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Seduta interlocutoria sui mercati Ue, Milano brilla a +1,45%

Oggi inizia la due giorni di riunioni della Federal Reserve che si concluderà domani con l'annuncio probabile di tassi invariati allo 0,25-0,50%. A Piazza Affari faro sul comparto bancario dopo lo scivolone della vigilia. A Borse chiuse arrivano i conti di Apple: gli analisti si aspettano numeri in calo. Petrolio sopra 44 dollari a New York
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MILANO - Seduta interlocutoria per le Borse mondiali, mentre Milano recupera la debolezza della vigilia. Giovedì scorso la Bce ha lasciato invariati gli stimoli monetari in attesa di capire quali effetti hanno le misure già messe in campo prima fare ulteriori (in questo senso saranno importanti le rilevazioni su inflazione e Pil che pubblicherà venerdì Eurostat), oggi inizia la due giorni di riunioni della Federal Reserve che si concluderà domani con l'annuncio probabile di tassi invariati allo 0,25-0,50%. I trader andranno alla ricerca di qualsiasi indicazione dello stato di salute dell'economia americana e di conseguenza della tempistica per strette future. Stando ai future sui Fed funds, usati dagli investitori per fare scommesse sulle mosse della Fed, le probabilità di un aumento dei tassi in questo mese sono pari a zero, per giugno sono al 23%, per luglio al 37%. Più probabile che la stretta arrivi nel terzo trimestre …
MILANO - Seduta interlocutoria per le Borse mondiali, mentre Milano recupera la debolezza della vigilia. Giovedì scorso la Bce ha lasciato invariati gli stimoli monetari in attesa di capire quali effetti hanno le misure già messe in campo prima fare ulteriori (in questo senso saranno importanti le rilevazioni su inflazione e Pil che pubblicherà venerdì Eurostat), oggi inizia la due giorni di riunioni della Federal Reserve che si concluderà domani con l'annuncio probabile di tassi invariati allo 0,25-0,50%. I trader andranno alla ricerca di qualsiasi indicazione dello stato di salute dell'economia americana e di conseguenza della tempistica per strette future. Stando ai future sui Fed funds, usati dagli investitori per fare scommesse sulle mosse della Fed, le probabilità di un aumento dei tassi in questo mese sono pari a zero, per giugno sono al 23%, per luglio al 37%. Più probabile che la stretta arrivi nel terzo trimestre dell'anno. Intanto in molti si aspettano il lancio giovedì di nuove misure di stimolo da parte della Bank of Japan.

I mercati europei faticano a rimbalzare dopo la difficile seduta di lunedì. Piazza Affari svetta sulle altre e recupera l'1,45% finale. Contrastati gli altri listini: Londra termina in rialzo dello 0,38%, Parigi chiude a -0,28% e Francoforte cede lo 0,34%. Chiusura debole per Wall Street: il Dow Jones è salito dello 0,07% a 17.988,95 punti, il Nasdaq ha perso lo 0,15% a 4.888,31 punti mentre lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,18% a 2.019,62 punti.

A Milano si guarda sopratutto al comparto bancario dopo lo scivolone della vigilia. Lo spread tra il Btp e il Bund chiude in calo a 123 punti base, col tasso sul decennale del Tesoro all'1,53%. Intanto, in Germania, il Bundestag avrebbe intenzione di invitare il presidente della Bce Mario Draghi per parlare del basso livello dei tassi interesse e della strategia espansiva della politica monetaria attuata da Francoforte.

L'euro torna in area 1,13 dollari in chiusura di contrattazioni, in attesa degli incontri della Fed e della Boj. A dicembre la Fed ha rialzato i tassi per la prima volta da oltre nove anni e finora ha lasciato in sospeso i tempi della sua prossima stretta. L'indebolimento del biglietto verde sostiene il petrolio. A New York il greggio chiude in rialzo di 1,40 dollari a quota 44,04 al barile. Il benchmark light crude Wti segna così la migliore chiusura dall'inizio del 2016. Il Brent di Londra avanza di 1,27 dollari a 45,75 dollari al barile.

Dal punto di vista macroeconomico la giornata non presenta spunti di rilievo nel Vecchio continente, ad eccezione dell'indicazione sul commercio estero extra-Ue da parte dell'Istat. Negli Usa, invece, gli ordini di beni durevoli sono saliti dello 0,8% a marzo, ma hanno deluso le attese per un +1,9%; i prezzi delle case su base annua sono saliti del 5,4% a febbraio, in leggero rallentamento dal +5,7% del mese prima. La fiducia dei consumatori americani in aprile è calata a 94,2 da 96,2 di marzo: il dato è inferiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 95,8. A Borse chiuse, invece, sarà presentata la trimestrale di Apple: potrebbe essere la prima in calo dopo 51 trimestri consecutivi di crescita a causa della diminuzione della vendite di iPhone.

Cedenti le borse asiatiche cedenti, con vendite tra le materie prime e cali sull'azionario di Tokyo che ha perso lo 0,49%. Dopo i rialzi dei giorni scorsi le quotazioni dell'oro si stabilizzano: il lingotto con consegna immediata passa così di mano in area 1240 dollari.