MILANO - Banche e titoli di Stato: è il nuovo crinale della discussione in sede europea, con la solita spaccatura tra Nord e Sud. Il dibattito ruota intorno alla valutazione dei titoli governativi nei bilanci delle banche e all'opportunità di introdurre un limite al loro acquisto da parte delle istituzioni dei Paesi europei. Un tema che ha meritato l'intervento diretto del premier, Matteo Renzi: "Non c'è alcuna possibilità che si accetti un percoso sui titoli di Stato senza una strategia complessiva. La posizione italiana su questo sarà molto chiara, ma l'ultima cosa da fare è aprire polemiche e discussioni all'interno dell'Eurozona". Sul tavolo dell'Ecofin, infatti, c'è la proposta della presidenza olandese di porre un tetto all'esposizione delle banche sui ai titoli di Stato. E alla fine del meeting il presidente della commissione europarlamentare Roberto Gualtieri ha invitato a un approccio all'insegna della saggezza."Almeno 13 ministri dell'Ecofin si sono pronunciati a favore del fatto che sul trattamento delle esposizioni delle banche al debito sovrano occorre muoversi all'interno del contesto di Basilea, non fuori e non prima". Sotto il nome Basilea vanno gli accordi che determinano le regole patrimoniali delle banche. Dello stesso avviso il presidente dell'Ecofin, Jeroen Dijsselbloem.
Nel dettaglio, il problema è che i bond sovrani sono generalmente considerati come i titoli di maggior qualità nel mercato, proprio perché sono garantiti dai Paesi che li emettono. Di fatto, quando entrano nei bilanci delle banche ricevono un trattamento preferenziale da parte delle autorità di sorveglianza del settore: viene loro attribuito un "rischio zero" e per questo sono sottratti ai parametri che impediscono alle banche di esporsi eccessivamente verso un singolo emittente. Le banche non hanno l'urgenza di metter da parte un capitale specifico per coprirsi dall'eventuale fallimento dei titoli di Stato. Per gli istituti, dunque, sono più attraenti, anche in considerazione del fatto che offrono un rendimento stabile (pur se - di questi tempi - si rischia di scivolare facilmente in negativo) e sono molto liquidi, cioè facilmente scambiabili sul mercato.
Fonte: Bloomberg
La Germania si è apertamente schierata con la posizione olandese: i titoli di Stato non possono essere considerati privi di rischio e sono un potenziale pericolo per la stabilità finanziaria di una istituzione creditizia. Invece, secondo l'Italia, ma anche per la Francia, il debito pubblico è fonte di stabilità per i bilanci delle banche. Renzi è stato interpellato al termine di una serie di bilaterali all'Onu dove ha partecipato al dibatto di alto livello sullo sviluppo sostenibile: "Oggi la priorità della direzione della politica economica europea - ha osservato - sono la crescita e gli investimenti". Il ministro delle Finanze tedesche, Wolfgan Schaeuble, si è dichiarato apertamente "a favore" della riduzione dei rischi bancari per rompere definitivamente "il legame tra i bilanci degli istituti finanziari e i bilanci degli Stati". Ai giornalisti ha spiegato che "dobbiamo cominciare a farlo". Il commissario Ue ai Servizi finanziari, Jonathan Hill, ha chiesto "prudenza ed equilibrio", sottolineando che "non ha senso procedere da soli", mentre la Bce ha ammonito dalle possibili turbolenze sui mercati e del fatto che questa discussione - che si annuncia ardua - non sia un freno al completamento dell'unione bancaria, cui manca ancora lo schema comune di assicurazione dei depositi.
LE ESPOSIZIONI AI TITOLI SOVRANI
Nel dettaglio, il problema è che i bond sovrani sono generalmente considerati come i titoli di maggior qualità nel mercato, proprio perché sono garantiti dai Paesi che li emettono. Di fatto, quando entrano nei bilanci delle banche ricevono un trattamento preferenziale da parte delle autorità di sorveglianza del settore: viene loro attribuito un "rischio zero" e per questo sono sottratti ai parametri che impediscono alle banche di esporsi eccessivamente verso un singolo emittente. Le banche non hanno l'urgenza di metter da parte un capitale specifico per coprirsi dall'eventuale fallimento dei titoli di Stato. Per gli istituti, dunque, sono più attraenti, anche in considerazione del fatto che offrono un rendimento stabile (pur se - di questi tempi - si rischia di scivolare facilmente in negativo) e sono molto liquidi, cioè facilmente scambiabili sul mercato.
| NOME | TIPO | DATA | AMMONTARE (eur mld) | % del debito in circolazione |
| Debito sovrano Italia | 1.888 | 100 | ||
| Detentori banche/assicurazioni | 441 | 23,4 | ||
| INTESA SANPAOLO | Banca | 31/12/2015 | 88 | 4,66 |
| ASSICURAZIONI GENERALI | Ass | 31/12/2015 | 63,7 | 3,38 |
| UNICREDIT | Banca | 31/12/2015 | 58,6 | 3,11 |
| UNIPOL Gruppo Finanziario | Ass | 31/12/2015 | 39,9 | 2,12 |
| UNIPOLSAI | Ass | 31/12/2015 | 33,3 | 1,77 |
| ALLIANZ | Ass | 31/12/2015 | 29,3 | 1,55 |
| AXA | Ass | 31/12/2015 | 22,5 | 1,19 |
| MPS | Banca | 31/12/2015 | 20,6 | 1,09 |
| UBI | Banca | 31/12/2015 | 18,99 | 1 |
| BNP PARIBAS | Banca | 31/12/2015 | 12,2 | 0,65 |
La Germania si è apertamente schierata con la posizione olandese: i titoli di Stato non possono essere considerati privi di rischio e sono un potenziale pericolo per la stabilità finanziaria di una istituzione creditizia. Invece, secondo l'Italia, ma anche per la Francia, il debito pubblico è fonte di stabilità per i bilanci delle banche. Renzi è stato interpellato al termine di una serie di bilaterali all'Onu dove ha partecipato al dibatto di alto livello sullo sviluppo sostenibile: "Oggi la priorità della direzione della politica economica europea - ha osservato - sono la crescita e gli investimenti". Il ministro delle Finanze tedesche, Wolfgan Schaeuble, si è dichiarato apertamente "a favore" della riduzione dei rischi bancari per rompere definitivamente "il legame tra i bilanci degli istituti finanziari e i bilanci degli Stati". Ai giornalisti ha spiegato che "dobbiamo cominciare a farlo". Il commissario Ue ai Servizi finanziari, Jonathan Hill, ha chiesto "prudenza ed equilibrio", sottolineando che "non ha senso procedere da soli", mentre la Bce ha ammonito dalle possibili turbolenze sui mercati e del fatto che questa discussione - che si annuncia ardua - non sia un freno al completamento dell'unione bancaria, cui manca ancora lo schema comune di assicurazione dei depositi.
LE ESPOSIZIONI AI TITOLI SOVRANI