Borse europee ancora incerte con i timori sulla crescita economica
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERIMilano chiude piatta. Faro acceso sul comparto bancario: scontro tra soci all'assemblea di Veneto Banca che segue la fallita quotazione della Pop Vicenza. Lo spread rivede i massimi da febbraio. Attesa per il rapporto sull'occupazione americana dopo i deludenti dati del settore privato. In recupero il petrolio, ma l'Opec potrebbe decidere di non congelare la produzione
MILANO - L'economia globale rallenta. La creazione di posti di lavoro frena e cresce l'attesa per il rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti: il dato definitivo di aprile sarà diffuso domani, ma ieri i nuovi occupati nel settore privato hanno deluso le attese. Insomma, la ripresa rischia di incepparsi: la Commissione europea è stata, martedì scorso, solo l'ultima in ordine di tempo a prendere atto della situazione, tagliando le previsioni per tutto il Vecchio continente compresa l'Italia. E anche la Bce ha rinnovato i timori per una frenata. Un momento complicato, quindi, al quale i mercati azionari non riescono a restare indifferenti.
Dopo una buona partenza, i listini Europei rallentano in scia alle persistenti incertezze: Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,07%, Londra lima lo 0,09%, Parigi lo 0,11% mentre Francoforte riesce a strappare un segno positivo (+0,24%). L'euro arretra in chiusura a 1,1404 dollari, dopo aver oscillato …
Dopo una buona partenza, i listini Europei rallentano in scia alle persistenti incertezze: Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,07%, Londra lima lo 0,09%, Parigi lo 0,11% mentre Francoforte riesce a strappare un segno positivo (+0,24%). L'euro arretra in chiusura a 1,1404 dollari, dopo aver oscillato …
MILANO - L'economia globale rallenta. La creazione di posti di lavoro frena e cresce l'attesa per il rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti: il dato definitivo di aprile sarà diffuso domani, ma ieri i nuovi occupati nel settore privato hanno deluso le attese. Insomma, la ripresa rischia di incepparsi: la Commissione europea è stata, martedì scorso, solo l'ultima in ordine di tempo a prendere atto della situazione, tagliando le previsioni per tutto il Vecchio continente compresa l'Italia. E anche la Bce ha rinnovato i timori per una frenata. Un momento complicato, quindi, al quale i mercati azionari non riescono a restare indifferenti.
Dopo una buona partenza, i listini Europei rallentano in scia alle persistenti incertezze: Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,07%, Londra lima lo 0,09%, Parigi lo 0,11% mentre Francoforte riesce a strappare un segno positivo (+0,24%). L'euro arretra in chiusura a 1,1404 dollari, dopo aver oscillato tra un minimo di 1,1386 e un massimo di 1,1495. Il cambio con lo yen è a 122,36 yen. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, si allarga sul finale di giornata oltre quota 130 punti base, ai massimi dallo scorso febbraio: sul mercato secondario il titolo decennale italiano è scambiato a un tasso dell'1,50%. Chiusura debole per Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,05% a 17.660,61 punti, il Nasdaq perde lo 0,18% a 4.717,09 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,03% a 2.050,59 punti.
Dopo aver rimbalzato dai livelli di febbraio, quando si raggiunse il punto più basso degli ultimi anni a seguito delle turbolenze di inizio 2016, nelle ultime due settimane i listini sono tornati a trattare all'insegna dell'incertezza, orientati alla debolezza sia dai report macro-economici sia dai risultati finanziari delle aziende quotate. L'indice Pmi composto della Cina elaborato da Caixin Media e Markit Economics ha segnato una battuta d'arresto ad aprile, scendendo dal 51,3 di marzo a 50,8. In flessione, secondo quanto riporta Bloomberg, anche l'indice Pmi dei servizi, in calo da 52,2 a 51,8. Negli Stati Uniti, invece la creazione di posti di lavoro nel settore privato è stata la più bassa dall'aprile 2013: 156mila contro gli attesi 196mila. Difficile, a questo punto, che la Federal Reserve decida di accelerare sulla stretta dei tassi.
Wall Street tratta in lieve rialzo dopo due sedute di fila in calo. A fare da traino oggi è il rally del petrolio, alimentato dalle interruzioni alla produzione in Canada (a causa di un incendio enorme) e in Libia (dove le violenze sono in aumento). Alla chiusura dei mercati nel Vecchio continente, il Dow Jones e il Nasdaq salgono dello 0,3% circa, lo S&P500 aggiunge lo 0,15%. Vola il petrolio: quando in Europa terminano le contrattazioni, il Wti guadagna oltre 2 punti percentuali in area 45 dollari al barile, mentre il Brent sale in area 45,6. Secondo Bloomberg, però, il rimbalzo potrebbe convincere i Paesi Opec a mettere nel cassetto il piano di congelamento della produzione. Un'ipotesi che eviterebbe lo scontro tra Arabia Saudita a Iran.
