Borse europee deboli. La Bce lascia fermo il costo del denaro
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERIL'attenzione dei mercati è rivolta alle parole del presidente della Banca centrale europea: i ripetuti attacchi giunti dalla Germania potrebbero offrire a Draghi un'opportunità per rilanciare la palla nel campo della politica. Stabile lo spread, in lieve calo l'euro. Prosegue il rally del petrolio. Lavoro Usa: i dati migliori degli ultimi 40 anni
MILANO - I mercati si aggrappano a Mario Draghi. Le Borse, dopo essersi mosse in lieve ribasso con la decisione della Bce di lasciare invariato il costo del denaro, hanno chiuso contrastate. Milano è salita dello 0,4%, Francoforte dello 0,14%, mentre Londra ha ceduto lo 0,45% e Parigi lo 0,2%. Chiusura in calo per Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,63% a 17.982,52 punti, il Nasdaq cede lo 0,05% a 4.945,89 punti, lo S&P perde lo 0,52% a 2.091,48 punti.
Draghi, che non ha adottato nessuna mossa ulteriore dopo l'ampliamento del quantitative easing a 80 miliardi al mese e il taglio sui tassi deciso a marzo, nel suo discorso ha ribadito che la politica monetaria rimarrà accomodante fino al 2017 e oltre, ma ha sostenuto che la Bce non basta a risolvere i problemi della stagnazione. Il numero uno dell'Eurotower difende l'autonomia della Banca centrale, soprattutto dopo l'attacco del ministro della Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha incolpato la p…
Draghi, che non ha adottato nessuna mossa ulteriore dopo l'ampliamento del quantitative easing a 80 miliardi al mese e il taglio sui tassi deciso a marzo, nel suo discorso ha ribadito che la politica monetaria rimarrà accomodante fino al 2017 e oltre, ma ha sostenuto che la Bce non basta a risolvere i problemi della stagnazione. Il numero uno dell'Eurotower difende l'autonomia della Banca centrale, soprattutto dopo l'attacco del ministro della Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha incolpato la p…
MILANO - I mercati si aggrappano a Mario Draghi. Le Borse, dopo essersi mosse in lieve ribasso con la decisione della Bce di lasciare invariato il costo del denaro, hanno chiuso contrastate. Milano è salita dello 0,4%, Francoforte dello 0,14%, mentre Londra ha ceduto lo 0,45% e Parigi lo 0,2%. Chiusura in calo per Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,63% a 17.982,52 punti, il Nasdaq cede lo 0,05% a 4.945,89 punti, lo S&P perde lo 0,52% a 2.091,48 punti.
Draghi, che non ha adottato nessuna mossa ulteriore dopo l'ampliamento del quantitative easing a 80 miliardi al mese e il taglio sui tassi deciso a marzo, nel suo discorso ha ribadito che la politica monetaria rimarrà accomodante fino al 2017 e oltre, ma ha sostenuto che la Bce non basta a risolvere i problemi della stagnazione. Il numero uno dell'Eurotower difende l'autonomia della Banca centrale, soprattutto dopo l'attacco del ministro della Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha incolpato la politica monetaria espansiva del successo elettorale in Germania del movimento anti euro di destra Alde. Ad alimentare le polemiche è l'idea di "helicopter money" che era circolata nelle scorse settimane. In sostanza, credono alcuni, le Banche centrali dovrebbero scavalcare le banche e mettere denari freschi direttamente nelle tasche dei cittadini, per rilanciare domanda e prezzi. Ipotesi "assurda" per il governatore tedesco Jens Weidmann e Draghi, oggi, ha smentito la possibilità.
