MILANO - Continua la crescita del mercato automobilistico francese e brilla in particolare il gruppo Fiat Chrysler, che va a velocità doppia rispetto alla media del settore. Dati che arrivano in concomitanza con la presentazione, da parte di Fca, della nuova gamma di Fiat Tipo, dalla quale il numero uno Sergio Marchionne ha lanciato segnali incoraggianti: "Cercheremo di raggiungere l'obiettivo della piena occupazione negli stabilimenti italiani anche prima del 2018", ha detto il manager. Quanto a Ferrari, ha detto che "continua ad andare bene, non ho cattive notizie"; "no comment", infine, sulla collaborazione con Google per la macchina che si guida da sola. Cenno anche alla dismissione della quota in Rcs, definita una "pulizia strategica nel gruppo" e "condivisa fin dall'inizio" con il presidente John Elkann: le presunte frizioni tra i due sono per Marchionne "cavolate".
Tornando ai numeri delle vendite, secondo i dati mensili diffusi dall'Associazione dei costruttori di automobili francesi (Ccfa), il mercato automobilistico transalpino ha registrato un aumento delle vendite del 6,5% nel mese di aprile, un tasso leggermente inferiore a quello dei primi tre mesi del 2016, ma ancora superiore a quello registrato l'anno scorso nello stesso periodo. Nel complesso, il mese scorso sono state messe su strada 181.830 auto, oltre la metà delle quali di marchi francesi.
Tra le case transalpine, il gruppo Renault si è mosso in linea con il trend (+6,1%), mentre è andato leggermente più lentamente il gruppo Psa Peugeot Citroen, che è salito del 4,1%. Tra i gruppi stranieri, che complessivamente sono cresciuti dell'8,2%, i tedeschi di Volkswagen continuano a registrare performance inferiori alla media: crescita del 3,1%. Il gruppo Fiat Chrysler fa fatto molto meglio, salendo del 12% e portando così la sua quota al 3,73%. A spiegare la performance c'è la crescita sia del marchio Fiat stesso (+16,5%) che della Jeep (+22,6%), mentre restano in profondo rosso Lancia e Alfa Romeo. Tra i principali competitor stranieri, soltanto Bmw ha fatto meglio del Lingotto con un balzo del 25,1%.
Nell'andamento da inizio anno, il mercato è salito complessivamente del 7,7%, a un passo dalle 700mila auto immatricolate. I gruppi francesi sono cresciuti del 6,4%, quelli stranieri del 9,4%. Anche guardando alla performance complessiva nei primi quattro mesi dell'anno, Fca risulta migliore di molti concorrenti e della media di mercato con una crescita dell'11,7% e una quota del 3,82%. Nello stesso periodo dell'anno scorso, la quota del Lingotto si fermava al 3,68%. La casa italo-americana ha ridotto il distacco da Toyota e Ford (che hanno poco più del 4% del mercato), ma ha subito la cavalcata di Bmw che partiva dietro Fca e ora ha il 4,03% del mercato.
I dati sull'andamento del mercato auto sono emersi anche dal Giappone, dove le vendite sono aumentate del 7,2% nel mese di aprile rispetto all'anno precedente ma quelle di mini-modelli sono scivolate del 7,5%, influenzate dallo scandalo di Mitsubishi Motors che ha manipolato i dati sulle emissioni. Lo ha reso noto l'associazione dei concessionari precisando che sono stati acquistati ad aprile 212.713 veicoli (di cui 184.562 autovetture) da più di 660 centimetri cubi e 112.035 modelli di auto di cilindrata più piccola le cui vendite, scese dopo 16 mesi consecutivi di crescita, sono state anche influenzate da un cambio di regime fiscale.
Tornando ai numeri delle vendite, secondo i dati mensili diffusi dall'Associazione dei costruttori di automobili francesi (Ccfa), il mercato automobilistico transalpino ha registrato un aumento delle vendite del 6,5% nel mese di aprile, un tasso leggermente inferiore a quello dei primi tre mesi del 2016, ma ancora superiore a quello registrato l'anno scorso nello stesso periodo. Nel complesso, il mese scorso sono state messe su strada 181.830 auto, oltre la metà delle quali di marchi francesi.
Tra le case transalpine, il gruppo Renault si è mosso in linea con il trend (+6,1%), mentre è andato leggermente più lentamente il gruppo Psa Peugeot Citroen, che è salito del 4,1%. Tra i gruppi stranieri, che complessivamente sono cresciuti dell'8,2%, i tedeschi di Volkswagen continuano a registrare performance inferiori alla media: crescita del 3,1%. Il gruppo Fiat Chrysler fa fatto molto meglio, salendo del 12% e portando così la sua quota al 3,73%. A spiegare la performance c'è la crescita sia del marchio Fiat stesso (+16,5%) che della Jeep (+22,6%), mentre restano in profondo rosso Lancia e Alfa Romeo. Tra i principali competitor stranieri, soltanto Bmw ha fatto meglio del Lingotto con un balzo del 25,1%.
Nell'andamento da inizio anno, il mercato è salito complessivamente del 7,7%, a un passo dalle 700mila auto immatricolate. I gruppi francesi sono cresciuti del 6,4%, quelli stranieri del 9,4%. Anche guardando alla performance complessiva nei primi quattro mesi dell'anno, Fca risulta migliore di molti concorrenti e della media di mercato con una crescita dell'11,7% e una quota del 3,82%. Nello stesso periodo dell'anno scorso, la quota del Lingotto si fermava al 3,68%. La casa italo-americana ha ridotto il distacco da Toyota e Ford (che hanno poco più del 4% del mercato), ma ha subito la cavalcata di Bmw che partiva dietro Fca e ora ha il 4,03% del mercato.
I dati sull'andamento del mercato auto sono emersi anche dal Giappone, dove le vendite sono aumentate del 7,2% nel mese di aprile rispetto all'anno precedente ma quelle di mini-modelli sono scivolate del 7,5%, influenzate dallo scandalo di Mitsubishi Motors che ha manipolato i dati sulle emissioni. Lo ha reso noto l'associazione dei concessionari precisando che sono stati acquistati ad aprile 212.713 veicoli (di cui 184.562 autovetture) da più di 660 centimetri cubi e 112.035 modelli di auto di cilindrata più piccola le cui vendite, scese dopo 16 mesi consecutivi di crescita, sono state anche influenzate da un cambio di regime fiscale.