Sul fronte azionario, a Piazza Affari resta osservato speciale il comparto bancario: la mancata quotazione della Popolare di Vicenza, con il ricorso al Fondo Atlante per la sottoscrizione pressoché integrale dell'aumento di capitale da 1,5 miliardi, alza l'attenzione sulla prossima operazione di Veneto Banca. I soci sono riuniti in assemblea per rinnovare il cda e la Bce ha chiesto pulizia nella governance: il timore è che l'operazione di aumenti di capitale da un miliardo si chiuda con lo stesso epilogo della Pop Vicenza. Anche le banche europee - comunque - hanno i loro grattacapi: con i tassi bassi della Bce, i profitti si restringono e i tagli sono una via obbligata. Per il resto l'agenda di giornata è piuttosto scarica al netto del bollettino Bce e della visita della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, al premier Matteo Renzi.
Tokyo è ancora chiusa: aprirà domani. Inversione di rotta, intanto, dopo tre giorni di calo per le quotazioni dell'oro: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,3% a 1.280 dollari l'oncia.
Dopo una buona partenza, i listini Europei rallentano in scia alle persistenti incertezze: Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,07%, Londra lima lo 0,09%, Parigi lo 0,11% mentre Francoforte riesce a strappare un segno positivo (+0,24%). L'euro arretra in chiusura a 1,1404 dollari, dopo aver oscillato tra un minimo di 1,1386 e un massimo di 1,1495. Il cambio con lo yen è a 122,36 yen. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, si allarga sul finale di giornata oltre quota 130 punti base, ai massimi dallo scorso febbraio: sul mercato secondario il titolo decennale italiano è scambiato a un tasso dell'1,50%. Chiusura debole per Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,05% a 17.660,61 punti, il Nasdaq perde lo 0,18% a 4.717,09 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,03% a 2.050,59 punti.
Dopo aver rimbalzato dai livelli di febbraio, quando si raggiunse il punto più basso degli ultimi anni a seguito delle turbolenze di inizio 2016, nelle ultime due settimane i listini sono tornati a trattare all'insegna dell'incertezza, orientati alla debolezza sia dai report macro-economici sia dai risultati finanziari delle aziende quotate. L'indice Pmi composto della Cina elaborato da Caixin Media e Markit Economics ha segnato una battuta d'arresto ad aprile, scendendo dal 51,3 di marzo a 50,8. In flessione, secondo quanto riporta Bloomberg, anche l'indice Pmi dei servizi, in calo da 52,2 a 51,8. Negli Stati Uniti, invece la creazione di posti di lavoro nel settore privato è stata la più bassa dall'aprile 2013: 156mila contro gli attesi 196mila. Difficile, a questo punto, che la Federal Reserve decida di accelerare sulla stretta dei tassi.
Wall Street tratta in lieve rialzo dopo due sedute di fila in calo. A fare da traino oggi è il rally del petrolio, alimentato dalle interruzioni alla produzione in Canada (a causa di un incendio enorme) e in Libia (dove le violenze sono in aumento). Alla chiusura dei mercati nel Vecchio continente, il Dow Jones e il Nasdaq salgono dello 0,3% circa, lo S&P500 aggiunge lo 0,15%. Vola il petrolio: quando in Europa terminano le contrattazioni, il Wti guadagna oltre 2 punti percentuali in area 45 dollari al barile, mentre il Brent sale in area 45,6. Secondo Bloomberg, però, il rimbalzo potrebbe convincere i Paesi Opec a mettere nel cassetto il piano di congelamento della produzione. Un'ipotesi che eviterebbe lo scontro tra Arabia Saudita a Iran.
Sul fronte azionario, a Piazza Affari resta osservato speciale il comparto bancario: la mancata quotazione della Popolare di Vicenza, con il ricorso al Fondo Atlante per la sottoscrizione pressoché integrale dell'aumento di capitale da 1,5 miliardi, alza l'attenzione sulla prossima operazione di Veneto Banca. I soci sono riuniti in assemblea per rinnovare il cda e la Bce ha chiesto pulizia nella governance: il timore è che l'operazione di aumenti di capitale da un miliardo si chiuda con lo stesso epilogo della Pop Vicenza. Anche le banche europee - comunque - hanno i loro grattacapi: con i tassi bassi della Bce, i profitti si restringono e i tagli sono una via obbligata. Per il resto l'agenda di giornata è piuttosto scarica al netto del bollettino Bce e della visita della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, al premier Matteo Renzi.
Tokyo è ancora chiusa: aprirà domani. Inversione di rotta, intanto, dopo tre giorni di calo per le quotazioni dell'oro: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,3% a 1.280 dollari l'oncia.