Economia

La Grecia fa tremare le Borse del Vecchio continente

I mercati ripartono all'insegna della volatilità: attesa per l'esito dell'Eurogruppo sul taglio del debito ad Atene. Il lavoro americano delude: si allontana la stretta monetaria della Federal Reserve

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MILANO - I mercati azionari hanno ceduto parte del terreno guadagnato in questi ultimi giorni e le materie prima hanno puntato al ribasso, ma nonostante tutto i listini si trovano in una posizione migliore rispetto a poche settimane fa. A sostenere le quotazioni contribuisce il mancato rialzo dei tassi americani: di fatto le Federal Reserve ha nuovamente allentato la politica monetaria Stati Uniti dopo la prima stretta di fine anno e i tassi dei buoni del tesoro Usa sono calati su tutta la quota, mentre il dollaro è sceso di circa il 6% dalla fine di gennaio. Inoltre, l'allentamento monetario della Cina, iniziato alla fine dell'anno scorso, sembra avere stimolato la circolazione della moneta e la crescita del credito, con effetti di riporto sulle infrastrutture e il settore immobiliare. In un contesto tutto sommato positivo, per gli analisti stona la frenata dell'occupazione americana: il tasso di disoccupazione resta al 5% (un livello di piena occupazione per la Fed che ha così raggiunto l'obiettivo imposto dal suo mandato), ma frena la creazione di nuovi posti di lavoro.

Difficile quindi che si arrivi a una stretta monetaria a giugno: secondo i future sui Fed Funds, usati dagli investitori per fare scommesse sulle mosse della banca centrale Usa, le chance di un rialzo dei tassi tra due mesi sono scese al 6% dal 13% di giovedì, mentre per dicembre sono passate al 48% dal 57%. D'altra parte a livello globale i rischi non mancano: a cominciare da un possibile ritorno della debolezza in Cina entro la fine dell'anno, soprattutto se scoppierà la temuta bolla immobiliare.

In Europa l'attesa si concentra sulla Grecia con un negoziato tutto in salita: lunedì è convocato un Eurogruppo straordinario per concludere le discussioni su Atete e aprire, se tutto filerà liscio, la nuova fase dedicata all'alleggerimento del debito, oltre 180% del Pil e chiaramente insostenibile senza un nuovo intervento da parte dei creditori. La Grecia intende presentare una carta importante: il pacchetto di misure economiche per chiudere la verifica con i creditori votate dal parlamento. I 300 deputati greci voteranno domenica e Tsipras ha solo tre voti di vantaggio. A raffreddare l'ottimismo di un accordo lunedì, è una lettera all'Eurogruppo di Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, secondo cui "non è credibile" l'impegno greco a definire subito formalmente altre misure preventive da far scattare nel caso in cui la Grecia non rispetti gli obiettivi di bilancio.

Lunedì
Germania: ordini di fabbrica, marzo
Eurozona: fiducia degli investitori a maggio
Usa: indice mercato del lavoro della Fed, aprile

Martedì
Cina: inflazione ad aprile
Germania: produzione industriale, marzo; bilancia commerciale, marzo
Usa: scorte all'ingrosso, marzo; posti vacanti

Mercoledì
Gran Bretagna: produzione industriale, marzo
Usa: scorte greggio

Giovedì
Francia: inflazione armonizzata, aprile
Eurozona: produzione industriale, marzo
Usa: nuove richieste sussidi disoccupazione, settimanale

Venerdì
Germania: inflazione armonizzata, aprile; Pil primo trimestre
Spagna: inflazione armonizzata, aprile
Italia: Pil primo trimestre; inflazione armonizzata, aprile
Eurozona: Pil primo trimestre
Usa: vendite al dettaglio, aprile; fiducia dei consumatori Michigan, maggio