Economia

Dalla Ue un incoraggiamento per il 2016, ma l'esame vero è sull'anno prossimo

I numeri presentati da Bruxelles sono in linea con le previsioni del governo sul 2016. Ma per l'anno successivo, deficit e debito segnano uno scostamento dalle ultime stime: sarà quella la vera sfida, considerando la necessità di sterilizzare 15 miliardi di aumenti Iva
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ROMA - Le cifre delle attese previsioni di primavera della Commissione europea ci forniscono un incoraggiamento per quest'anno e ci lanciano un avvertimento per il 2017. Come è noto le stime arrivano, e sono propedeutiche, alla valutazione che il 18 maggio l'Europa darà sulla richiesta di flessibilità dell'Italia. Il giudizio arriva nel bel mezzo di un braccio di ferro tra Roma e Berlino divise un po' su tutto, ma la diplomazia economica del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, dovrebbe riuscire a farci incassare il semaforo verde e la relativa flessibilità di poco meno di un punto di Pil.

La Commissione del resto fa marcia indietro sulla crescita del deficit-Pil per quest'anno che scende dal 2,5 stimato in febbraio al 2,4 di oggi: un dato positivo che si aggiunge anche ad un sostanziale "appoggio" alla stima del Pil dell'Italia, collocata dal governo all'1,2 per cento nel recente Def e ora calcolata all'1,1 per cento dai tecnici dell'Unione. Poteva andare peggio: la situazione Europea e mondiale non è delle migliori: per stessa ammissione di Draghi, senza il Quantitative easing della Bce saremmo direttamente in recessione, con il segno meno davanti al Pil. La stessa Bruxelles parla di un contesto continentale "meno favorevole" e taglia, nel giro di pochi mesi, all'1,6 per cento dall'1,8 per cento la crescita dell'Eurozona (lo stesso avevano fatto nei giorni scorsi l'Ocse e la Bce). Petrolio, Cina, geopolitica contribuiscono ad uno scenario globale poco incoraggiante che vede il Pil del pianeta, secondo l'Fmi, attestarsi per quest'anno al 3,2 per cento, esattamente come nel 2015.

"In questa fase in Europa si rischia come non mai": Padoan parlando alla Sapienza di Roma ha espresso così le sue preoccupazioni che, alla luce dei dati della Commissione, debbono proiettarsi più sul prossimo anno, dando per archiviata la partita del 2016. Infatti, mentre per quest'anno le previsioni di primavera danno segnali incoraggianti, per il 2017 si registra un peggioramento del rapporto defcit-Pil dall'1,8 all'1,9 per cento, il debito sale quasi di un punto rispetto al Pil (sale al 131,8 per cento) mentre la crescita del Pil viene limata dall'1,4 all'1,3 per cento. Piccoli segnali che indicano meno margini e rafforzano il tono della sfida del prossimo anno che ha in agenda il taglio delle tasse e la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva che costa circa 15 miliardi.