finanziati a livello ue e quelle per la gestione della crisi dei migranti.
L'obiettivo finale della Ue è rafforzare la capacità collettiva di combattere la minaccia terroristica. Gli stati dovranno, quindi, condividere le informazioni sui movimenti dei terroristi combattenti stranieri, sia in uscita che in entrata, tra loro e con le agenzie Ue attraverso il sistema d'informazione Schengen e il centro europeo antiterrorismo dell'Europol. Parlamento europeo e Consiglio, invece, dovrebbero raggiungere rapidamente un accordo sulla proposta di direttiva della commissione relativa alla lotta contro il terrorismo per rafforzare la criminalizzazione dei reati connessi alle attività terroristiche, come l'organizzazione di viaggi, il finanziamento e la messa a disposizione di alloggi, trasporti o sostegno materiale per i terroristi.