Il Jobs Act francese arriva in Parlamento: tensioni sulle 35 ore
Giuliano Balestreri
Manifestanti a Parigi (lapresse)
La riforma del Lavoro approda in aula dopo due mesi di manifestazioni di Piazza che non accennano a fermarsi. Il governo potrebbe chiedere le fiducia sul provvedimento. Il nodo dell'orario di lavoro e delle indennità sui licenziamenti
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MILANO - Dalle piazze al Parlamento. Il Jobs Act francese approda in aula dopo quasi due mesi di proteste e manifestazioni che hanno paralizzato la Francia. Il percorso dalla riforma - ispirata per larghi tratti a quella italiana - però rischia di minare la tenuta della maggioranza di governo. D'altra parte, sull'altro versante delle Alpi, il tasso di disoccupazione viaggia poco sotto l'11%, a un livello inferiore rispetto a quello italiano (11,4%), ma ai massimi degli ultimi 18 anni. La popolarità del presidente Francois Hollande è in caduta libera e senza una brusca ripresa dell'economia, con un forte calo dei disoccupati la sua già difficile rielezione nel 2017 rischia di diventare un miraggio. Stessa sorte per il suo primo ministro Manuel Valls che coltiva ambizioni da uomo nuovo del centro sinistra francese, proprio come Matteo Renzi e l'omologo spagnolo Pedro Sanchez.
Anche per questo Hollande definisce il progetto di legge un "giusto e dinamico compromesso" e un "testo progressista. E' un compromesso giusto e dinamico come tutto ciò che abbiamo fatto dal 2012. E' un testo progressista".
Francia, migliaia di studenti in piazza contro la riforma del lavoro
Gli studenti francesi sono tornano in piazza contro la riforma del codice del lavoro, il cosiddetto 'Jobs act' alla francese manifestando nelle grandi città del Paese, tra cui Parigi, Marsiglia e Lille. Appena otto giorni fa una prima mobilitazione aveva visto coinvolti migliaia di manifestanti tra studenti, sindacati e lavoratori spingendo il governo socialista di Manuel Valls ha rivedere - parzialmente - la bozza di legge che punta ad introdurre una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro. Ma questo non è bastato a soddisfare sindacati e studenti. Per il ministero dell'Istruzione, sono almeno 115 gli istituti bloccati in tutto il Paese, mentre l'Unione nazionale studentesca (Unl) parla di "oltre 200 scuole mobilitate, di cui 40 a Parigi".
Francia, mezzo milione in piazza contro la riforma delle 35 ore lavorative
Cinquecentomila persone hanno manifestato oggi a Parigi e in altre città francesi contro la riforma del codice del lavoro, secondo i dati dei sindacati. La cosiddetta riforma el-Khomri, considerata dai manifestanti una "regressione storica", è stata duramente contestata dagli studenti, inquieti per la "precarizzazione" della loro future carriere professionali. Tra le misure previste, una modifica alle norme sulla settimana da 35 ore. Secondo i sondaggi, il 70% dei francesi è contrario alla riforma.
Le indennità. Oggi, i giudici hanno mano libera: possono decidere il reintegro del lavoratore o stabilire un risarcimento senza alcun tetto. Esiste solo una base di partenza per il risarcimento che da un minimo di sei mesi di salario oltre all'indennità di preavviso può salire a qualsiasi cifra. Come in Italia, però, le aziende chiedono costi certi per far ripartire l'occupazione e nonostante i risultati nella Penisola non siano ancora entusiasmanti, Parigi vorrebbe allinearsi. La proposta prevede tutele crescenti con il tempo, ma dopo gli scioperi di massa Valls ha fatto marcia indietro spiegano che quelle del governo saranno "indicazioni di massima". Resta quindi l'indennità di preavviso, ma in caso di licenziamento illegittimo scompare il reintegro così come il risarcimento minimo pari a sei mesi di stipendio. Come in Italia, l'esecutivo propone indennità crescenti con l'anzianità aziendale non si tratta, come detto, di tetti massimi, ma indicativi: 15 mesi di salario per i lavoratori con almeno 20 anni di servizio; 12 mesi per quelli con 10-20 anni; nove mesi con 5-10 anni; sei mesi con 2-5 anni; tre mesi al massimo per tutti gli altri. In questo senso la norma italiana è più generosa nei confronti dei dipendenti che hanno diritto a due mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di quattro e un massimo di 24 stipendi.
Le differenze con l'Italia. Il governo francese, a differenza di quello italiano, non ha giocato la carte del contratto unico con l'obiettivo di portare a casa una riforma travagliata. Anche a questo scopo ha aggiunto alcune clausole favoreveli ai lavoratori: per esempio il diritto alla formazione continua attraverso la costituzione di un monte ore oppure il diritto alla "disconnessione". Fuori dall'orario di lavoro, infatti, i dipendenti potranno rifiutare di rispondere a mail o telefonate di lavoro senza rischiare di incorrere in alcuna sanzione o richiamo.