L'euro chiude stabile a 1,1294 dollari dopo un'impennata fino a un massimo di 1,1394 dollari durante la conferenza stampa del presidente della Bce. Yen in lieve rialzo in linea con l'accresciuta avversione al rischio degli investitori. La divisa nipponica avanza a quota 123,68 sull'euro e a 109,51 sul dollaro. Stabile lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi a 123 punti, dopo aver chiuso a quota 124 con un rendimento all'1,42%, ma sul fronte dei titoli di stato l'attenzione è rivolta all'Eurogruppo di domani sulla Grecia. Sul fronte macroeconomico, Eurostat registra che il deficit medio dei 19 paesi dell'Eurozona nel 2015 è sceso al 2,1% proseguendo per il sesto anno consecutivo il trend in calo. Dopo tre mesi in calo, torna a salire in aprile il dato europeo sulla fiducia dei consumatori: la prima stima "flash" mostra una crescita di 0,5 punti a -6,8 nell'Ue a 28 paesi e di 0,4 punti a -9,3 nell'Eurozona.
Alla chiusura delle Borse Ue, Wall Street resta debole con il Dow Jones in flessione dello 0,2%, l'S&P 500 cede lo 0,15%, mentre il Nasdaq è sulla parità. Spiccano i dati Usa sulla disoccupazione, apparsi meglio delle attese. Il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso la settimana scorsa al minimo in 43 anni, ovvero dal 24 novembre 1973. Il dato conferma il progressivo miglioramento del mercato del lavoro americano. Secondo quanto riportato dal dipartimento del lavoro, nella settimana conclusa il 16 aprile, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 6.000 Unità a 247.000. Il dato si attesta in media sotto quota 300.000 da 59 settimane, un'importante soglia che segnala il buono stato dell'occupazione e la serie migliore dal 1973. Gli analisti attendevano un dato in rialzo a 264.000 unità, dalle 253.000 della settimana precedente. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è calata di 4.500 unità a 260.500. Il dato è inferiore alla media del 2015, pari a circa 278.000 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana " relativo alla settimana terminata il 9 aprile, l'ultima per la quale è disponibile il dato " è calato di 39.000 unità a 2,137 milioni.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio - cui sono sempre correlati i listini azionari - stabilizza il suo consolidamento con il Wti sopra quota 44 dollari. Il prezzo del greggio è andato in rally in seguito ai dati del dipartimento dell'Energia di Washington, che ha certificato un nuovo calo della produzione Usa e un incremento delle scorte inferiore al previsto. Inoltre l'Iraq chiede ai paesi produttori di incontrarsi ancora a maggio, dopo il fallimento di Doha, per concordare un congelamento dei prezzi. Sui mercati asiatici i future sul Light crude cedono di un cent a 44,17 dollari, dopo un top a 44,41 dollari e quelli sul Brent avanzano di un cent a 45,81 dollari, dopo un massimo di 46,03 dollari. L'incontro potrebbe tenersi a maggio in Russia, mentre il due giugno è in agenda un vertice Opec a Vienna.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in forte rialzo sulla scia dell'aumento del greggio. L'indice Nikkei ha terminato le contrattazioni con una crescita del 2,70% a 17.363,62 punti. In rialzo anche il Topix, che ha chiuso a +2,04% a quota 1.393,68 punti. Crolla ancora, invece, Mitsubishi, dopo lo scandalo del dieselgate: il titolo ha perso sul listino nipponico il 20%.
E, ieri, sempre grazie al petrolio sui nuovi massimi del 2016, l'azionario americano ha fatto altrettanto. Il Dow Jones e l'S&P 500 si sono consolidati al di sopra delle soglie psicologiche di 18mila e 2.100 punti. A livello settoriale, quello finanziario (+0,77%) ed energetico (+0,9%) hanno corso più di tutti.
Draghi, che non ha adottato nessuna mossa ulteriore dopo l'ampliamento del quantitative easing a 80 miliardi al mese e il taglio sui tassi deciso a marzo, nel suo discorso ha ribadito che la politica monetaria rimarrà accomodante fino al 2017 e oltre, ma ha sostenuto che la Bce non basta a risolvere i problemi della stagnazione. Il numero uno dell'Eurotower difende l'autonomia della Banca centrale, soprattutto dopo l'attacco del ministro della Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha incolpato la politica monetaria espansiva del successo elettorale in Germania del movimento anti euro di destra Alde. Ad alimentare le polemiche è l'idea di "helicopter money" che era circolata nelle scorse settimane. In sostanza, credono alcuni, le Banche centrali dovrebbero scavalcare le banche e mettere denari freschi direttamente nelle tasche dei cittadini, per rilanciare domanda e prezzi. Ipotesi "assurda" per il governatore tedesco Jens Weidmann e Draghi, oggi, ha smentito la possibilità.
L'euro chiude stabile a 1,1294 dollari dopo un'impennata fino a un massimo di 1,1394 dollari durante la conferenza stampa del presidente della Bce. Yen in lieve rialzo in linea con l'accresciuta avversione al rischio degli investitori. La divisa nipponica avanza a quota 123,68 sull'euro e a 109,51 sul dollaro. Stabile lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi a 123 punti, dopo aver chiuso a quota 124 con un rendimento all'1,42%, ma sul fronte dei titoli di stato l'attenzione è rivolta all'Eurogruppo di domani sulla Grecia. Sul fronte macroeconomico, Eurostat registra che il deficit medio dei 19 paesi dell'Eurozona nel 2015 è sceso al 2,1% proseguendo per il sesto anno consecutivo il trend in calo. Dopo tre mesi in calo, torna a salire in aprile il dato europeo sulla fiducia dei consumatori: la prima stima "flash" mostra una crescita di 0,5 punti a -6,8 nell'Ue a 28 paesi e di 0,4 punti a -9,3 nell'Eurozona.
Alla chiusura delle Borse Ue, Wall Street resta debole con il Dow Jones in flessione dello 0,2%, l'S&P 500 cede lo 0,15%, mentre il Nasdaq è sulla parità. Spiccano i dati Usa sulla disoccupazione, apparsi meglio delle attese. Il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso la settimana scorsa al minimo in 43 anni, ovvero dal 24 novembre 1973. Il dato conferma il progressivo miglioramento del mercato del lavoro americano. Secondo quanto riportato dal dipartimento del lavoro, nella settimana conclusa il 16 aprile, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 6.000 Unità a 247.000. Il dato si attesta in media sotto quota 300.000 da 59 settimane, un'importante soglia che segnala il buono stato dell'occupazione e la serie migliore dal 1973. Gli analisti attendevano un dato in rialzo a 264.000 unità, dalle 253.000 della settimana precedente. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è calata di 4.500 unità a 260.500. Il dato è inferiore alla media del 2015, pari a circa 278.000 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana " relativo alla settimana terminata il 9 aprile, l'ultima per la quale è disponibile il dato " è calato di 39.000 unità a 2,137 milioni.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio - cui sono sempre correlati i listini azionari - stabilizza il suo consolidamento con il Wti sopra quota 44 dollari. Il prezzo del greggio è andato in rally in seguito ai dati del dipartimento dell'Energia di Washington, che ha certificato un nuovo calo della produzione Usa e un incremento delle scorte inferiore al previsto. Inoltre l'Iraq chiede ai paesi produttori di incontrarsi ancora a maggio, dopo il fallimento di Doha, per concordare un congelamento dei prezzi. Sui mercati asiatici i future sul Light crude cedono di un cent a 44,17 dollari, dopo un top a 44,41 dollari e quelli sul Brent avanzano di un cent a 45,81 dollari, dopo un massimo di 46,03 dollari. L'incontro potrebbe tenersi a maggio in Russia, mentre il due giugno è in agenda un vertice Opec a Vienna.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in forte rialzo sulla scia dell'aumento del greggio. L'indice Nikkei ha terminato le contrattazioni con una crescita del 2,70% a 17.363,62 punti. In rialzo anche il Topix, che ha chiuso a +2,04% a quota 1.393,68 punti. Crolla ancora, invece, Mitsubishi, dopo lo scandalo del dieselgate: il titolo ha perso sul listino nipponico il 20%.
E, ieri, sempre grazie al petrolio sui nuovi massimi del 2016, l'azionario americano ha fatto altrettanto. Il Dow Jones e l'S&P 500 si sono consolidati al di sopra delle soglie psicologiche di 18mila e 2.100 punti. A livello settoriale, quello finanziario (+0,77%) ed energetico (+0,9%) hanno corso più di tutti.